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Salvini prepara il suo cantiere nero per sorpassare Meloni in Europa

Derby tra la destra di Id e conservatori. Obiettivo del leader leghista: erodere voti a FdI. La prima mossa: doppio raduno sovranista, ci sarà anche Le Pen
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Domenica sera. Manca un quarto d’ora alle 21. Matteo Salvini è il primo a salutare il risultato delle elezioni regionali in Germania: “L’avanzata di Afd è un’ottima notizia”. È il più lesto a festeggiare il successo dell’estrema destra tedesca e resterà l’unico a farlo, fra i politici italiani. Anche nella maggioranza. Il leader della Lega rilancia il derby che sta infiammando la coalizione che sostiene il governo Meloni. Rischiando di farla implodere. Il segretario del Carroccio cerca di erodere consensi a Fratelli d’Italia puntando su chi si sente deluso dall’approccio soft, troppo moderato, della premier. E lo fa chiamando a raccolta, in Italia, proprio gli alleati europei di Id. Primo appuntamento nel week-end, a Roma: venerdì un raduno dei giovani al Nazionale spazio eventi. Tutti insieme a un evento voluto dal responsabile della “cantera” leghista Luca Toccalini, i seguaci del Rassemblement National di Marine Le Pen, Fidesz (il movimento di Orbán), il Likud israeliano, il Movime…

Domenica sera. Manca un quarto d’ora alle 21. Matteo Salvini è il primo a salutare il risultato delle elezioni regionali in Germania: “L’avanzata di Afd è un’ottima notizia”. È il più lesto a festeggiare il successo dell’estrema destra tedesca e resterà l’unico a farlo, fra i politici italiani. Anche nella maggioranza. Il leader della Lega rilancia il derby che sta infiammando la coalizione che sostiene il governo Meloni. Rischiando di farla implodere. Il segretario del Carroccio cerca di erodere consensi a Fratelli d’Italia puntando su chi si sente deluso dall’approccio soft, troppo moderato, della premier. E lo fa chiamando a raccolta, in Italia, proprio gli alleati europei di Id. Primo appuntamento nel week-end, a Roma: venerdì un raduno dei giovani al Nazionale spazio eventi. Tutti insieme a un evento voluto dal responsabile della “cantera” leghista Luca Toccalini, i seguaci del Rassemblement National di Marine Le Pen, Fidesz (il movimento di Orbán), il Likud israeliano, il Movimento nazionale (Rn) polacco, i tedeschi di Afd. Titolo dell’evento: ”Abbraccia la nostra eredità per costruire il nostro futuro”. La prima pietra di un cantiere “nero” che Salvini sta costruendo a partire dall’Italia. La seconda, la più importante, sarà posata a inizio dicembre, in un appuntamento rivolto ai leader e che vedrà la partecipazione, accanto a Salvini, di Le Pen. E probabilmente anche di Maximilian Krah, il capolista di Alternative fur Deutschland noto per le sue posizioni filorusse e, secondo un’inchiesta giornalistica pubblicata da t-online.de e rilanciata da diversi siti web, sospetto destinatario di finanziamenti dalla Cina di Xi.

Salvini si gioca la partita che sta animando il centrodestra con lo spirito della sfida agli alleati ma anche della rivincita. Da un lato, invita gli alleati in Italia (“tutti coloro che non vogliono i socialisti al governo a Bruxelles”) al summit di dicembre. Dall’altro, numeri alla mano, lavora per far compiere al suo gruppo europeo di estremisti di destra un difficile ma non impossibile sorpasso nei confronti dei Conservatori (Ecr) di Meloni. Sugli smartphone dei leghisti, da qualche giorno, circola un sondaggio pubblicato da Europe elects che vede, nelle proiezioni sul voto di giugno, Identità e democrazia in ritardo di appena un punto percentuale e di nove seggi (83 contro 92) rispetto ai Conservatori. Un margine che secondo Salvini si può colmare, scommettendo sulla crescita del Carroccio ma soprattutto di Afd e Rn, che rappresentano forze di primo piano in Paesi di dimensioni rilevanti come Germania e Francia. Mentre, fra i Conservatori, FdI risulta stabile, ma gli spagnoli di Vox sono in calo e il futuro dei polacchi del Pis è legato all’esito delle elezioni di Varsavia – tutt’altro che scontato – in programma domenica. Ce n’è abbastanza per nutrire lo spirito di rivalsa di Salvini, che meno di due anni fa, si vide respingere da FdI la richiesta di un gruppo unico al Parlamento europeo: Meloni temeva che il capo della Lega volesse strapparle proprio il Pis, togliendole così anche la leadership europea dell’Ecr.

La lotta è serrata, all’interno della coalizione di governo, e Salvini non perde occasione per fare campagna elettorale a scapito degli alleati italiani. Sul caso Brennero, ad esempio, ha ricominciato ad attaccare la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen, mettendo in ulteriore imbarazzo Meloni che con lei ha stretto un’intesa sui migranti. Va detto che, comunque finisca la contesa fra i due raggruppamenti europei della destra, questa difficilmente inciderà sul prossimo governo europeo, visto che Id e Ecr insieme non hanno gli stessi voti del blocco Ppe-socialisti-liberali.

Ma la tensione pre-elettorale è un elemento di instabilità per Palazzo Chigi. Anche perché un altro problema, non meno rilevante, dilania la maggioranza: la Lega, lungo la strada che porta alle elezioni, è entrata in rotta di collisione anche con Forza Italia, che fa parte dei popolari europei. Manfred Weber, presidente del Ppe e grande amico di Antonio Tajani, ha invitato la formazione di Salvini ad abbandonare “nazisti e fascisti”. Senza mezzi termini. La replica del gruppo leghista a Bruxelles è stata sferzata e ironica: “Dopo essere stato in maggioranza un’intera legislatura al guinzaglio dei socialisti, Weber pretende di porre paletti e mettere diktat alle altre forze politiche del centrodestra. E persino si autodefinisce erede di De Gasperi...”. Clima da corrida. E mancano ancora nove mesi al voto.

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