Mastella, Cuffaro, Fioroni, Lombardo, scatta la corte di Lega, Iv e Forza Italia agli ex Dc: è iniziata la caccia al centro per le Europee
di Antonio FraschillaClemente Mastella
La caccia al centro è iniziata in vista delle europee del prossimo anno. L’obiettivo è raccogliere voti dall’area moderata per sostenere le liste. E i più attivi in questa corsa sono il vice premier Matteo Salvini, che con la Lega gioca una partita interna al centrodestra per scavalcare Forza Italia e avvicinarsi a Fratelli d’Italia. E i centristi del Terzo Polo, Matteo Renzi e Carlo Calenda. Mentre più guardingo in questa “caccia” è il segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che gioca una partita sul filo del rasoio e non vuole allargare troppo la lista azzurra per non sfavorire i forzisti della prima ora: ma anche lui deve pescare qualcosa al centro. Nel mirino di tutti ci sono vecchi volti democristiani, dagli ex governatori Raffaele Lombardo e Salvatore Cuffaro all’ex ministro Clemente Mastella. Ma anche i titolari di partiti e partitini con annessi simboli, come Lorenzo Cesa con la sua Udc, Maurizio Lupi di Noi moderati e il duo Giovanni Toti e Luigi Brugnaro.
L’ultimo “colpo”…
La caccia al centro è iniziata in vista delle europee del prossimo anno. L’obiettivo è raccogliere voti dall’area moderata per sostenere le liste. E i più attivi in questa corsa sono il vice premier Matteo Salvini, che con la Lega gioca una partita interna al centrodestra per scavalcare Forza Italia e avvicinarsi a Fratelli d’Italia. E i centristi del Terzo Polo, Matteo Renzi e Carlo Calenda. Mentre più guardingo in questa “caccia” è il segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che gioca una partita sul filo del rasoio e non vuole allargare troppo la lista azzurra per non sfavorire i forzisti della prima ora: ma anche lui deve pescare qualcosa al centro. Nel mirino di tutti ci sono vecchi volti democristiani, dagli ex governatori Raffaele Lombardo e Salvatore Cuffaro all’ex ministro Clemente Mastella. Ma anche i titolari di partiti e partitini con annessi simboli, come Lorenzo Cesa con la sua Udc, Maurizio Lupi di Noi moderati e il duo Giovanni Toti e Luigi Brugnaro.
L’ultimo “colpo” di questo calcio mercato politico lo ha messo a segno Salvini, che ha siglato un patto federativo con il Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo grazie ai buoni uffici del deputato Nino Minardo, presidente della commissione Difesa: per l’ex governatore pronto un posto nella lista leghista per le Europee. Lombardo era corteggiato anche da Forza Italia attraverso il governatore siciliano Renato Schifani, che comunque spera di annunciare a breve l’intesa con la Dc di Salvatore Cuffaro, che nei giorni scorsi ha organizzato un evento in Sicilia per rilanciare la sua nuova Democrazia cristiana: evento al quale ha partecipato anche la renziana Maria Elena Boschi.
Perché anche Renzi è in campo per allargare le file del suo nuovo movimento, il Centro. Nei giorni scorsi ha sfilato a Cateno De Luca di “Sud chiama Nord” la senatrice Dafne Musolino, e spera in un accordo con Cuffaro. Ma non solo: in giro per l’Italia a lavorare per ripescare popolari e democristiani per lui c’è in campo l’ex ministro Beppe Fioroni, che nei giorni scorsi ha incontrato anche Letizia Moratti. E spera di mettere insieme in questo percorso Carlo Calenda, siglando una pace con Renzi. “Ieri ho incontrato Calenda a Foggia dove la lista 'Tempi Nuovi' racchiude al proprio interno sia Azione che Iv per sostenere come candidato sindaco una bravissima provveditrice scolastica – dice Fioroni - Noi saremo pure degli inguaribili sognatori ma fino alla fine proviamo a tenere assieme tutti. Noi procediamo con la costruzione di questa area, insieme a Letizia Moratti”. Intanto Renzi ha chiamato già Cesa dell’Udc e ha avuto contatti anche con l’ex ministro Mastella che cerca di rimettersi in pista per le Europee puntando a candidare il figlio Pellegrino. Calenda, dal canto suo, non vuol sentire parlare più di accordi con Renzi e per rimpolpare le file di Azione cerca ovunque, da scontenti in casa Lega a delusi da Renzi, ultimi Ettore Rosato ed Elena Bonetti.
In questo “mercato" al centro gioca anche Forza Italia, chiaramente: Cesa da una parte e dall’altra Maurizio Lupi e il duo Toti-Brugnaro, saltata la possibilità di abbassare al 3 per cento la soglia di sbarramento per Bruxelles, puntano ad un accordo con Tajani. Il segretario di Fi deve però scegliere, perché difficile che possa imbarcarsi tutti, da Cuffaro agli altri moderati. Con i sondaggi che danno Fi al 6-7 per cento, il rischio è che per dare spazio ad esterni alla fine non vengano eletti forzisti della prima ora all’Europarlamento. Ma dall’altro canto sa bene, come Salvini, che c’è da giocarsi una partita alle Europee anche in chiave nazionale e per gli assetti del governo Meloni: e tutti i voti contano per alzare le percentuali.