✕

“Quei quadri sono da buttare”. Un fardello per la famiglia la pinacoteca di Berlusconi

L’hangar che ospita la collezione di scarso valore artistico costa 800 mila euro l’anno. E ora sono comparsi anche i tarli: i figli intenzionati a disfarsene
2 minuti di lettura

Un’eredità pesante. La più scomoda, fra quelle lasciate da Silvio Berlusconi. Così ingombrante e poco redditizia da doversene liberare. Lo smantellamento della quadreria di Arcore è cominciata. Complici i tarli, che hanno aggredito numerose opere, diversi pezzi, fra tele e cornici, sono già stati distrutti.

L’ultimo costoso giocattolo del Cavaliere, il grande hangar con venticinquemila fra dipinti e statue acquistati in modo compulsivo nelle aste notturne, sarà dismesso. Le notizie filtrano con il contagocce, in questi giorni. La famiglia dell’ex premier morto a giugno rimane in silenzio. Il Foglio ha scritto addirittura di un grande falò, che avrebbe avvolto l’intera pinacoteca. Dagospia ha ripreso la notizia. Nessuno, fra i congiunti di Berlusconi alle prese con la suddivisione del lascito del tycoon scomparso, ha smentito. Certa, tuttavia, è l’intenzione comune di Marina, Piersilvio e degli altri familiari di sgravarsi di un costo eccessivo, figlio della passione smodata che negli …

Un’eredità pesante. La più scomoda, fra quelle lasciate da Silvio Berlusconi. Così ingombrante e poco redditizia da doversene liberare. Lo smantellamento della quadreria di Arcore è cominciata. Complici i tarli, che hanno aggredito numerose opere, diversi pezzi, fra tele e cornici, sono già stati distrutti.

L’ultimo costoso giocattolo del Cavaliere, il grande hangar con venticinquemila fra dipinti e statue acquistati in modo compulsivo nelle aste notturne, sarà dismesso. Le notizie filtrano con il contagocce, in questi giorni. La famiglia dell’ex premier morto a giugno rimane in silenzio. Il Foglio ha scritto addirittura di un grande falò, che avrebbe avvolto l’intera pinacoteca. Dagospia ha ripreso la notizia. Nessuno, fra i congiunti di Berlusconi alle prese con la suddivisione del lascito del tycoon scomparso, ha smentito. Certa, tuttavia, è l’intenzione comune di Marina, Piersilvio e degli altri familiari di sgravarsi di un costo eccessivo, figlio della passione smodata che negli ultimi anni di vita il Cavaliere ha avuto per l’arte. Con l’ambizione di diventare il primo collezionista del mondo.

La storia Repubblica l’ha raccontata in un longform pubblicato a luglio: un frenetico accaparramento di dipinti di Madonne e immagini vivide di donne nude, di scorci delle città amate (Parigi, Napoli, Venezia), di ritratti su tela e busti in marmo che raffigurano Berlusconi impettito. Pezzi acquistati in tv o provenienti da mercanti d’arte napoletani, catalogati e posti in rassegna nel grande magazzino di 4.500 metri quadrati a ridosso della tenuta di Villa San Martino. O inviati come dono a leader politici nazionali e stranieri: da Putin a Conte, da Orbán a Di Maio.

Berlusconi, la collezione del presidente: viaggio nella quadreria di Arcore

Berlusconi avrebbe speso circa venti milioni di euro in pochi anni, puntando però più sulla quantità che sulla qualità, a detta degli esperti che hanno visto la collezione: “Su 25 mila ce ne saranno sei o sette interessanti", ha commentato Vittorio Sgarbi. Che in diverse occasioni consigliò a Berlusconi di concentrare gli acquisti su un paio di centinaia di pezzi di valore, invece che disperdere la spesa in tante opere senza rilievo.

Dopo la morte del Patriarca, la galleria si è trasformata sostanzialmente in un peso. Fra affitto e spese di gestione, l’hangar costa 800 mila euro l’anno, che gravano sugli eredi, intenzionati a fare una sorta di spending review. Ci si sono messe pure i tarli, che hanno cominciato a divorare cornici e dipinti. Problemi su problemi: il trattamento disinfestante costa in alcuni casi più dell’opera aggredita. Qualcuno ha suggerito di smontare tutte le cornici e sostituirle, ma anche quest’operazione avrebbe una spesa sproporzionata rispetto al valore dei pezzi da salvaguardare. La famiglia, a un bivio, è intenzionata a smantellare la collezione: salvare i pezzi in condizioni migliori, anche per un tributo d’affetto nei confronti del Cavaliere, ma smontando nei fatti la quadreria custodita nel capannone. Distruggendo le opere assalite dai tarli. Le prime sono già state eliminate. Testimoni raccontano di aver visto del fumo uscire dall’hangar. Ma che il rogo ci sia stato è una circostanza non confermata né smentita dalla famiglia.

Di certo, l’ipotesi di valorizzare la pinacoteca attraverso l’istituzione di un tour guidato fra Villa San Martino, il mausoleo nel giardino e la pinacoteca è già tramontata.

E Sgarbi commenta: “Io non so se la distruzione di quei quadri è già cominciata. So che, almeno sul piano artistico, non sarebbe un delitto”.

Leggi i commenti