Meloni al Cairo: “Efferratezza di Hamas da condannare senza ambiguità, no a escalation della crisi’’. E non risponde alle domande sulla sua vita privata
dal nostro inviato Tommaso CiriacoCAIRO – Parla davanti ai leader arabi e alla diplomazia europea riunita a Cairo. È provata, le ultime ore sono state durissime a causa della separazione con il compagno Andrea Giambruno. Giorgia Meloni sceglie tre concetti attorno a cui far ruotare la posizione italiana nel vertice per la pace del Cairo, l’unico format che porta avanti ufficialmente il confronto: condanna durissima di Hamas, richiesta a Israele di ponderare l’uso della forza, obiettivo politico dei due popoli e due Stati.
“Sto molto bene, non c’è una parte politica della vicenda”
A conclusione dell’incontro, la premier ha incontrato i giornalisti presenti per un punto stampa. "Sto bene, sto molto bene, faccio il mio lavoro come sempre”, ha risposto a chi, in merito alla separazione con il compagno, le domandava come stia. “Non è da noi infilarci nella sua privacy”, ha premesso un cronista, “bravo”, ha commentato Meloni. E alla nostra richiesta di fare una domanda sulla parte politica della vicenda – vale a dire s…
CAIRO – Parla davanti ai leader arabi e alla diplomazia europea riunita a Cairo. È provata, le ultime ore sono state durissime a causa della separazione con il compagno Andrea Giambruno. Giorgia Meloni sceglie tre concetti attorno a cui far ruotare la posizione italiana nel vertice per la pace del Cairo, l’unico format che porta avanti ufficialmente il confronto: condanna durissima di Hamas, richiesta a Israele di ponderare l’uso della forza, obiettivo politico dei due popoli e due Stati.
“Sto molto bene, non c’è una parte politica della vicenda”
A conclusione dell’incontro, la premier ha incontrato i giornalisti presenti per un punto stampa. "Sto bene, sto molto bene, faccio il mio lavoro come sempre”, ha risposto a chi, in merito alla separazione con il compagno, le domandava come stia. “Non è da noi infilarci nella sua privacy”, ha premesso un cronista, “bravo”, ha commentato Meloni. E alla nostra richiesta di fare una domanda sulla parte politica della vicenda – vale a dire sulla parte del post dedicata alla denuncia di chi ha “sperato di indebolirmi colpendomi in casa” – la presidente del Consiglio ha risposto: “Non c'è una parte politica: non so cosa non sia chiaro del ‘non voglio più parlare di questo’, quindi non c'è una parte politica”.
Giambruno, Meloni infastidita dalle domande: "Non voglio più parlare di questo"
Nel pomeriggio in Israele
La premier atterra in Egitto al mattino, poi nel pomeriggio si reca in Israele dove aver avuto un bilaterale con il presidente Mahmud Abbas e con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Il summit per la pace al Cairo si è concluso senza dichiarazione finale condivisa da tutti i partecipanti, ma solo con un comunicato della presidenza egiziana che ha promosso il vertice. Il motivo sarebbero le divergenze fra le diplomazie del gruppo dei Paesi arabi con quello occidentale. Meloni, intanto, fissa la linea rossa su cui l’Italia non intende arretrare: “L’attacco del 7 ottobre di Hamas contro civili inermi lascia inorriditi. Dal nostro punto di vista è giusto condannarli senza ambiguità”. E questo perché “nessuna causa giustifica donne massacrate e neonati decapitati”.
“No alla guerra di religione”
Certo, precisa la leader, “quello che sta accadendo a Gaza non deve trasformarsi in una guerra di religione o in uno scontro di civiltà. Penso che il vero obiettivo di questo attacco di Hamas fosse proprio questo: costringere a una reazione che mini alla base ogni tentativo di dialogo, compromettendo definitivamente la pace e il rapporto tra l’Occidente, Israele e i paesi della regione”.
Insomma, Meloni chiede ai presenti - e ci sono anche il Qatar e l’Algeria, sponsor espliciti di Hamas - di non “cadere in questa trappola”. “Sarebbe molto molto stupido, mentre è importante essere qui e dialogare”.
Messaggio a Israele
Anche a Israele, però, si rivolge Meloni. Perché se è vero che il terrorismo “ha colpito il mondo musulmano” più ancora dell’Occidente, e che gli attacchi servono a “impedire qualsiasi tentativo del popolo palestinese” di raggiungere i propri obiettivi, è altrettanto vero che il governo israeliano non deve cedere a “sentimenti di vendetta” e ha l’obbligo - proprio degli Stati - di “commisurare l’uso della forza”: “Questo è il confine” e “sono fiduciosa che questa sia la volontà di Israele”.
Evitare l’escalation
La posizione ricalca quella dell’amministrazione di Joe Biden. E Meloni indica anche i prossimi obiettivi politici delle prossime settimane e mesi, per ridurre il conflitto. Prima di tutto l’accesso umanitario che eviti altre sofferenze ai civili ed esodi di massa. E ancora, il rilascio di tutti gli ostaggi, compresi quelli italiani, a partire da donne, anziani e bambini. Ma soprattutto, in prospettiva, la “ripresa di una iniziativa politica” che porti a “due popoli e due Stati” attraverso una “tempistica definita e concreta”. Che permetta, insomma, che “i palestinesi si governino da sé in libertà”, accanto al fatto che “Israele veda riconosciuto il diritto alla propria esistenza e a vivere in sicurezza”. L’unica formula, conclude preoccupata Meloni, per evitare il precipizio: “Dobbiamo fare l’impossibile per evitare l’escalation della crisi che avrebbe conseguenze inimmaginabili”.