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Caso Apostolico, l’ispezione di Nordio e le accuse dei leghisti al vicepresidente del Csm Pinelli: “Che ce lo abbiamo messo a fare?”

Il Guardasigilli Carlo Nordio

 (ansa)
Il Guardasigilli già condanna la magistrata, “poteva manifestare ma non doveva”. A palazzo dei Marescialli passerà a maggioranza in commissione la tutela per la giudice, mentre la richiesta del forzista Aimi dell’incompatibilità ambientale, se bocciata n commissione, non arriverà neppure in plenum
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ROMA - Il sottosegretario leghista in via Arenula Andrea Ostellari fa la voce grossa con il Guardasigilli Carlo Nordio, “basta - gli dice - devi mandare gli ispettori a Catania contro la giudice Apostolico”. Ovviamente per passare poi a un’azione disciplinare. Che rischia però di fare la stessa fine di quella contro i giudici di Milano, “colpevoli” di aver dato i domiciliari al russo Uss, pratica tanto improbabile da essere rimasta congelata nei cassetti del procuratore generale della Cassazione Luigi Salvato.

Ostellari spinge nel nome di Salvini. Nordio, ormai più meloniano di Meloni, vorrebbe lanciarsi in quest’avventura per dimostrare che è un ministro che non fa sconti ai giudici. Ma proprio perché è stato un pm conosce bene le difficoltà di avviarsi su questo terreno. Negli ultimi due giorni ha sondato gli umori dei colleghi di governo sull’invio degli ispettori contro Apostolico. E adesso, proprio al quotidiano Libero, il primo che ha svelato il contenuto del profilo Facebook de…

ROMA - Il sottosegretario leghista in via Arenula Andrea Ostellari fa la voce grossa con il Guardasigilli Carlo Nordio, “basta - gli dice - devi mandare gli ispettori a Catania contro la giudice Apostolico”. Ovviamente per passare poi a un’azione disciplinare. Che rischia però di fare la stessa fine di quella contro i giudici di Milano, “colpevoli” di aver dato i domiciliari al russo Uss, pratica tanto improbabile da essere rimasta congelata nei cassetti del procuratore generale della Cassazione Luigi Salvato.

Ostellari spinge nel nome di Salvini. Nordio, ormai più meloniano di Meloni, vorrebbe lanciarsi in quest’avventura per dimostrare che è un ministro che non fa sconti ai giudici. Ma proprio perché è stato un pm conosce bene le difficoltà di avviarsi su questo terreno. Negli ultimi due giorni ha sondato gli umori dei colleghi di governo sull’invio degli ispettori contro Apostolico. E adesso, proprio al quotidiano Libero, il primo che ha svelato il contenuto del profilo Facebook della giudice di Catania, raccontando che lei lo aveva oscurato, il ministro dice che “non può esprimersi prima di aver acquisito tutti gli elementi necessari. Sono state annunciate interrogazioni. Faremo subito accertamenti“. È di fatto il via libera all’ispezione. Nordio nega anche che si possa parlare di dossieraggio perché “un filmato di un evento pubblico non è mai un dossieraggio. Può provenire da chiunque, anche da un giornalista. Con questo criterio tutti i documenti di eventi, sarebbero dossieraggio“. Ma già condanna la giudice che “poteva manifestare ma non doveva”. E aggiunge: “Se tu partecipi a un evento pubblico, non puoi dire di essere stato spiato nella vita privata. E chi usa i social per divulgare le proprie opinioni non può certo appellarsi alla riservatezza”.

Nordio ha dato ragione a Renzi e ha mandato gli ispettori a Firenze contro i pm del caso Open. Ma lì c’era un fatto, e non un vecchissimo video. Cosa dovrebbero fare gli ispettori adesso? È questo l’interrogativo che proprio in via Arenula si pone chi teme un invio che potrebbe diventare un boomerang. Perché in questo caso gli 007 di Nordio dovrebbero verificare se, nei cinque anni trascorsi, Apostolico è stata influenzata dalle sue idee in ogni decisione che ha preso. Ma un esame di questo tipo, che dovrebbe entrare nel merito delle decisioni assunte, non è ammesso. Perché con questo metodo nessun magistrato sarebbe libero di decidere alcunché in base alle leggi che conosce.

E qui entra in azione chi, al ministero, considera invece l’ispezione un boomerang e a Nordio consiglia di “svegliare” il Csm, e in particolare il suo vice presidente Fabio Pinelli, l’avvocato di Padova scelto proprio dalla Lega, che in realtà è diventato vice presidente “per caso” dopo l’incidente parlamentare di FdI che puntava tutto sulla candidatura dell’ex senatore di An Giuseppe Valentino, “ritirato” dopo che Repubblica ricordò che era indagato a Reggio Calabria. Brutta sorpresa, immediata sostituzione, e ascesa di Pinelli, che tra i suoi fan vanta anche l’ex presidente della Camera Luciano Violante che era con lui a Leonardo e che ha già mediaticamente condannato Apostolico.

Ma proprio Pinelli ha pochissima libertà di movimento. Intanto perché il Csm è il “giudice” di chi viene messo sotto azione disciplinare dal Guardasigilli o dal Procuratore generale. Sulle loro richieste si pronuncia la sezione disciplinare che giudica, appunto, ma non promuove simili azioni.

Ma non basta. Perché non solo le regole del Csm, ma anche le attuali maggioranze, non giocano a favore di chi, come la Lega, vuole la “testa” di Apostolico. Che Salvini e i suoi invitano addirittura a “dimettersi”. Chiedendo a Nordio che sia lui ad alzare la mannaia. Ma Pinelli e la maggioranza laica del Csm - sei componenti, più Ernesto Carbone di Iv, su dieci - stavolta devono non solo sottostare alle regole, ma anche agli equilibri della prima commissione, quella che gestisce i trasferimento d’ufficio, ma anche le cosiddette “pratiche a tutela”. E dove, come ha già scritto Repubblica, la maggioranza gioca a favore di Apostolico. Perché il “centrosinistra” delle toghe può contare su Maria Francesca Abenavoli di Area, Mimma Miele di Md, Michele Forziati di Unicost, oltre al professore laico Michele Papa di M5S, a fronte del presidente forzista Enrico Aimi e di Eligio Paolini di Mi. Saranno loro ad esaminare e votare la richiesta di una pratica a tutela della giudice di Catania presentata da 13 togati, esclusi i sette di Magistratura indipendente, la corrente a cui era iscritto il sottosegretario meloniano Alfredo Mantovano, prima e dopo la sua esperienza parlamentare con An.

Ebbene la maggioranza di centrosinistra voterà a favore della tutela per Apostolico, che subito dopo andrà in plenum. Mentre sbarrerà la strada al trasferimento d’ufficio che a quel punto - proprio per le regole stringenti del Consiglio - non andrà neppure in plenum, in quanto già bocciata in commissione. Quanto all’azione disciplinare tocca a Nordio promuoverla, scrivendo un provvedimento in cui deve dimostrare che, dal 2018 a oggi, l’attività professionale di Apostolico è stata “politicamente” orientata. Ma dovrà anche spiegare perché, in questi cinque anni, nessuno ha contestato Apostolico a Catania, neppure i tanti colleghi che non la pensano come lei, salvo ipotizzare che tutto il palazzo sia pieno di toghe rosse. Per questo più d’uno in via Arenula consiglia a Nordio di essere prudente ma anche furbo, per esempio convincendo il procuratore generale della Cassazione Salvato - che è di Unicost - che dovrebbe essere lui a muovere il passo disciplinare contro Apostolico. Ma Nordio risponde che lui è sulla linea Meloni e quindi vuole andare fino in fondo. Ispezione e procedimento disciplinare compresi.
 

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