LUCCA — Poi magari Pertini la prenderà come l’ennesima medaglia. O forse quando tra qualche giorno inizierà Lucca Comics e la città sarà invasa dai fumetti qualcuno dirà che era solo un grapich novel uscito male.
Ma intanto lo sconcio resta. “Il sindaco è ostaggio dell’estrema destra che lo ha fatto vincere e che comanda”, dice Michele Bianucci (Sinistra Con). È il consigliere che martedì a Palazzo Santini ha portato in aula la mozione affossata dai nemici del “partigiano Sandro” (Pertini). Neofascisti, ultrà, assessori e consiglieri teocon e no gender. Ultimo capitolo della Lucca un tempo bianca e oggi tinta di nero. Per raccontare la figuraccia della maggioranza destra-centro sul presidente della Repubblica più amato dagli italiani si può partire anche dalla fine.
“No, a Lucca una strada a uno che è stato partigiano non la si può proprio dedicare”. Così Fabio Barsanti, assessore ex CasaPound allo sport. Il “no” a Pertini – né strade né piazze intitolate a lui; “a noi!” ha dunque esu…
LUCCA — Poi magari Pertini la prenderà come l’ennesima medaglia. O forse quando tra qualche giorno inizierà Lucca Comics e la città sarà invasa dai fumetti qualcuno dirà che era solo un grapich novel uscito male.
Ma intanto lo sconcio resta. “Il sindaco è ostaggio dell’estrema destra che lo ha fatto vincere e che comanda”, dice Michele Bianucci (Sinistra Con). È il consigliere che martedì a Palazzo Santini ha portato in aula la mozione affossata dai nemici del “partigiano Sandro” (Pertini). Neofascisti, ultrà, assessori e consiglieri teocon e no gender. Ultimo capitolo della Lucca un tempo bianca e oggi tinta di nero. Per raccontare la figuraccia della maggioranza destra-centro sul presidente della Repubblica più amato dagli italiani si può partire anche dalla fine.
“No, a Lucca una strada a uno che è stato partigiano non la si può proprio dedicare”. Così Fabio Barsanti, assessore ex CasaPound allo sport. Il “no” a Pertini – né strade né piazze intitolate a lui; “a noi!” ha dunque esultato il capogruppo FdI Lido Fava – è una sua freccia. “Basista” e ariete. Naturale per uno che si definisce “fascista senza se e senza ma”. Che teorizza “l’uccisione della sinistra”. Che è collegamento tra la curva della Lucchese – officina politica e bacino d’utenza elettorale – e il palazzo. Che ha come braccio destro un ultrà condannato per rissa aggravata. C’è una foto. Presidio di CasaPound. Il camerata Barsanti e, accanto, Gianluca Casseri, attivista di CPI e autore nel 2011 della “strage di Firenze”: due venditori ambulanti senegalesi falciati a colpi di pistola, un altro ferito e costretto sulla sedia a rotelle. Siccome dal 2019 CasaPound non è più un partito, alle ultime amministrative Barsanti ha messo su la lista “Difendere Lucca”. “Facce e nomi sono gli stessi”, spiega Massimiliano Piagentini, attivista Lgbtq+ già nel mirino dei fasci. Destra estrema. Decisiva nel ballottaggio che l’anno scorso porta alla vittoria il sindaco imprenditore azzurro Mario Pardini (FI, FdI, Lega). Ribaltone. Dopo dieci anni di centrosinistra. “Difendere” piazza tre consiglieri e due assessori. E Pardini continua a pagare ai camerati il conto dell’apparentamento. Tra i voti contrari a Pertini c’è anche il suo. Che dire? Mentre montavano le proteste (“deriva anticostituzionale e fascistoide”, attacca il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo) il primo cittadino ha provato a mettere una pezza. Allargando il buco dell’”abbiamo altre priorità”. Una bella capriola. «Il 25 marzo 2021 il centrosinistra bocciò la mozione per l’intitolazione di uno spazio pubblico a Falcone e Borsellino…». E ancora: «Nessuno è entrato nel merito della figura storica di Pertini... si è solo fatto presente che l’amministrazione ha una road map sulle intitolazioni». Le cose non andarono così. L’allora amministrazione di centrosinistra una strada Falcone-Borsellino la inaugurò, come da programmi. Semplicemente, quando la volpe Barsanti provò ad appropriarsi di un progetto già in itinere, la sua “mozione” postuma fu rispedita indietro. La “road map”. Anche qui Pardini si incarta. Il consiglio ha sempre espresso il suo voto. Nel 2021 – seduta dedicata alla Giornata della memoria (!) – fu approvata all’unanimità una mozione Barsanti per intitolare una via a Norma Cossetto. Votò a favore anche il centrosinistra. Il quale poi si vide invece impallinare dal consigliere neofascista la proposta di cittadinanza onoraria a Liliana Segre. “Anche il centrosinistra ha delle responsabilità se oggi abbiamo a che fare con questi personaggi”, fanno notare Matteo Pelleriti e Paolo Bertolozzi del Collettivo Nuova Resistenza, realtà giovanile assai attiva.
In questa storia di revisionismi e sdoganamenti c’è un pezzo portante. Gli ultrà della Lucchese. In principio furono i Bulldog. Il gruppo del “generalissimo” Andrea Palmeri, ras di Forza Nuova ancora latitante in Donbass dove si trasferì come mercenario filoputiniano e reclutatore di miliziani. Poi i Bulldog sono diventati “Bravi ragazzi”. Picchiano meno e votano di più. In curva va Barsanti e anche Giacomo Tosi, pure lui ex CasaPound (poi Difendere Lucca). A fine settembre si è dimesso da consigliere per gestire il bar dello stadio Porta Elisa (di proprietà comunale). Settimana scorsa i “Bravi ragazzi” hanno festeggiato lì i loro “diffidati”. Palmeri ha mandato un saluto. Qualcuno ha rispolverato la foto-selfie degli ultrà neri della Luccchese fuori dallo stadio insieme all’ex vescovo Italo Castellano. Alcuni fanno il saluto romano. Pertini li avrebbe liquidati così: “Il fascismo è la morte di tutte le idee. L’unico modo di intendere il fascismo è combatterlo”.