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Schlein convoca i big Pd, caminetto notturno sulla guerra: “Partito sia unito: condanna di Hamas e no all’escalation”

Elly Schlein, segretaria Pd

 (agf)
La segretaria riunita fino alle ore piccole con Guerini, Amendola, Boccia e Provenzano. Le manovre per trovare una linea comune
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Un caminetto notturno, per discutere di guerra. Orario: dalle 23 all’una e mezza di notte. Obiettivo: compattare il partito democratico sull’attacco terroristico di Hamas contro Israele, evitando “l’escalation”. Accusata a volte di fare da sola, senza consultarsi troppo con i colleghi di scranno e soprattutto con i capi-corrente, stavolta Elly Schlein ha fatto le cose alla vecchia maniera. D’altronde il tema era serio e la condotta dem non permetteva sbavature.

Ecco perché la leader ha convocato lunedì una riunione notturna, fuori dai radar dei giornali, con tutti i big che nel Pd si occupano di esteri. Da Lorenzo Guerini, oggi presidente del Copasir ed ex capo del correntone di Base riformista, all’ex ministro degli Affari Ue, Enzo A…

Un caminetto notturno, per discutere di guerra. Orario: dalle 23 all’una e mezza di notte. Obiettivo: compattare il partito democratico sull’attacco terroristico di Hamas contro Israele, evitando “l’escalation”. Accusata a volte di fare da sola, senza consultarsi troppo con i colleghi di scranno e soprattutto con i capi-corrente, stavolta Elly Schlein ha fatto le cose alla vecchia maniera. D’altronde il tema era serio e la condotta dem non permetteva sbavature.

Ecco perché la leader ha convocato lunedì una riunione notturna, fuori dai radar dei giornali, con tutti i big che nel Pd si occupano di esteri. Da Lorenzo Guerini, oggi presidente del Copasir ed ex capo del correntone di Base riformista, all’ex ministro degli Affari Ue, Enzo Amendola, all’ex responsabile Esteri, Lia Quartapelle. E ancora: i capigruppo al Senato e alla Camera, Francesco Boccia e la franceschiniana Chiara Braga. Il responsabile Esteri di Schlein, l’ex ministro Peppe Provenzano. Tutti video-collegati fino alle ore piccole con la segretaria per trovare una linea comune. E cioè che “va isolata Hamas, nemica dei palestinesi”, come ha ripetuto Schlein intervenendo l’indomani a Montecitorio, esprimendo piena solidarietà a Israele, cui “devono essere riconosciuti il diritto di esistere e di difendersi”. Per ribadire poi che “l’unica soluzione sono due popoli e due Stati” e che va scongiurata l’escalation: “L'Italia in linea con la sua grande tradizione diplomatica può e deve svolgere un ruolo per la pace”.
La mossa non era facile. Ma il Pd, per ora, tiene attorno a questa posizione. Le speculazioni della destra, rilanciate ieri in Aula da Giovanni Donzelli di FdI, sulle “foto di Laura Boldrini con un finanziatore di Hamas”, sono state respinte in blocco da tutte le varie anime del partito. Soprattutto, Schlein è riuscita a evitare che venissero a galla divisioni interne su un tema così cruciale. Le uniche sortite che deviano dalla linea del Nazareno appartengono a figure di settima fila. Esponenti locali, come Mia Diop, della segreteria cittadina di Livorno, che sui social ha pubblicato la bandiera palestinese, commentando: “Sempre dalla stessa parte”. Subito ripresa da Libero. O l’ex sardina Jasmine Cristallo, oggi nella direzione nazionale Pd, che su Instagram ha condannato “il terribile massacro” di Hamas, esprimendo “altrettanto orrore e ferma condanna per le parole del ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant”. Ma si tratta appunto di dichiarazioni isolate, che non fanno breccia fra le truppe parlamentari. Quello che Schlein chiedeva e che finora ha ottenuto.
Ora al Nazareno si augurano che questa compattezza resista nei prossimi giorni, davanti alla reazione di Israele, soprattutto nella striscia di Gaza. Schlein è convinta di sì. Anche sugli aiuti umanitari per i civili palestinesi. “Voltare le spalle all'intero popolo palestinese sarebbe, anche questo, un favore ad Hamas – ha ripetuto nella riunione – Vanno difesi gli innocenti con la politica e con la diplomazia”.

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