Migranti e Ue: gli italiani non si fidano di Orbán e Le Pen
di Antonio NotoIl risultato del vertice di Granada testimonia le due facce di una stessa medaglia ed evidenzia le difficili “convergenze parallele” che la premier Meloni deve compiere per sentirsi in sintonia da una parte con “l’Europa che conta”, in primis con la Germania del Cancelliere Olaf Scholz, e dall’altra con il capo del governo ungherese Viktor Orban con il quale condivide molte posizioni politiche in tema di immigrazione. L’ulteriore chiusura del premier ungherese non fa certo breccia nell’opinione pubblica italiana che invece è sempre più orientata (indipendentemente dall’appartenenza politica) a chiedere all’Europa un intervento comune per fronteggiare l’emergenza in corso. È anche vero però che i due maggiori esponenti del governo italiano, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, negli anni hanno trovato rispettivamente nell’ungherese Orban e nella leader della destra francese Le Pen i loro riferimenti politici in ambito internazionale, soprattutto per le politiche sull’immigrazione. È intere…
Il risultato del vertice di Granada testimonia le due facce di una stessa medaglia ed evidenzia le difficili “convergenze parallele” che la premier Meloni deve compiere per sentirsi in sintonia da una parte con “l’Europa che conta”, in primis con la Germania del Cancelliere Olaf Scholz, e dall’altra con il capo del governo ungherese Viktor Orban con il quale condivide molte posizioni politiche in tema di immigrazione. L’ulteriore chiusura del premier ungherese non fa certo breccia nell’opinione pubblica italiana che invece è sempre più orientata (indipendentemente dall’appartenenza politica) a chiedere all’Europa un intervento comune per fronteggiare l’emergenza in corso. È anche vero però che i due maggiori esponenti del governo italiano, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, negli anni hanno trovato rispettivamente nell’ungherese Orban e nella leader della destra francese Le Pen i loro riferimenti politici in ambito internazionale, soprattutto per le politiche sull’immigrazione. È interessante dunque analizzare quanto le idee portate avanti dai due leader della destra europea abbiano trovato condivisione nella popolazione italiana e tra gli elettori del centrodestra. Al momento sembra avere impattato in maniera più forte la narrazione dell’”invasione” di migranti, mentre sui diritti civili si arena la deriva ed il centrodestra si spacca. È quanto emerge dall’analisi svolta da Noto Sondaggi per Repubblica.
I fronti Orbán e Le Pen
Ad un anno dall’insediamento del governo, e con una difficile manovra economica in cantiere, è sull’immigrazione che si accende, ancora una volta, la competizione fra Meloni e Salvini, e si gioca sempre più a destra. Mentre il leader della Lega ha sposato in pieno le posizioni estremiste di Marine Le Pen, la Presidente Meloni è come se percorresse due strategie nella realtà alternative tra loro: come presidente del Consiglio è alleata con la commissaria Ursula, come leader di FdI strizza l’occhio al premier ungherese Orban che invece in tema di lotta al contrasto dell’immigrazione clandestina ha idee e progetti più radicali rispetto a quelli della commissaria europea. Come è emerso anche dal vertice di Granada.
Comunque, sia Le Pen che Orban piacciono all’elettorato di centrodestra italiano, seppure con dei distinguo molto marcati. Rispetto all’immigrazione il 44% condivide le posizioni intransigenti dei leader francese ed ungherese. Una percentuale che all’interno dei partiti di centrodestra supera il 60% e tra gli elettori della Lega arriva addirittura al 77%. Spicca anche il 41% di favorevoli fra gli elettori del Movimento 5 Stelle, che storicamente sulla gestione dell’immigrazione ha sempre avuto posizioni diverse rispetto al Pd. Si tratta di un messaggio dritto e chiaro anche allo schieramento di centrosinistra che non riesce a comprendere ed interpretare i timori degli italiani in fatto di migranti.
Però in generale è Marine Le Pen che attira più di Viktor Orban. Il 34% ha fiducia nella deputata francese, mentre il premier ungherese piace al 20% degli italiani ed il 14% ne condivide le posizioni. Anche in notorietà Le Pen batte Orban. Ma i dati più interessanti si registrano all’interno del centrodestra. Marine Le Pen ha all’incirca lo stesso gradimento fra i sostenitori del governo Meloni, mentre il consenso di Orban crolla fra gli elettori di Forza Italia (26% contro il 49% e 45% registrati fra chi vota Lega e FdI). Questa differenza va addebitata alle politiche del leader ungherese in tema di diritti civili che convincono molto meno l’elettorato FI rispetto a quello degli alleati di governo. Solo la maggioranza di chi vota Lega e FdI condivide la legge approvata in Ungheria che vieta la possibilità di diffondere nelle scuole informazioni sull’omosessualità e sul cambio di sesso (rispettivamente 48% e 55%), e oltre il 60% di entrambi gli elettorati approva il divieto di matrimonio tra omosessuali stabilito dal governo di Orban. Percentuali queste che non trovano riscontro fra chi dichiara di votare Forza Italia. Ma anche all’interno di chi sostiene Fratelli d’Italia le idee di Orban dividono. Queste sfumature si giocano comunque all’interno di una minoranza, la maggioranza degli italiani è nettamente contraria sia alla legge sulla scuola (51%) sia alla legge sulla famiglia (69%) approvate in Ungheria.
La strategia da leader
È interessante notare come Salvini (34%) riceva lo stesso livello di fiducia dell’ex leader del Rassemblement National (34%), Giorgia Meloni (43%), invece, ottiene più del doppio di quello del collega Viktor Orban (20%).
Meloni e Salvini raccolgono rispettivamente la quasi totalità degli attestati di fiducia da parte del proprio elettorato e hanno lo stesso appeal nei confronti di quello di Forza Italia (69%). Ma, mentre all’interno di chi vota Fratelli d’Italia Salvini si ferma al 62% dei consensi, la Meloni piace all’89% dei leghisti. Questo dato contribuisce a restituire l’immagine di un elettorato leghista sempre più spostato a destra e a decifrare meglio le mosse dei due leader.
Ma quale Europa vogliono gli italiani? L’opinione pubblica è divisa ma predomina di poco chi è per l’Europa delle Nazioni (42% contro 38%), cioè un’Europa costruita rispettando la piena indipendenza delle singole nazioni. Si sente il peso, quasi l’ingerenza, di un’entità sovranazionale che possa legiferare su questioni che riguardino i singoli Paesi.
La strategia di Salvini e Le Pen prevede per le prossime elezioni europee un’alleanza larga “anti socialista” cha spazia dalla destra ai conservatori, liberali e popolari, in modo tale da poter essere decisivi nella nomine del prossimo commissario europeo. Però solo la maggioranza degli elettori della Lega (65%), vorrebbe un’unione “allargata”, pur di mettere in minoranza il centrosinistra europeo. Questa prospettiva non convince, invece, la maggioranza degli elettori FI e FdI. Ciò nonostante nei numeri potrebbe funzionare. Gli italiani in Europa, infatti, si dichiarano maggiormente a favore dei socialisti (27%), ma la somma di una ipotetica alleanza fra forze di destra, conservatrici, popolari e liberali (47%) potrebbe ottenere più seggi italiani nel Parlamento europeo della cosiddetta maggioranza “Ursula” (42%), quella che sostiene l’attuale Commissione europea.
C’è da dire che la percezione che gli elettori italiani hanno dei conservatori europei è di uno schieramento più su posizioni popolari e liberali e non di destra estrema.
In sintesi, se la narrazione dei pericoli derivanti da un’immigrazione incontrollata ha pervaso tutti gli schieramenti, con equilibri e pesi diversi, sulle tematiche civili le posizioni vicine all’Ungheria di Orban trovano simpatie solo fra gli elettorati di Lega e FdI. Nel complesso, si potrebbe dire che l’immigrazione clandestina fa paura, non solo a destra, ma sui diritti civili le politiche dell’estrema destra europea non convincono, nemmeno a destra. Le Pen e Orban, amici nemici degli italiani, come è emerso anche a Granada.