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Mps, da FdI al M5S: la politica in silenzio sull’assoluzione degli ex manager. Solo Renzi attacca: “Ennesimo flop dei pm”

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi

 (ansa)
La Cassazione ha rigettato il ricorso della procura di Milano. In passato le battaglie di Meloni e Grillo. Nessun commento dal Pd. Si fa sentire il leader di Iv contro l’ex magistrato che ha indagato lui e i suoi familiari
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Un silenzio quasi assoluto ha avvolto la notizia sul caso Monte dei Paschi di Siena. La Cassazione ha rigettato il ricorso della procura generale di Milano contro la sentenza di assoluzione degli ex manager Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, e degli altri 13 imputati nel processo sulle operazioni di finanza strutturata Alexandria e Santorini, Chianti Classico e Fresh: operazioni realizzate da Mps tra il 2008 e il 2012 e, secondo l’accusa, avviate per coprire i buchi di un bilancio disastroso dopo l’acquisizione della banca Antonveneta. La decisione della Cassazione rende definitive le assoluzioni. Ma nessun politico, ad eccezione di Matteo Renzi, vuole commentare questa storia.

Sulle vicende del Monte dei Paschi, che ha rischiato il crac oltre dieci anni fa costringendo a un intervento dello Stato per svariati miliardi di euro, si sono giocate campagne elettorali furibonde: tutte contro il Partito democratico, che da allora ha perso la città di Siena, dal Dopoguerra amministrata sempre…

Un silenzio quasi assoluto ha avvolto la notizia sul caso Monte dei Paschi di Siena. La Cassazione ha rigettato il ricorso della procura generale di Milano contro la sentenza di assoluzione degli ex manager Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, e degli altri 13 imputati nel processo sulle operazioni di finanza strutturata Alexandria e Santorini, Chianti Classico e Fresh: operazioni realizzate da Mps tra il 2008 e il 2012 e, secondo l’accusa, avviate per coprire i buchi di un bilancio disastroso dopo l’acquisizione della banca Antonveneta. La decisione della Cassazione rende definitive le assoluzioni. Ma nessun politico, ad eccezione di Matteo Renzi, vuole commentare questa storia.

Sulle vicende del Monte dei Paschi, che ha rischiato il crac oltre dieci anni fa costringendo a un intervento dello Stato per svariati miliardi di euro, si sono giocate campagne elettorali furibonde: tutte contro il Partito democratico, che da allora ha perso la città di Siena, dal Dopoguerra amministrata sempre dal Pci e dai suoi successori. Nel 2013 Giorgia Meloni trascorse diverse giornate a piazza Salimbeni, sotto la sede del Monte dei Paschi a Siena, per protestare contro la politica di sinistra che aveva distrutto la banca: famosa una sua maratona oratoria, con altri esponenti di FdI, per chiedere al “Pd di Bersani” di fare chiarezza. E che dire del fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo che nel 2014 partecipò anche a una assemblea degli azionisti, aprendo il suo intervento con queste parole: "Questa è la mafia del capitalismo, non la Sicilia. Qui siamo nel cuore della peste rossa e del voto di scambio. Mps è in tutti gli appalti".

Per carità, l’assoluzione di Mussari, Vigni e degli altri imputati in uno dei filoni delle inchieste che hanno coinvolto la banca non toglie comunque dal tavolo il tema di un istituto di credito entrato in crisi in quegli anni. Oggi il ministero ha ancora sul tavolo il dossier Mps ed è molto ridimensionato il ruolo della Fondazione Mps che era il vero legame con la città (e la politica), rendendo Siena una rocca dorata in tutti i sensi: la Fondazione distribuiva sul territorio oltre 200 milioni di euro all’anno, oggi pochi spiccioli.

Detto questo, l’assoluzione dei manager non ha provocato un solo commento da parte della politica. Anche di quella parte che su questa vicenda ha giocato sull’aumento del suo consenso. Dal Movimento 5 stelle nessuno è intervenuto, e nessuno vuole commentare. Anche da Fratelli d’Italia: Giovanni Donzelli, tra i principali sostenitori di una commissione di verifica che venne aperta nel Consiglio regionale, in Transatlantico si limita a dire che “non ha nulla da dire”. Anche perché, fa capire, FdI di fronti aperti con la magistratura ne ha già diversi. Dal Partito democratico silenzio assoluto, quasi a non voler riprendere certi temi che sono costati carissimi al Pd, a Siena ma non solo: i dem hanno perso le ultime due tornate amministrative nella città del Monte, un fatto impensabile dieci anni fa.

L’unico che commenta è l’ex segretario del Pd e presidente del Consiglio Matteo Renzi: “L’assoluzione di Mussari è l’ennesima pagina nera della giustizia senese, un flop del pm Nastasi e dei suoi colleghi”. Riferimento all’ex magistrato che era a Siena e che poi trasferitosi a Firenze ha indagato su Renzi e i suoi familiari.
Per il resto la politica tutta sembra aver dimenticato quegli anni.

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