Meloni da Granada: “Sui migranti tutt’altro che isolati in Ue, capisco Saied”. Vertice a sei con Sunak, Macron e von der Leyen
a cura della redazione Politica"Sono soddisfatta, siamo tutt'altro che isolati. La percezione e gli intenti dell'Europa in materia di immigrazione stanno evolvendo verso una linea più pragmatica, verso la tutela dei flussi legali". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni arrivando al vertice della Cpe di Granada. Con Olaf Scholz, ha continuato Meloni, "abbiamo un bilaterale domani, ci siamo sentiti in questi giorni, sarà un'occasione per ragionare su come fare passi in avanti sulla dimensione esterna soprattutto".
"Sul patto di migrazione e asilo noi abbiamo dato il nostro voto perché lo riteniamo un testo migliore di quelli precedenti, ma la proposta italiana non è quella di continuare a parlare di come distribuiamo persone che illegalmente entrano in Europa ma è fermare l'immigrazione illegale", ha aggiunto commentando nuovamente l'accordo sul regolamento per la gestione delle crisi nel patto Ue, raggiunto ieri a Bruxelles. "Sulla dimensione esterna – ha proseguito – bisogna correre ancora di più, c'è un lavoro importante della Commissione ma i tempi sono qualcosa su cui bisogna lavorare".
E ha concluso: "Siamo a un punto d'arrivo con una norma sulla governance relativa al piano Mattei per l'Africa che a novembre presenterò naturalmente in Parlamento".
Macron e von der Leyen al vertice Meloni-Sunak su lotta a traffico esseri umani
Meloni e il primo ministro inglese Rishi Sunak nel pomeriggio hanno organizzato un un incontro ristretto con gli omologhi di Paesi Bassi (Mark Rutte) ed Albania (Edi Rama) per discutere su come rafforzare la collaborazione operativa per innalzare il livello del contrasto alle organizzazioni criminali internazionali che gestiscono il traffico di esseri umani. Al vertice si sono uniti anche il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Accelerare, passare dalla diagnosi alla cura con azioni concrete per intensificare la lotta contro immigrazione illegale e trafficanti di esseri umani coinvolgendo in un'azione comune quanta più Europa possibile, ovvero, anche i Paesi extra Ue: è questo, si apprende, il senso dell'incontro promosso oggi da Meloni e Sunak. Un format inaugurato per allargare il fronte del contrasto agli scafisti coinvolgendo Paesi Ue ed extra Ue - dal nord al sud Europa - oggetto sia di movimenti secondari sia di movimenti primari. A problemi comuni - ovvero i trafficanti di esseri umani - devono corrispondere azioni condivise e concrete. Questo il ragionamento che anima l'asse Meloni-Sunak.
Al centro dell'incontro le possibili iniziative operative, in ambito bilaterale e multilaterale, per combattere l'immigrazione illegale. Che secondo la linea di Meloni parte dal presupposto che occorre un'azione comune per mettere un atto una serie di attività: scambi informativi, collaborazioni di polizia, accordi con i Paesi di origine e transito. Accordi di vero e proprio partenariato che comprendano, questa la direttrice del governo espressa nel corso del vertice promosso insieme a Sunak, anche uno sforzo della comunità internazionale per affrontare le cause profonde delle migrazioni: estrema povertà, cambiamenti climatici. Poi la collaborazione rafforzata con altri Paesi europei, come lo scambio di informazioni di intelligence.
"Quando uomini o donne arrivano sul suolo europeo è già troppo tardi e le discussioni che abbiamo avuto con i Paesi che finora si sono sottratti alla solidarietà è sulla ripartizione del carico, e la Polonia fa parte di questi Paesi. Quello che dobbiamo fare è registrare molto meglio ed essere più efficaci nei confronti di coloro che arrivano sul suolo europeo" ma "soprattutto occorre proteggere meglio le nostre frontiere, prevenire meglio i movimenti ed evitare i drammi nel Mediterraneo", dichiara il presidente francese, Emmanuel Macron, nella conferenza stampa al termine del vertice della Comunità politica europea a Granada, in Spagna. "Questo è il lavoro che vogliamo fare con Paesi d'origine e di transito. Ed è il centro di quello che abbiamo iniziato con la presidente von der Leyen e la presidente Meloni e che vogliamo fare al livello della Comunità politica europea".
“Con il presidente tunisino Saied confido andremo avanti”
Dopo la frenata del presidente tunisino sull'accordo con l'Europa in tema di migranti, Meloni commenta: "Credo che il presidente della Tunisia Saied abbia parlato, con un tono un po’ assertivo, prevalentemente alla sua opinione pubblica. Il rapporto di partenariato che serve" con i Paesi del nord Africa "riguarda soprattutto il tema dello sviluppo". "La Tunisia ha un problema non difforme dal nostro. Mentre loro fanno la loro parte per cercare di combattere i trafficanti, comunque - osserva la premier - c'è una migrazione illegale che ogni giorno arriva da loro. E se noi non aiutiamo con un partenariato strategico da pari a pari sarà difficile fare un ragionamento serio". Con Saied "confido che andremo avanti e che si possa lavorare su un reale partenariato strategico anche con l'aiuto della Commissione", conclude.