Caso La Russa, l’opposizione: “Riferisca in Senato sulle sue società e sui rapporti tra il socio Conti e uomini di ‘ndrangheta”
di Antonio Fraschilla , Antonio FraschillaIl presidente del Senato, Ignazio La Russa
(fotogramma)L’opposizione unita chiede al presidente del Senato Ignazio la Russa di riferire in aula sulle sue vicende imprenditoriali, sulle quali ha acceso i riflettori Report nell’ultima puntata. E soprattutto su Sergio Conti: imprenditore di Brugherio socio e amministratore della Gibson immobiliare sas che vede in maggioranza con il 50 per cento delle quote il presidente La Russa. Conti è stato assolto da un processo che lo vedeva imputato con l’accusa di estorsione perché per recuperare un credito di 350 mila euro si era rivolto a uomini della ‘ndrangheta. Per questa vicenda è stato processato e poi assolto perché derubricato il reato occorreva per procedere la denuncia della vittima, che non l’ha presentata. Ma intervistato da Repubblica, Conti ribadisce: “Sapevo che utilizzavano metodi poco ortodossi, non che erano proprio della ‘ndrangheta. Ma le dico una cosa: con gli avvocati e la giustizia italiana non avevo ottenuto il mio credito da questi altri delinquenti. Il presidente Ignazi…
L’opposizione unita chiede al presidente del Senato Ignazio la Russa di riferire in aula sulle sue vicende imprenditoriali, sulle quali ha acceso i riflettori Report nell’ultima puntata. E soprattutto su Sergio Conti: imprenditore di Brugherio socio e amministratore della Gibson immobiliare sas che vede in maggioranza con il 50 per cento delle quote il presidente La Russa. Conti è stato assolto da un processo che lo vedeva imputato con l’accusa di estorsione perché per recuperare un credito di 350 mila euro si era rivolto a uomini della ‘ndrangheta. Per questa vicenda è stato processato e poi assolto perché derubricato il reato occorreva per procedere la denuncia della vittima, che non l’ha presentata. Ma intervistato da Repubblica, Conti ribadisce: “Sapevo che utilizzavano metodi poco ortodossi, non che erano proprio della ‘ndrangheta. Ma le dico una cosa: con gli avvocati e la giustizia italiana non avevo ottenuto il mio credito da questi altri delinquenti. Il presidente Ignazio la Russa? Mi ha detto di restare in società”.
Nell’intervista Conti aggiunge: “Ho 79 anni e poco da perdere e sono una persona onesta: ma se mi dovessero dire che ho tre mesi di vita, comprerei una pistola e andrei a sparargli io perché sono dei ladroni e dei farabutti. L’ultima volta che ho incontrato uno di questi mi ha detto: ora ti do i soldi, rubo un po’ di tir e recupero qualcosa. Si rende conto?”. Ma come può il presidente La Russa non prendere le distanze da certi comportamenti e affermazioni? La Russa ha detto di aver investito in questa società per fare un favore a un amico: ma La Russa compare già nel 2002 all’atto di costituzione della Gibson immobiliare Sergio Conti (questo ancora il nome attuale). Inoltre Conti non è solo socio: ma “amministratore o accomandatario gerente con tutti i poteri per l'ordinaria amministrazione e con la rappresentanza sociale di fronte ai terzi ed in giudizio con firma libera”. E Report ha registrato Conti che sostiene di aver ottenuto “un mutuo dalla banca di Sicilia che era quella di La Russa”.
Il Pd chiede chiarimenti: “Penso che il presidente del Senato, Ignazio la Russa, dovrebbe rispondere, nell'aula di Palazzo Madama. La seconda carica dello Stato non può accettare che vi siano ombre così pesanti sul suo operato presente e trascorso”, dice il deputato Roberto Morassut.
Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e sinistra ha presentato una interrogazione urgente: "Il presidente del Senato La Russa conferma che oggi è tuttora socio con Sergio Conti, un imprenditore che, come evidenziato nell'inchiesta di Report e successivamente da Repubblica, si era rivolto a uomini di 'ndrangheta e che afferma che comprerebbe una pistola e andrebbe a sparare ai soggetti che lo hanno derubato? Avvenimenti - continua - che, se confermati, richiederebbe anche che il presidente La Russa, anziché annunciare querele, rispondesse immediatamente in Senato a tutti gli interrogativi per chiarire pubblicamente la sua posizione in maniera chiara e trasparente", conclude. Bonelli chiede che sia fatta una verifica su tutti i soci del presidente del Senato.
Aggiungono i componenti 5 stelle in commissione Vigilanza Rai: “Da chi riveste il ruolo di seconda carica dello Stato ci aspettiamo risposte più chiare e un atteggiamento più serio”. Intanto scoppia anche il caso Vespa in Rai: nella trasmissione “Cinque minuti” condotta da Bruno Vespa lunedì scorso era ospite La Russa che ha definito i colleghi di Report “calunniatori seriali”. Vespa non ha battuto ciglio. Adesso interviene il cdr Rai: “Il cdr della Direzione approfondimento Rai, l'Usigrai e la Federazione nazionale della stampa esprimono solidarietà ai giornalisti della redazione di Report, accusati dal presidente del Senato Ignazio La Russa - tra l'altro all'interno di un programma della Rai - di essere dei 'calunniatori seriali'”.
FdI difende La Russa e evoca addirittura un “killeraggio” da parte di Report e della Rai contro il presidente del Senato: “Un attacco gratuito al presidente del Senato e alla sua famiglia - dicono i componenti FdI in commissione Vigilanza Rai - senza dimostrare nulla, tanto che più volte persino lo stesso autore del servizio e il conduttore Ranucci hanno dovuto ammettere che i fatti riportati non sono stati ritenuti degni di approfondimento da parte della Magistratura. Questo non è servizio pubblico, è killeraggio politico. Depositeremo subito un'interrogazione per sapere se la Rai intenda continuare a finanziare con i soldi dei contribuenti un pessimo giornalismo ideologico e di teorema".