Bolzano e Trento sempre più a destra. Svp al minimo storico
dal nostro inviato Giampaolo VisettiBolzano – La “tedesca” Volkspartei sotto il 40%, al minimo storico e sempre più insidiata dalle forze no vax, pantirolesi e di estrema destra di lingua tedesca. Il centrodestra sovranista di FdI e Lega prima forza politica tra gli italiani, candidata a governare proprio assieme all’Svp, ex partito etnico di raccolta, nato per riscattare il Sudtirolo dall’italianizzazione fascista. In Alto Adige, con un quarto dei voti delle elezioni provinciali scrutinati, si conferma la prospettiva di un “compromesso storico” etnico e politico, reso necessario dalla statuto d’autonomia, che a Bolzano impone il co-governo dei tre gruppi linguistici. Dalle urne, nella culla dell’autonomia, emerge un nazionalistico spostamento sempre più a destra dei partiti sia di lingua tedesca che italiana, il netto sorpasso di FdI sulla Lega, un centrosinistra ancora in difficoltà e un governo provinciale sempre più instabile. Unica certezza: il bis del presidente uscente Arno Kompatscher, amato dalla popolazione ma…
Bolzano – La “tedesca” Volkspartei sotto il 40%, al minimo storico e sempre più insidiata dalle forze no vax, pantirolesi e di estrema destra di lingua tedesca. Il centrodestra sovranista di FdI e Lega prima forza politica tra gli italiani, candidata a governare proprio assieme all’Svp, ex partito etnico di raccolta, nato per riscattare il Sudtirolo dall’italianizzazione fascista. In Alto Adige, con un quarto dei voti delle elezioni provinciali scrutinati, si conferma la prospettiva di un “compromesso storico” etnico e politico, reso necessario dalla statuto d’autonomia, che a Bolzano impone il co-governo dei tre gruppi linguistici. Dalle urne, nella culla dell’autonomia, emerge un nazionalistico spostamento sempre più a destra dei partiti sia di lingua tedesca che italiana, il netto sorpasso di FdI sulla Lega, un centrosinistra ancora in difficoltà e un governo provinciale sempre più instabile. Unica certezza: il bis del presidente uscente Arno Kompatscher, amato dalla popolazione ma contestato dall’ala destra Svp, indebolito dal “divorzio” con Thomas Widmann, suo ex vice e assessore alla Sanità, riferimento dei conservatori Volkspartei. Oltre le aspettative il consenso interetnico raccolto dai Verdi e dal locale Team K, dalle tre formazioni tedesche no-vax esplose con il Covid.
Cresce Fratelli d’Italia in Trentino
In Trentino scrutinio dei voti rinviato a oggi. Secondo i sondaggi il presidente uscente del centrodestra, il leghista Maurizio Fugatti, dovrebbe ottenere il via libera per il bis. Allo sfidante del centrosinistra unito, Francesco Valduga, difficilmente sarebbe riuscita la rimonta nonostante la crescita delle ultime settimane e il forte sostegno della segretaria Pd, Elly Schlein. Anche in provincia di Trento si profila così una sfida interna alla destra. Alle ultime politiche, per la prima volta, FdI è diventato il primo partito, mentre la Lega è crollata dal 27,1% del 2018 al 7,8%. Se la tendenza sarà confermata, il potere di Fugatti risulterà ridimensionato e la meloniana Francesca Gerosa otterrà una pesante vicepresidenza. Tre le sorprese date per decisive, in un Trentino sempre più “padanizzato” e spostato a destra, il consenso raccolto dal leader storico del Carroccio locale, Sergio Divina: l’ex senatore salviniano ha rotto con la Lega e si è presentato con una lista propria. Se il centrodestra che sostiene Fugatti, orfano anche di parte degli autonomisti, non supererà la soglia del 40%, facendo scattare il premio di maggioranza, il fuoriuscito potrebbe tornare in gioco per una poltrona di peso.
Il seggio di Berlusconi
Ieri e oggi al voto anche in Lombardia per le suppletive del Senato nel collegio Monza-Brianza, vacante dopo la morte di Silvio Berlusconi. Nessuno dei tre candidati con maggiori possibilità di successo, il radicale paladino dei diritti civili Marco Cappato per centrosinistra e M5S, l’ad del Monza Calcio amico fraterno del Cavaliere Adriano Galliani, il sindaco di Taormana Cateno De Luca, può votare in quanto non residenti nel Comune. Al seggio numero 4 di Arcore si è presentata invece la deputata azzurra Marta Fascina, ex compagna di Berlusconi, residente a villa San Martino, storica dimora del fondatore di FI che sorge a poche centinaia di metri dalla sezione elettorale.
La sfida a Foggia
Sempre oggi si conoscerà il nome del nuovo sindaco di Foggia o di chi si sfiderà al ballottaggio. Cinque in corsa nel capoluogo pugliese, alle urne assieme ad altri sette centri dopo quasi due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose: il centrosinistra unito a Foggia sostiene Maria Aida Episcopo, il centrodestra Raffaele Di Mauro.