✕

Il Parlamento si divide sugli aiuti a Gaza. Poi scatta il fair play

Palazzo Chigi illuminato con i colori della bandiera di Israele

 (ansa)

Ascolta l'audio

Voto incrociato sulle varie risoluzioni. FdI insiste per tenere il passaggio sul blocco dei sostegni per la Striscia e naufraga l’accordo su un testo condiviso. Schlein: “I palestinesi non sono Hamas”
2 minuti di lettura

Alla fine la risoluzione bipartisan non c’è stata: il fronte parlamentare che a febbraio di due anni fa, con Draghi premier, aveva riunito maggioranza e opposizione sulla condanna (quasi) unanime dell’invasione russa in Ucraina non è riuscito a materializzarsi ieri contro la brutale aggressione di Hamas allo Stato Ebraico. Ma, nonostante la mancata condivisione di un testo unitario, la lunga trattativa tra centrodestra e centrosinistra — decisi a non dividersi sul conflitto mediorientale e concordi sull’urgenza di riavviare il processo di pace fra Israele e Palestina — ha comunque partorito un’intesa che ha consentito di approvare, attraverso un gioco di voti incrociati, tutte le mozioni presentate prima alla Camera e poi al Senato.

Meloni in visita alla sinagoga di Roma: "Aumenteremo protezione dei cittadini di religione ebraica"

E dire che a poche ore dall’inizio dei lavori, l’accordo sembrava a un passo. A far saltare il banco è stata…

Alla fine la risoluzione bipartisan non c’è stata: il fronte parlamentare che a febbraio di due anni fa, con Draghi premier, aveva riunito maggioranza e opposizione sulla condanna (quasi) unanime dell’invasione russa in Ucraina non è riuscito a materializzarsi ieri contro la brutale aggressione di Hamas allo Stato Ebraico. Ma, nonostante la mancata condivisione di un testo unitario, la lunga trattativa tra centrodestra e centrosinistra — decisi a non dividersi sul conflitto mediorientale e concordi sull’urgenza di riavviare il processo di pace fra Israele e Palestina — ha comunque partorito un’intesa che ha consentito di approvare, attraverso un gioco di voti incrociati, tutte le mozioni presentate prima alla Camera e poi al Senato.

Meloni in visita alla sinagoga di Roma: "Aumenteremo protezione dei cittadini di religione ebraica"

E dire che a poche ore dall’inizio dei lavori, l’accordo sembrava a un passo. A far saltare il banco è stata la linea dura di FdI — imposta dal sottosegretario di Palazzo Chigi Giovanbattista Fazzolari — che si è schierato senza se e senza ma a fianco del governo israeliano e pretendeva di inserire nel testo il passaggio sul blocco degli aiuti al popolo palestinese, che per i fratelli di Giorgia Meloni rischiano di finire al Movimento di resistenza islamica. Per il Pd, però, l’impegno chiesto al governo ad agire “per evitare che arrivino fondi ad Hamas attraverso canali istituzionali, organizzazioni internazionali o privati, che siano utilizzati per finanziare attacchi terroristici e incitare all’odio verso Israele” si sarebbe prestato a troppi equivoci. Per dirla con la segretaria Elly Schlein "confondere i palestinesi con Hamas sarebbe fare un torto alle aspirazioni di un popolo e fare un favore allo stesso Hamas. La soluzione di due popoli e due Stati è l’unico obiettivo che dobbiamo portare avanti”. Soluzione che, poco prima, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva prospettato nelle sue comunicazioni alla Camera, a riprova di posizioni non così distanti.

Non è allora un caso se lo scontro, anche su input della premier Meloni consapevole della delicatezza del momento, non è trasceso. Tant’è che dopo l’intervento del titolare della Farnesina in aula — quando tutto sembrava precipitare con il deposito di due risoluzioni (poi diventata una) di centrodestra e tre del centrosinistra, che si è spaccato — Tajani e il dem Peppe Provenzano si sono incontrati nella sala del governo e hanno raggiunto una mediazione. “Ci saranno più risoluzioni — ha poi anticipato in Transatlantico il presidente dei deputati forzisti, Paolo Barelli — ma le parti di ciascuna che sono condivisibili verranno votate in modo incrociato”. Esattamente quel che è avvenuto. I documenti di Terzo polo e +Europa sono passati integralmente, mentre sulla mozione di Pd-5S-Avs è stato necessario scorporare la premessa, votata a parte e infine bocciata, sui coloni.

Israele-Palestina, Tajani: "La sola via per la pace è la soluzione dei due Stati"

Fra le fila dell’opposizione, in fondo a una serie di riunioni dei gruppi, Pd, M5S e Avs hanno trovato un’intesa che nessuno dava per scontata, visti i distinguo emersi nelle ultime settimane. Le frizioni maggiori, registrate con i rosso-verdi, si sono risolte solo in extremis grazie alla formulazione di un testo che chiede di “evitare l’escalation militare, proteggere le popolazioni civili, garantire ad Israele il diritto di esistere e difendersi” nonché di mettere in campo “ogni sforzo per ricostruire un processo di pace”.

In conclusione, la mozione bipartisan è sfumata «ma c’è stata — dirà infine, sfinito, il ministro Ciriani — una convergenza trasversale che ha consentito al Parlamento di essere al fianco del governo su un punto così delicato di politica estera».

Israele-Palestina, Tajani: "La sola via per la pace è la soluzione dei due Stati"

Leggi i commenti