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Diritti e fine vita contro cassoeula e calcio. A Monza la sfida in salita di Cappato a Galliani

Adriano Galliani al mercato di Besana in Brianza, provincia di Monza (foto del nostro inviato Concetto Vecchio)

 

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Domenica 21 ottobre e lunedì 22 le suppletive per il seggio che fu di Berlusconi. Il suo ex braccio destro parte favorito
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MONZA - Adriano Galliani punta la scatoletta di Simmenthal. “La prendo se posso pagarla”. “Qua si paga tutto”, gli replica il banconista al mercato di Besana in Brianza. “Sei euro e novanta”. Galliani tira fuori dieci euro, “tenga il resto”. Al venditore di formaggi chiede la caciotta di capra. “Undici euro e settanta”. Galliani in tour elettorale fa acquisti. Vendere, comprare. Non faceva così il Cavaliere? “Qui Berlusconi ha fatto solo del bene, ad una signora ha pagato l’università della figlia”, commentano i militanti Paola Paderi e Alessandro Fumagalli mentre Galliani si fa incartare la caciotta.

È arrivato con un’ora e un quarto di ritardo. “Orario! orario!”, reclamano indispettiti quelli che lo attendono. Ma una volta sceso dal Suv nero (“Alberto, dammi il soprabito”), il sindaco, Emanuele Pozzoli, leghista, sciarpa milanista al collo, gli va incontro adorante: “Adriano, vi aspettai a Malpensa la notte del trionfo in Coppa Campioni nel 2007”; il consigliere regionale Alessandro…

MONZA - Adriano Galliani punta la scatoletta di Simmenthal. “La prendo se posso pagarla”. “Qua si paga tutto”, gli replica il banconista al mercato di Besana in Brianza. “Sei euro e novanta”. Galliani tira fuori dieci euro, “tenga il resto”. Al venditore di formaggi chiede la caciotta di capra. “Undici euro e settanta”. Galliani in tour elettorale fa acquisti. Vendere, comprare. Non faceva così il Cavaliere? “Qui Berlusconi ha fatto solo del bene, ad una signora ha pagato l’università della figlia”, commentano i militanti Paola Paderi e Alessandro Fumagalli mentre Galliani si fa incartare la caciotta.

È arrivato con un’ora e un quarto di ritardo. “Orario! orario!”, reclamano indispettiti quelli che lo attendono. Ma una volta sceso dal Suv nero (“Alberto, dammi il soprabito”), il sindaco, Emanuele Pozzoli, leghista, sciarpa milanista al collo, gli va incontro adorante: “Adriano, vi aspettai a Malpensa la notte del trionfo in Coppa Campioni nel 2007”; il consigliere regionale Alessandro Corbetta è venuto con quella del Monza. E Galliani di tre cose parla in questa campagna elettorale per le suppletive al Senato: il Monza calcio, la cassoeula e Silvio. Questo era il suo collegio, Monza-Brianza, e va riassegnato, si vota domenica e lunedì. “Lui mi ha insegnato a firmare per esteso, non per scarabocchi”, dice siglando la sua autobiografia. Galliani insomma porta qui il suo personaggio. Motteggia in dialetto. “Quando non ce n’è più, muore l’asino e quello che ci stava su». Questo piace. Un signore gli mostra Tobia, un Cairn terrier arrivato secondo al concorso di bellezza di Triuggio. “Sa, fanno vincere i cani di allevamento”, sussurra piccato.

Arrivarci a Besana. Tangenziali, svincoli, capannoni, ogni casa una fabbrichetta, paesi che si allineano senza soluzione di continuità. La Brianza vanta due primati: è la terra più ricca d’Italia, 5000 euro a metro quadro per comprare casa, ma pure la più inquinata, il 41 per cento del suo territorio è cementificato: un record spaventoso. Auto perennemente incolonnate. Freddo. Nuvole basse. Un grigio che stringe il cuore.

Marco Cappato nel suo comitato elettorale Vedano al Lambro, in provincia di Monza (foto del nostro inviato Concetto Vecchio)

 

Il giorno prima a Vedano al Lambro, il paese dov’è cresciuto Marco Cappato, 52 anni, il radicale che sfida Galliani. Il comitato elettorale si trova in un negozio fallito. Giovani che entrano ed escono coi volantini. Una signora chiede a “Marco” se in Parlamento ha votato per il Green pass. “Non c’ero”. Per Galliani sono arrivati i ministri: Santanchè gli ha apparecchiato l’apericena, Salvini l’ha trascinato in discoteca a Bovisio Masciago, Tajani è venuto due volte. Per Cappato invece 571 volontari da tutta Italia. Valerio D’Angelo e Lavinia Giuliani, neolaureati, addirittura da Roma. Alice Spaccini, 29 anni, umbra, si è licenziata da un’azienda a Milano per coordinare questo piccolo esercito. Con Cappato usciamo a fare due passi, il grande parco verde costeggia il paese, c’è l’ingresso per il famoso autodromo di Formula uno, “qui ho fatto le medie”, dice, e indica un edificio né bello né brutto. Quindi anche lui è brianzolo. E questo è un ritorno.

Un mese fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di lui. Oggi, che ha saputo radunare l’intero centrosinistra, la gente lo ferma e gli dice grazie per le battaglie sul fine vita. È quello che accompagna i malati terminali a morire in Svizzera. Questo, in un paese vecchio, suscita rispetto. Quindi anche Cappato è il suo personaggio. Ma il suo corpo è quello della sofferenza. E non c’è paura più grande della solitudine nel dolore.

Cappato se la sta giocando, gli ultimi sondaggi hanno messo paura al centrodestra, “anche i sindaci del Pd che avevano firmato una lettera contro di me sono venuti a darmi una mano, a Vimercate, a Nova Milanese”. Basterà? Sarà decisiva l’affluenza (se è sopra il 20 Galliani non avrà problemi, se è sotto Cappato se la può giocare; “nessuno sa che si vota!” si lamenta l’ex boss del Milan con i suoi a Besana). Il centrodestra non può perdere proprio qui, resta da chiedersi se esiste ancora un effetto Berlusca. “È una partita nazionale”, motiva il consigliere regionale pd Pierfrancesco Majorino durante un incontro sulla sanità in una chiesa sconsacrata. In sala solo persone con i capelli grigi.

I candidati sono otto, tra cui Cateno De Luca, che sta visitando ad uno ad uno i messinesi della Brianza, ma la vera partita è tra Galliani e Cappato. Cassoeula contro diritti. “Tira una brutta aria per quelli civili”, dice Cappato ordinando una crema di caffè. È fuori dal Parlamento da quattordici anni. “Mi ha fatto bene”. Sono mesi che batte su sanità, qualità della vita, ambiente. Si è candidato con trecento firme, Schlein l’ha appoggiato alla terza telefonata. “La gente la mobiliti con le urgenze profonde, il testamento biologico è diventato norma grazie alla spinta da fuori e così la proibizione della legge 40 sulla fecondazione assistita». Una signora gli stringe la mano: “Sono leghista, ma lei ci mette la faccia”. Cappato è compiaciuto. “La verità è che certi temi, nel paese reale, non sortiscono più divisioni ideologiche: per dj Fabo mi hanno processato due volte, e assolto altrettante”.

Visto da vicino Galliani è un simpatico uomo di mondo, ma nella scorsa legislatura si è visto pochino: la metà delle votazioni era assente, non ha firmato un solo atto. Si capisce che ha detto sì per non scontentare la famiglia (“è una scelta ultrasentimentale”), che gli finanzia il Monza. In assenza della politica si è abbuffato di risotto con la luganega arrotolata, ha ballato la Papu Gomez dance, ha regalato gli astucci biancorossi ai bambini, ha evitato ogni confronto, persino in Rai, ha firmato l’appello degli anti abortisti, confida negli ultrà. “Figini, offriamo a questo ragazzo un biglietto per Monza-Udinese”.

Cadono le prime foglie sulla Brianza. “Non è più tempo di slogan, gli elettori si sono stufati”, è la speranza di Cappato. Lunedì sapremo per chi suona l’autunno.

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