Schlein sente Crosetto dopo gli allarmi sulla sicurezza in Italia: “Chiarisca se il rischio è concreto”
di Lorenzo De Cicco , Ernesto FerraraElly Schlein
(ansa)“Pronto ministro”. È sera quando la segretaria del Pd, Elly Schlein, prende il telefono e parla con Guido Crosetto. Il titolare della Difesa del governo Meloni, dalla festa del Foglio a Firenze, nel pomeriggio aveva annunciato: sto pensando di annullare la festa delle Forze Armate del 4 novembre. “Perché devo rischiare di dare un palco ad un pazzo o una serie di pazzi che vogliono fare qualcosa di significativo? - le parole del ministro di FdI - Io ho l’obbligo di pensare al peggio”. E ancora: “È fondamentale difendere la sicurezza del Paese sia perché una riesplosione d’integralismo è possibile, sia perché”, ha rilanciato, potrebbero sbarcare soggetti che arrivano “per fare del male” e “combatterci”. Altri ministri, da quello dell’Interno Matteo Piantedosi al vicepremier Antonio Tajani, hanno parlato, sempre ieri a Firenze, del livello di allerta da innalzare, ma hanno entrambi specificato che non ci sono pericoli concreti riscontrati dalla nostra intelligence e dalle forze di polizi…
“Pronto ministro”. È sera quando la segretaria del Pd, Elly Schlein, prende il telefono e parla con Guido Crosetto. Il titolare della Difesa del governo Meloni, dalla festa del Foglio a Firenze, nel pomeriggio aveva annunciato: sto pensando di annullare la festa delle Forze Armate del 4 novembre. “Perché devo rischiare di dare un palco ad un pazzo o una serie di pazzi che vogliono fare qualcosa di significativo? - le parole del ministro di FdI - Io ho l’obbligo di pensare al peggio”. E ancora: “È fondamentale difendere la sicurezza del Paese sia perché una riesplosione d’integralismo è possibile, sia perché”, ha rilanciato, potrebbero sbarcare soggetti che arrivano “per fare del male” e “combatterci”. Altri ministri, da quello dell’Interno Matteo Piantedosi al vicepremier Antonio Tajani, hanno parlato, sempre ieri a Firenze, del livello di allerta da innalzare, ma hanno entrambi specificato che non ci sono pericoli concreti riscontrati dalla nostra intelligence e dalle forze di polizia.
Ecco perché la leader dei democratici ha chiesto al responsabile della Difesa di chiarire. E di rapportarsi col Parlamento, più che rilasciare dichiarazioni in pubblico. “Ti chiedo di informare costantemente l’opposizione e il Pd se ci sono rischi per la sicurezza nazionale, se ci sono minacce concrete per l’Italia”, la richiesta di Schlein al telefono. Informativa che, per la segretaria dem, “deve passare dalla sede propria, cioè dalle Camere”. Dunque dal Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che finora non ha ricevuto relazioni sul tema. E che ad oggi non ha in programma audizioni né di Crosetto né del capo del Viminale, Piantedosi. In agenda c’è solo, martedì, quella di Elisabetta Belloni, la direttrice generale del Dis, il dipartimento delle informazioni per la sicurezza di Palazzo Chigi. Ma era già in calendario.
Poco dopo la telefonata fra Crosetto e Schlein, a ridosso delle nove di sera, una nota ufficiale della Difesa ha precisato che “non ci sarà alcun cambiamento per quanto riguarda gli appuntamenti istituzionali previsti il 4 novembre”. Una precisazione che sembra quasi una parziale retromarcia. L’unico evento annullato sarebbe ad ora una serata in teatro. Confermate le celebrazioni sia al Milite Ignoto che a Cagliari, dove è prevista anche la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ancora “da valutare” l’opportunità di tenere la manifestazione al Circo Massimo di Roma, predisposta anche a seguito del via libera del Senato al ddl sul ripristino della festività nazionale del 4 novembre.
Ieri, come annunciato dallo stesso Crosetto, è stato disposto il rientro in Italia di 22 carabinieri che erano in missione di addestramento a Gerico, in territorio palestinese. Quanto al nostro Paese, per Piantedosi “non ci sono evidenze concrete e immediate” di rischi per la sicurezza nazionale, legati alla crisi israelo-palestinese. Ovviamente “ci aspettano mesi difficili e complicati per i quali è opportuno mantenere alta l’attenzione”. Ma rispetto a quanto sta accadendo in Francia, “in Italia la situazione è differente, non ci sono rischi immediati”, ha confermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Non prevediamo minacce imminenti ma abbiamo un’allerta per proteggere tutti i potenziali obiettivi”.
Naturalmente l’escalation militare in Medio Oriente è stata ieri al centro del Comitato per l’ordine e la sicurezza al Viminale. Qui Piantedosi è stato ragguagliato dagli 007 e dalle forze di polizia sulla situazione italiana. Inevitabile, ma è prassi, l’aumento delle misure di sicurezza sui luoghi sensibili. L’allerta resta «altissima», dice Piantedosi. Il Viminale ha tracciato una mappa con 28.707 obiettivi considerati “sensibili” nel nostro Paese, 205 dei quali riferibili al mondo ebraico e allo Stato d’Israele. E saranno intensificati i controlli sui migranti, come sta già facendo la Francia a Ventimiglia, con l’obiettivo di “intercettare” chi presenta profili ad alto rischio o abbia precedenti.