PORTO – Evitare un altro 1939. Sull’Ucraina l’Unione europea ha reagito con fedeltà ai suoi valori. Ma se non si continua a difenderla militarmente si rischia un conflitto mondiale.
È il pensiero espresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al vertice dei Capi di Stato Arraiolos in corso a Porto. La guerra è tornata di prepotenza alla ribalta, dopo l’ultimo tragico raid russo vicino a Kharkiv, l’appello drammatico di Zelensky che chiede alla Nato più armi per non soccombere e l’ultimo missile nucleare testato da Putin. Il quadro si è fatto di nuovo fosco.
Va scongiurato – ha precisato in un panel a porte chiuse – il pericolo di un conflitto dai confini imprevedibili. Il sostegno all’Ucraina perciò rimane doveroso, perché se cadesse si andrebbe incontro a una deriva di aggressioni ad altri Paesi ai confini con la Russia e questo condurrebbe a un conflitto generale e devastante. L’esempio storico, a cui fa riferimento il Quirinale, è quello che p…
PORTO – Evitare un altro 1939. Sull’Ucraina l’Unione europea ha reagito con fedeltà ai suoi valori. Ma se non si continua a difenderla militarmente si rischia un conflitto mondiale.
È il pensiero espresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al vertice dei Capi di Stato Arraiolos in corso a Porto. La guerra è tornata di prepotenza alla ribalta, dopo l’ultimo tragico raid russo vicino a Kharkiv, l’appello drammatico di Zelensky che chiede alla Nato più armi per non soccombere e l’ultimo missile nucleare testato da Putin. Il quadro si è fatto di nuovo fosco.
Va scongiurato – ha precisato in un panel a porte chiuse – il pericolo di un conflitto dai confini imprevedibili. Il sostegno all’Ucraina perciò rimane doveroso, perché se cadesse si andrebbe incontro a una deriva di aggressioni ad altri Paesi ai confini con la Russia e questo condurrebbe a un conflitto generale e devastante. L’esempio storico, a cui fa riferimento il Quirinale, è quello che portò alla seconda guerra mondiale, con le aggressioni della Germania nazista. L’Ucraina come la Polonia del 1939.
Mattarella ha ribadito il profondo dispiacere per le tante vite stroncate, le distruzioni, le immani risorse finanziarie bruciate in armamenti. Ma - ha aggiunto - quel che si sta facendo sta tutelando la pace mondiale. Questo mentre si levano anche in Italia primi distinguo sull’invio di armi: quello italiano sarebbe l’ottavo pacchetto di aiuti. “Le risorse non sono illimitate”, era stata l’argomentazione problematica del ministro della Difesa, Guido Crosetto, l’altro giorno.