Europee, per i sondaggi i conservatori di Meloni fuori dai giochi: l’ipotesi è una maggioranza Ursula bis
di Gabriele BartoloniA nove mesi dalle elezioni Europee l’unica maggioranza possibile a Bruxelles è la stessa che attualmente governa l’Ue. Fuori dunque i conservatori guidati da Meloni e i lepenisti di Identità e democrazia. Dentro socialisti, popolari e liberali: la cosiddetta maggioranza Ursula, quella che incoronò von der Leyen cinque anni fa e che al momento pare l’unica via percorribile per scongiurare l'impasse.
Una maggioranza di centrodestra non è sostenibile sul piano numerico. Secondo Europe Elects, conservatori e popolari, da soli, otterrebbero poco più di 250 seggi. E se per assurdo a questi si aggiungesse anche Identità e democrazia - ipotesi remotissima vista l’avversione del Ppe nei confronti di Marine Le Pen - si arriverebbe ad appena 325 eletti. Numeri lontani anni luce dalla maggioranza (i seggi totali dell'Eurocamera sono 720). Ed ecco che diventa sempre più concreta l’ipotesi di un’intesa bis tra socialisti, popolari e liberali, che in Italia corrispondono, in ordine, a Pd, Forza Ital…
A nove mesi dalle elezioni Europee l’unica maggioranza possibile a Bruxelles è la stessa che attualmente governa l’Ue. Fuori dunque i conservatori guidati da Meloni e i lepenisti di Identità e democrazia. Dentro socialisti, popolari e liberali: la cosiddetta maggioranza Ursula, quella che incoronò von der Leyen cinque anni fa e che al momento pare l’unica via percorribile per scongiurare l'impasse.
Una maggioranza di centrodestra non è sostenibile sul piano numerico. Secondo Europe Elects, conservatori e popolari, da soli, otterrebbero poco più di 250 seggi. E se per assurdo a questi si aggiungesse anche Identità e democrazia - ipotesi remotissima vista l’avversione del Ppe nei confronti di Marine Le Pen - si arriverebbe ad appena 325 eletti. Numeri lontani anni luce dalla maggioranza (i seggi totali dell'Eurocamera sono 720). Ed ecco che diventa sempre più concreta l’ipotesi di un’intesa bis tra socialisti, popolari e liberali, che in Italia corrispondono, in ordine, a Pd, Forza Italia e al tridente moderato che raggruppa Azione, Italia Viva e Più Europa.
In tutto le tre grandi famiglie europee possono contare su una maggioranza di 400 seggi (145 per i socialisti, 165 per i popolari e 90 per i liberali). Il che significa che se anche Meloni con FdI decidesse di sganciarsi dal gruppo dei conservatori per aderire alla maggioranza Ursula, il suo contributo sarebbe pressoché irrilevante. Di buono, per la premier, c’è che riuscirebbe a portare a casa un numero molto più alto di seggi rispetto alle scorse Europee. Passerebbe infatti da 8 a 25 eletti, secondo le stime di Europe Elects, superando tutti gli altri partiti italiani e accorciando la distanza con i polacchi del Pis, l’attuale primo partito del gruppo conservatore.
Quanto alle altre forze politiche, il Pd si piazzerebbe in seconda posizione con 19 seggi e il M5S in terza con 15 eletti; la cui collocazione pare ancora incerta (al momento i pentastellate siedono tra i non iscritti), viste le difficoltà nelle trattative per l’adesione al gruppo dei Verdi. In quarta posizione c’è la Lega con i suoi 9 seggi che, se confermati, rappresenterebbero un risultato assai magro rispetto alle elezioni del 2019, quando nel pieno del suo periodo d’oro il Carroccio ottenne ben 24 seggi. Segue Forza Italia (4 eletti) e a sorpresa spunta anche Azione. Il partito guidato da Carlo Calenda, secondo i calcoli Europe Elects, riuscirebbe di un soffio a superare la soglia di sbarramento al 4 per cento.