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Salvini sul nucleare sfida gli alleati: “Voglio la prima centrale a Milano, via ai cantieri nel 2024”

Matteo Salvini al convegno di Roma sul nucleare

 (ansa)
Dopo il Ponte sullo Stretto il leader della Lega punta a intestarsi un’altra battaglia. Provando a scippare il dossier aperto dal ministro Pichetto Fratin
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ROMA – Dopo il Ponte sullo Stretto, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini vuole intestarsi la “battaglia” per costruire una centrale nucleare anche nella “sua” Milano. E per far questo chiama a raccolta tutto il suo partito per avviare una campagna di comunicazione importante. In realtà a Palazzo Chigi il dossier sul nucleare è stato già aperto direttamente dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, dopo un assist parlamentare arrivato anche da una mozione di Italia Viva e Azione, come raccontato nell’ultimo Longform di Repubblica. Ma Salvini vuole giocarsi adesso in vista delle Europee, rilanciando il suo essere un “ministro del fare”, la carta del nucleare. E, guarda caso, la data per far partire l’iter è il 2024: un anno cruciale, lo stesso nel quale ha promesso che sarà posata la prima pietra del Ponte Sullo Stretto e lo stesso del voto per l’Europarlamento. Per la Lega il tema nucleare è già curato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro M…

ROMA – Dopo il Ponte sullo Stretto, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini vuole intestarsi la “battaglia” per costruire una centrale nucleare anche nella “sua” Milano. E per far questo chiama a raccolta tutto il suo partito per avviare una campagna di comunicazione importante. In realtà a Palazzo Chigi il dossier sul nucleare è stato già aperto direttamente dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, dopo un assist parlamentare arrivato anche da una mozione di Italia Viva e Azione, come raccontato nell’ultimo Longform di Repubblica. Ma Salvini vuole giocarsi adesso in vista delle Europee, rilanciando il suo essere un “ministro del fare”, la carta del nucleare. E, guarda caso, la data per far partire l’iter è il 2024: un anno cruciale, lo stesso nel quale ha promesso che sarà posata la prima pietra del Ponte Sullo Stretto e lo stesso del voto per l’Europarlamento. Per la Lega il tema nucleare è già curato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, suo fedelissimo.

L’annuncio dell’attivismo del ministro sul nucleare in vista della prossima campagna elettorale lo ha fatto lo stesso Salvini ieri: “Ho chiesto ai tecnici del mio ministero, se partiamo nel 2024 nel 2032 possiamo accendere il primo interruttore di una centrale nucleare", ha detto proprio a un convegno a Roma sul nucleare. "Da milanese la prima centrale la vorrei a Milano - ha aggiunto -. Lo vorrei un reattore di ultima generazione nella mia città”. Allo stesso convegno è intervenuto anche Morelli: "Il nucleare si può fare e si deve fare. Perché il mondo rispetto a tanti anni fa è cambiato e questa tecnologia sarà sempre più centrale sia nell'attività del governo sia dell'industria. Si tratta di un percorso che è obbligato oltre che necessario". Morelli aveva già ricevuto l’incarico in casa Lega di seguire questo tema. Tanto che lo scorso novembre, appena nominato sottosegretario, diceva: "Sul nucleare il governo Meloni ha preso un impegno e non sarà ostativo in questa direzione, non è pensabile che in futuro ancora milioni di euro possano essere destinati a sopperire all’emergenza energetica e all’aumento dei costi".

Ma il cambio di passo comunicativo non è casuale e non farà piacere alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Salvini adesso rilancerà molto spesso la volontà di aprire una centrale nucleare anche nella sua Milano, partendo con un iter “nel 2024 e finendo nel 2032”: per inciso, anche i lavori per il Ponte dovrebbero iniziare nel 2024 e finire nel 2032, sempre a sentire il ministro delle Infrastrutture. Insomma, la Lega e Salvini vogliono intestarsi l’argomento. Non a caso arriva anche una nota della Lega alla Regione Lombardia a dar manforte: a conferma di una unica regia in casa Salvini. “Sul nucleare il M5s parla a vanvera. La soluzione per un futuro più sostenibile è il nucleare di ultima generazione e Matteo Salvini lo sta ripetendo da un po’”, dice il capogruppo Alessandro Corbetta, che continua: “Serve sfruttare l'energia pulita del nucleare di ultima generazione con mini-reattori sparsi su tutto il territorio. Le imprese e le famiglie per andare avanti hanno bisogno di energia ".

Non a caso ieri il ministro Fratin, di Forza Italia, in questa corsa a metterci il cappello ha detto: “Anche io non ho assolutamente problema a dire di sì a un reattore nella mia città, perché sono il primo a dire che deve avere garanzie di sicurezza e la ricerca dice che arriveremo qualcosa di molto sicuro“.

Ma ormai era già passato il messaggio di Salvini. Tanto che chi si schiera contro il nucleare individua il ministro delle Infrastrutture come controparte: “Le parole di Salvini sul nucleare, condivise anche da Pichetto Fratin e Urso, dimostrano che per il governo la democrazia è un trascurabile dettaglio: il popolo italiano ha già detto no al nucleare con due referendum", dice il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari.

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