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Le Olimpiadi fanno litigare i governatori di centrodestra: scintille tra Zaia, Cirio e Fontana per la pista da bob

La pista da bob di Cesana utilizzata per Torino 2006

 
La contesa in vista di Milano-Cortina 2026. Troppo costoso realizzare un nuovo impianto, il presidente lombardo benedice l’idea di rivolgersi all’estero, il Piemonte candida Cesana ma servono soldi per ristrutturarla. E dal Veneto reclamano una compensazione
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ROMA – Il caso della pista da bob delle Olimpiadi invernali del 2026 Milano-Cortina fa litigare Lega e Forza Italia e sembra dare un assaggio di autonoma differenziata, con governatori che si scontrano tra loro per avere investimenti: rischiando di affossare il dossier olimpico, tanto che il Cio ha al momento sospeso l’assegnazione dell'organizzazione dei Winter Youth Olympics 2028, una manifestazione giovanile riservata a ragazzi tra i 15 e i 18 anni che di solito si tiene nella stessa sede delle Olimpiadi invernali precedenti.

La lite tra Coni e governatori rischia di costare milioni di euro ai contribuenti, al contrario delle premesse della vigilia su una Olimpiade che sia “sostenibile” diversamente da quanto accaduto con Torino 2006: in quel caso, solo per la pista da bob di Cesana Torinese, che ha ospitato una manciata di gare appena prima di essere abbandonata, la spesa è stata di 110 milioni di euro e adesso c’è chi vuole rimetterla in gioco spendendo altri soldi. Ma andiamo pe…

ROMA – Il caso della pista da bob delle Olimpiadi invernali del 2026 Milano-Cortina fa litigare Lega e Forza Italia e sembra dare un assaggio di autonoma differenziata, con governatori che si scontrano tra loro per avere investimenti: rischiando di affossare il dossier olimpico, tanto che il Cio ha al momento sospeso l’assegnazione dell'organizzazione dei Winter Youth Olympics 2028, una manifestazione giovanile riservata a ragazzi tra i 15 e i 18 anni che di solito si tiene nella stessa sede delle Olimpiadi invernali precedenti.

La lite tra Coni e governatori rischia di costare milioni di euro ai contribuenti, al contrario delle premesse della vigilia su una Olimpiade che sia “sostenibile” diversamente da quanto accaduto con Torino 2006: in quel caso, solo per la pista da bob di Cesana Torinese, che ha ospitato una manciata di gare appena prima di essere abbandonata, la spesa è stata di 110 milioni di euro e adesso c’è chi vuole rimetterla in gioco spendendo altri soldi. Ma andiamo per ordine.

Il progetto di realizzare una nuova pista da bob tra Lombardia e Veneto, le due Regioni ospitanti, è tramontata e il presidente del Coni Giovanni Malagò ha cercato soluzioni alternative e più economiche rispetto all’ennesima cattedrale nel deserto. Tra le ipotesi quella di “affittare” una pista in Svizzera a St. Moritz. Oppure in Austria a Innsbruck. Una soluzione che ha ricevuto l'appoggio del presidente leghista della Lombardia, Attilio Fontana: “Tutto non si può avere. Credo che non sia una figuraccia dell'Italia ma un atteggiamento estremamente attento e serio”, ha detto. Ma ieri mattina il segretario di Forza Italia, che ha raccolto i malumori del governatore piemontese Alberto Cirio, ha rilanciato l’idea di ristrutturare la pista da bob abbandonata, e della quale nessuno sa che farsene, di Cesena Torinese. “Bene l'idea di far svolgere le gare di bob in Piemonte - dice - l'Italia non può rinunciare in alcun modo ad essere sede di tutte le gare delle Olimpiadi come nel dossier di candidatura. Preferisco Cesana a Innsbruck e St.Moritz". La pista da bob di Cesana ha funzionato solo per le gare olimpiche, dal 18 al 25 febbraio 2006, e qui ha vinto l’oro il nostro Armin Zoeggeler. Poi ha lavorato ospitando piccole competizioni tra il 2007 e il 2012 e una tappa della coppa del mondo nel 2011. Da allora è stata abbondata. “Con 15 milioni di può ristrutturare” dice il sindaco di Cesana Torinese.

Apriti cielo. Il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, che si è visto sfumare parte degli investimenti a Cortina (anche per la pista di bob che non si farà con annesse gare), si mette di traverso: “Appare ormai chiaro che l'impianto di bob non verrà mai realizzato a Cortina, e le gare di bob, skeleton e slittino non si terranno a Cortina, con buona pace di quelli che hanno sempre osteggiato il progetto della nuova pista Eugenio Monti - dice Zaia - ci tengo a sottolineare che l'eventuale scelta di uscire dal territorio italiano dovrà essere una extrema ratio, dovuta a solide motivazioni. Per evitare film già visti auspico che venga chiarita sin da subito la praticabilità o l'eventuale impraticabilità dell'impianto di Cesana, in Piemonte, rendendo di pubblico dominio i cronoprogrammi e i costi, così da evitare di dar vita a ulteriori 'leggende’ metropolitane. Le Olimpiadi si chiamano Milano-Cortina, sono nate in Veneto e in Lombardia”. Zaia chiede una compensazione per il Veneto: “Non si può pensare che le Olimpiadi a Cortina si possano fare solo con due discipline, il curling e la discesa femminile. Ci vogliono altre compensazioni con altre discipline olimpiche. A Losanna hanno dato l'investitura a Milano e Cortina”.

A questo punto il Pd Lombardia teme “scippi” del Veneto sulle gare: "Se infatti il Veneto ci scipperà parte delle gare, qui avremo milioni di mancati incassi, non possiamo permetterlo” dice il consigliere Gian Mario Fragomeli. Siamo alla guerra tra regioni.

Il presidente Malagò cerca di calmare gli animi sostenendo che nulla è deciso: “C'è una riunione la prossima settima con i soci fondatori e si cominceranno a valutare le proposte, ma non c'è nulla di decisivo. Ho letto tante cose e ho il dovere di ricordare che, da quando esiste la meravigliosa opportunità di ospitare le Olimpiadi, sono stati creati, non certo dal sottoscritto, due organismi, due società, due istituzioni, due soggetti giuridici. Uno è privato ed è la fondazione che ho l'onore di presiedere, e una società pubblica che si chiama Simico che si deve occupare di realizzare le opere pubbliche”.

E in serata Salvini, come se nulla fosse, annuncia festante a un evento elettorale per le elezioni a Trento: “Le olimpiadi invernali del 2026 porteranno tanti turisti e tanto lavoro anche nelle terre trentine. E' un'altra battaglia vinta solo dalla Lega perché alle olimpiadi non ci credeva nessuno se non la Lega”. Chissà magari chiederà di spostare altre gare anche in Trentino, tanto un pezzo di Olimpiade al Nord non si nega a nessuno. O quasi.

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