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Claudio Santini, medico di Bonino: “Emma è forte, si è salvata grazie a una diagnosi precoce”

Claudio Santini

 

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Il primario di Medicina interna all’ospedale Grassi di Ostia: “Il microcitoma è piuttosto aggressivo, solo il 20% dei pazienti sopravvive dopo due anni. Ma le terapie sono efficaci”
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Claudio Santini, primario di Medicina interna al Grassi di Ostia, è da molti anni il medico di Emma Bonino e prima di lei aveva seguito anche Marco Pannella. È stato lui a fare la diagnosi del tumore al polmone e poi a curarlo, insieme al collega oncologo Enrico Cortesi.

Dottore, che tumore è il microcitoma?

“Uno di quelli che colpisce il polmone. Mentre per gli altri tre o quattro tipi la diagnosi precoce porta all’intervento chirurgico, il microcitoma non si opera mai, anche quando scoperto presto. Questo perché la sua tendenza a dare metastasi è elevata anche se si fa l’operazione”.

Allora come si affronta?

“Con la chemioterapia e la radioterapia, i trattamenti che ha fatto anche Emma Bonino. Otto anni fa, quando ha avuto la diagnosi, non c’era l’immunoterapia, uno strumento arrivato di recente”.

Qual è la mortalità?

«Si tratta di un tumore molto aggressivo, dopo due anni sono vivi il 20% dei pazienti. Però si è visto che chi supera quel periodo di tempo, ha poi alte possibilità di…

Claudio Santini, primario di Medicina interna al Grassi di Ostia, è da molti anni il medico di Emma Bonino e prima di lei aveva seguito anche Marco Pannella. È stato lui a fare la diagnosi del tumore al polmone e poi a curarlo, insieme al collega oncologo Enrico Cortesi.

Dottore, che tumore è il microcitoma?

“Uno di quelli che colpisce il polmone. Mentre per gli altri tre o quattro tipi la diagnosi precoce porta all’intervento chirurgico, il microcitoma non si opera mai, anche quando scoperto presto. Questo perché la sua tendenza a dare metastasi è elevata anche se si fa l’operazione”.

Allora come si affronta?

“Con la chemioterapia e la radioterapia, i trattamenti che ha fatto anche Emma Bonino. Otto anni fa, quando ha avuto la diagnosi, non c’era l’immunoterapia, uno strumento arrivato di recente”.

Qual è la mortalità?

«Si tratta di un tumore molto aggressivo, dopo due anni sono vivi il 20% dei pazienti. Però si è visto che chi supera quel periodo di tempo, ha poi alte possibilità di farcela”.

Per Emma Bonino è andata così?

“Sì, le terapie hanno subito funzionato molto bene. Già al secondo ciclo si è negativizzata. Ricordo che le dicevamo: se vai a fare un esame in un centro dove non sanno niente di te non ti diagnosticano più il tumore. Ovviamente, ha comunque concluso tutti i cicli di cura previsti”.

La diagnosi l’ha fatta lei?

“Sì, era tornata da un viaggio all’estero e mi chiamò perché aveva alcuni disturbi. Le ho proposto di fare dei controlli e, anche se non avevano niente a che fare con i problemi di quel momento, le ho suggerito di esaminare i polmoni, visto che era una fumatrice. Così abbiamo avuto, dopo le biopsie, una diagnosi precoce”.

Che paziente è la leader di +Europa?

“Molto brava, sempre estremamente puntuale nelle terapie e tranquilla nel sopportare gli effetti collaterali. Ha uno spirito forte e sereno. Ricordo che a suo tempo il professor Veronesi disse che si vedeva che aveva un rapporto solido con i medici. E che la collaborazione reciproca migliora la prognosi”.

Il tumore è sconfitto, ha detto Bonino a Belve. È vero?

“A questo punto sì e da una anno ormai abbiamo diradato i controlli. L’ultima tac l’ha fatta 18 mesi fa, all’inizio ne effettuavamo una ogni sei mesi”.

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