I giovani leghisti battezzano il sodalizio con l’ultradestra europea di Identità e Democrazia
di Emanuele LauriaLa sala non è pienissima. Il clima, malgrado i numerosi interventi dal palco e la presenza di interpreti, è quello del raduno semi-clandestino: un pannello impedisce ai giornalisti di assistervi. Ma il senso politico della kermesse dei giovani europei di destra, organizzato dalla Lega, è chiaro: nessun approccio moderato per le Europee, la via è quella del gruppo di Id, che racchiude estremisti di diversi Paesi. In prima fila i tedeschi di Afd, i francesi del Rassemblement national. Ma c’è pure l’ungherese Dora Hidas, del movimento Fidesz di Orbàn, e il presidente di Chega, il portoghese André Ventura, il nome più noto della convention. E alcuni repubblicani americani. Matteo Salvini non è presente, aveva già dato la sua benedizione giovedì pomeriggio: “Le Europee sono un referendum”, avverte il segretario convinto che ci sia l’opportunità “unica” di avere a Bruxelles una maggioranza che non insegua “ideologie pseudo-ambientaliste”. “Ma il centrodestra deve essere unito”, rilancia Sal…
La sala non è pienissima. Il clima, malgrado i numerosi interventi dal palco e la presenza di interpreti, è quello del raduno semi-clandestino: un pannello impedisce ai giornalisti di assistervi. Ma il senso politico della kermesse dei giovani europei di destra, organizzato dalla Lega, è chiaro: nessun approccio moderato per le Europee, la via è quella del gruppo di Id, che racchiude estremisti di diversi Paesi. In prima fila i tedeschi di Afd, i francesi del Rassemblement national. Ma c’è pure l’ungherese Dora Hidas, del movimento Fidesz di Orbàn, e il presidente di Chega, il portoghese André Ventura, il nome più noto della convention. E alcuni repubblicani americani. Matteo Salvini non è presente, aveva già dato la sua benedizione giovedì pomeriggio: “Le Europee sono un referendum”, avverte il segretario convinto che ci sia l’opportunità “unica” di avere a Bruxelles una maggioranza che non insegua “ideologie pseudo-ambientaliste”. “Ma il centrodestra deve essere unito”, rilancia Salvini. Che però ai suoi rampolli ha già detto di andare avanti con quelli che Manfred Weber, presidente del Ppe, ha definito “fascisti” e “nazisti”: “Affermazione forte ed errata - dice Luca Toccalini - Io non credo che chi rappresenta il 30 per cento dei francesi e il 20 per cento dei tedeschi possa essere appellato in quel modo”. Rn e Afd sono “partiti votati democraticamente, non siamo l’Internazionale nera”.
Non è una contraddizione essere alleati in Italia con un partito come Fi, azionista del Ppe, che condanna le amicizie leghiste in Europa? “Un problema non nostro ma del Ppe: noi siamo orgogliosi di non avere mai fatto patti coi socialisti”, dice Toccalini. Strade lontanissime, anche in vista del prossimo appuntamento che a dicembre vedrà insieme i big di Id: con Salvini ci sarà Le Pen. Meloni e Tajani non andranno.
I toni, per il resto, sono bassi, fatta eccezione per il nervosismo ostentato per il corteo pro-Palestina che sfiora pericolosamente la sede del raduno: “Spiace che ragazzi di vent’anni siano traviati”, è il giudizio di Toccalini sui manifestanti.
L’idea leghista su quanto accade fra Israele e Palestina, d’altronde, è chiara: niente più aiuti a Gaza. “Non sappiamo dove siano finiti 1,5 miliardi stanziati finora. La Lega chiede di fermare i fondi Ue in quel territorio fino al termine del conflitto”, dice l’eurodeputata Susanna Ceccardi. D’altra parte, spiega ancora Toccalini: “Visto che siamo intervenuti contro la Russia per la vicenda Ucraina, ora non vedo perché non debba valere lo stesso concetto contro i terroristi islamici che hanno ucciso non solo soldati, ma donne e bambini”.