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Terrorismo, l’Italia sospende Schengen: Blindato il confine sloveno. Gli 007: “Falle nei controlli, i lupi solitari passano da lì”

Meloni sui social: “La sospensione del Trattato di Schengen sulla libera circolazione in Europa si è resa necessaria per l'aggravarsi della situazione in Medio Oriente, me ne assumo la piena responsabilità”. Vertice tra la premier e i servizi di intelligence sul rischio attentati
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Non hanno nome. E nemmeno un volto. Sono fantasmi, impossibili da intercettare per l’intelligence e la Prevenzione. “Per un terrorista, come dimostra la cronaca, il corridoio balcanico rappresenta un percorso privilegiato verso l’Italia e l’Europa: niente fotosegnalazione, nessuna identificazione”, spiegano da settimane la Polizia e i Servizi al governo. Un’indicazione ribadita martedì, durante il comitato di analisi strategica antiterrorismo. Che ha portato alla decisione del governo: sospensione del trattato di Schengen verso la Slovenia. Controlli alla frontiera dal 21 ottobre, per dieci giorni, rinnovabili fino a sei mesi.

Che significa? Chi si presenterà alla frontiera dovrà mostrare i documenti. Se è irregolare, sarà respinto. Per tutti ci sarà un controllo, chi passa non potrà cancellare le proprie tracce. “Conosciamo uno per uno chi sbarca da Sud — ragiona una qualificata fonte della nostra Sicurezza — Abbiamo foto e impronte di chi arriva dall’Africa. Ma lo stesso non ac…

Non hanno nome. E nemmeno un volto. Sono fantasmi, impossibili da intercettare per l’intelligence e la Prevenzione. “Per un terrorista, come dimostra la cronaca, il corridoio balcanico rappresenta un percorso privilegiato verso l’Italia e l’Europa: niente fotosegnalazione, nessuna identificazione”, spiegano da settimane la Polizia e i Servizi al governo. Un’indicazione ribadita martedì, durante il comitato di analisi strategica antiterrorismo. Che ha portato alla decisione del governo: sospensione del trattato di Schengen verso la Slovenia. Controlli alla frontiera dal 21 ottobre, per dieci giorni, rinnovabili fino a sei mesi.

Che significa? Chi si presenterà alla frontiera dovrà mostrare i documenti. Se è irregolare, sarà respinto. Per tutti ci sarà un controllo, chi passa non potrà cancellare le proprie tracce. “Conosciamo uno per uno chi sbarca da Sud — ragiona una qualificata fonte della nostra Sicurezza — Abbiamo foto e impronte di chi arriva dall’Africa. Ma lo stesso non accade per chi entra in Italia da Est, perché non siamo il primo paese di arrivo. La fotosegnalazione dovrebbe avvenire in Grecia, o magari in Ungheria e Slovacchia, ma questo — come dimostrano centinaia di casi — non succede quasi mai. Significa non aver alcun controllo”.

La questione è talmente delicata che in serata Giorgia Meloni ha convocato un vertice di massimo livello: assieme all’Autorità delegata, il sottosegretario Alfredo Mantovano, c’erano i ministri degli Interni e della Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. E ancora, la numero del Dis Elisabetta Belloni, l’Aise e l’Aisi. Sul tavolo, i numeri: dal primo gennaio 2023 gli ingressi illegali da Est sono stati 16mila. Ma soprattutto, si è discusso di documenti: due informative di intelligence, in Italia e in Europa, che segnalano la “polveriera balcanica”, indicata come punto di transito per i radicalizzati islamici.

Già dalla fine del 2022, i Servizi italiani segnalavano due elementi chiave. “Sul confine italo-sloveno — scrivono in un’informativa — transitano, oltre a pakistani, bangladesi, afghani, indiani e nepalesi, anche soggetti di origine nord-africana”. Arrivavano da lì alcuni dei tunisini che sono stati espulsi lo scorso anno proprio per ragioni di sicurezza, al termine di un percorso di radicalizzazione. E arriva dalla frontiera Est un allarme specifico: negli ultimi mesi dello scorso anno, segnala ancora il Dipartimento di informazione e sicurezza, si è verificato “un incremento delle segnalazioni relative al possibile invio in Europa di militanti di Daesh e di al Qaeda, che potrebbero avvalersi del supporto logistico e operativo, all’interno delle diaspore di riferimento, per compiere azioni terroristiche non strutturate contro obiettivi occidentali”. Significa che esistono informazioni su terroristi islamici che si muovono direttamente per poter attivare lupi solitari: soggetti come Abdesalem Lassoued, l’attentatore di Bruxelles. O, per tornare alla tragica stagione del 2016, come Anis Amri.

Anche seguendo queste informazioni si arriva alla decisione di ieri. Rivendicata da Meloni con una nota ufficiale: “La sospensione del Trattato di Schengen — scrive la premier — non è più rimandabile: si è resa necessaria per l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, l’aumento dei flussi migratori lungo la rotta balcanica e soprattutto per questioni di sicurezza nazionale. E me ne assumo la piena responsabilità”. Una mossa che coincide con quella portata avanti in queste settimane da altri otto paesi europei, a conferma della delicatezza del momento. Ma soprattutto una scelta politica. Le regole di Schengen, per chi arriva da Est, sono garantite solo dall’Italia.

“Deve esistere una simmetria di approccio”, è la linea che Meloni intende portare avanti al Consiglio europeo della prossima settimana, probabilmente anche avanzando alcune proposte ai Ventisette per uniformare l’atteggiamento tra partner. Il riferimento è soprattutto alla Francia, che soltanto nel 2023 ha bloccato al confine 35mila persone. Con una novità, anche in questo caso dettata da ragioni di sicurezza: “È sbagliato — è quanto emerso durante il vertice a Palazzo Chigi — identificare un pericolo terrorismo soltanto per chi arriva da fuori l’Ue. La cronaca insegna che esiste anche per chi è già nei confini e in Europa si radicalizza. Sarebbe un errore non occuparsi anche di questo aspetto”. Tradotto: la Slovenia potrebbe non restare il solo confine europeo chiuso da parte dell’Italia.

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