Gelmini, Carfagna e Bonetti lanciano il manifesto del popolarismo: si riapre il cantiere del Terzo Polo con Calenda
di Lorenzo De CiccoGelmini e Carfagna accanto a Calenda in una foto di repertorio
(fotogramma)ROMA – Riecco i popolari. Ma non sono un partito, né una corrente di Azione. Allora cosa sono? “Un contenitore”, dice Mariastella Gelmini, che stamattina al Senato ha presentato il “manifesto del popolarismo”, accanto a Mara Carfagna ed Elena Bonetti. E in platea c’era un altro ex renziano fresco di strappo, Ettore Rosato. Al di là delle formule e delle alchimie non sempre chiarissime, la mossa delle tre ex ministre testimonia una cosa: che nonostante il divorzio di Matteo Renzi, che prova a costruire un “Centro” per conto suo, nell’area di mezzo del bipolarismo qualcosa si muove.
Azione andrà alle elezioni europee col suo simbolo, al contrario di Italia Viva, giura Carlo Calenda. Ma non rinuncia a dare l’idea di aggregare altri pezzi. Della serie: anche senza Renzi, il progetto del Terzo Polo non è archiviato. “È importante allargare i confini di questo partito, i valori del popolarismo possono guidare le sfide politiche che abbiamo avanti”, dice Gelmini. “Soprattutto sull'europeismo …
ROMA – Riecco i popolari. Ma non sono un partito, né una corrente di Azione. Allora cosa sono? “Un contenitore”, dice Mariastella Gelmini, che stamattina al Senato ha presentato il “manifesto del popolarismo”, accanto a Mara Carfagna ed Elena Bonetti. E in platea c’era un altro ex renziano fresco di strappo, Ettore Rosato. Al di là delle formule e delle alchimie non sempre chiarissime, la mossa delle tre ex ministre testimonia una cosa: che nonostante il divorzio di Matteo Renzi, che prova a costruire un “Centro” per conto suo, nell’area di mezzo del bipolarismo qualcosa si muove.
Azione andrà alle elezioni europee col suo simbolo, al contrario di Italia Viva, giura Carlo Calenda. Ma non rinuncia a dare l’idea di aggregare altri pezzi. Della serie: anche senza Renzi, il progetto del Terzo Polo non è archiviato. “È importante allargare i confini di questo partito, i valori del popolarismo possono guidare le sfide politiche che abbiamo avanti”, dice Gelmini. “Soprattutto sull'europeismo si devono fare dei grandissimi passi avanti. Ma non faremo un nuovo partito, né una corrente dentro Azione”. Anche se, sottotraccia, è chiaro che l’area popolare intende smarcarsi un po’ dalla componente più liberal e laica di Azione. Quella, per fare un esempio, che non ha votato per la Gpa reato universale, come Carfagna.
Il lancio del manifesto fa il paio con la nascita di una nuova associazione, “Per”, cioè popolari europeisti e riformisti, appena lanciata da Bonetti dopo l’uscita da Iv. Bonetti non è entrata in Azione, ma la sua Per sosterrà la lista di Calenda alle Europee. Lo stesso farà Rosato. Il manifesto, dice l’ex renziana, “è un passo per la ricostituzione di un’area popolare che vogliamo costruire insieme ad Azione. Dobbiamo creare uno spazio che si possa allargare” e che “sappia superare il leaderismo individualistico”. Frecciatina all’ex rottamatore. Per Mara Carfagna, “questo manifesto non ha nulla ideologico: è una piattaforma concreta per rilanciare una politica popolare che parta da una tavola di valori che hanno scritto la storia italiana e che hanno costruito un argine ai populismi”. Il problema, secondo l’ex ministra, è che in Italia “questo argine si è fortemente indebolito: il nostro impegno è volto a ricostruirlo”.