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Il dossier FdI con i calciatori pro-Palestina: “Così l’Islam vuole colonizzarci usando il calcio”. Le bizzarre teorie della destra meloniana

Nicola Procaccini, europarlamentare e co-presidente di Ecr

 
Alla Camera lo studio sulle infiltrazioni a firma Ecr e Fratelli d’Italia. Procaccini: “I giocatori svolgono la funzione di influencer del mondo arabo e lo fanno talvolta in favore di Hamas”
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Nemmeno del calcio, per Fratelli d’Italia, ci si può fidare. Testimoni gli scontri politici e di piazza riguardo l’appoggio alla Palestina, supportato dal gruppo europeo dei Conservatori e dei Riformisti Europei, il partito di Giorgia Meloni mette in chiaro le cose con un dossier denominato “Islamball”. Al suo interno, all’analisi del settore, a motivare i timori si aggiunge la lista dei nomi dei calciatori che “hanno sostenuto apertamente la causa palestinese, anche con forme di fanatismo religioso, in relazione ai brutali attacchi di Hamas verso Israele”.

Promossa da Nicola Procaccini, europarlamentare e co-presidente di Ecr, la ricerca investe il mondo calcistico e la sua economia alla ricerca di infiltrazioni del mondo arabo. Una preoccupazione che, con la crescita di squadre in mano a sceicchi e loro società, ha avuto inizio in particolare con l’assegnazione dei mondiali al Qatar, ritenuta “una delle pagine più controverse e discutibili della vecchia Fifa e testimonianza “in…

Nemmeno del calcio, per Fratelli d’Italia, ci si può fidare. Testimoni gli scontri politici e di piazza riguardo l’appoggio alla Palestina, supportato dal gruppo europeo dei Conservatori e dei Riformisti Europei, il partito di Giorgia Meloni mette in chiaro le cose con un dossier denominato “Islamball”. Al suo interno, all’analisi del settore, a motivare i timori si aggiunge la lista dei nomi dei calciatori che “hanno sostenuto apertamente la causa palestinese, anche con forme di fanatismo religioso, in relazione ai brutali attacchi di Hamas verso Israele”.

Promossa da Nicola Procaccini, europarlamentare e co-presidente di Ecr, la ricerca investe il mondo calcistico e la sua economia alla ricerca di infiltrazioni del mondo arabo. Una preoccupazione che, con la crescita di squadre in mano a sceicchi e loro società, ha avuto inizio in particolare con l’assegnazione dei mondiali al Qatar, ritenuta “una delle pagine più controverse e discutibili della vecchia Fifa e testimonianza “in grande stile di quel processo di penetrazione in Europa e in occidente, in corso da anni, da parte dei principali stati islamici del mondo”.

L'appello del campione egiziano del Liverpool Salah: "Stop ai massacri, servono aiuti per Gaza"

Insomma, a dire di FdI, con un flusso di denaro in costante aumento, i paesi arabi operano un soft power che, secondo lo stesso Procaccini, “può rappresentare anche uno strumento tramite cui gli Stati musulmani, attraverso massicci investimenti, possono favorire l’islamizzazione dell’Europa stessa”. Un’ economia che però va ben oltre i soldi. “Il ritorno è nella diffusione geopolitica dell’Islam, anche quello più radicale, attraverso lo strumento più ‘internazionalpopolare’ che esista sulla faccia della Terra, il gioco del calcio. Comprare il mondo del calcio significa impossessarsi del più formidabile strumento geopolitico”, continua Procaccini.

A supporto della tesi, il partito segnala un documento pubblicato nel 2022 dai Fratelli Musulmani, organizzazione estremista nata in Egitto. Nella sua esposizione “spiega bene il processo di islamizzazione dell’occidente in corso” che, militarmente superiore, ne “rende improbabile il successo di una conquista militare. Si ricorre, quindi, ad altre forme di penetrazione nella società europea”.

A parlare di radicalizzazione, Fratelli d’Italia non manca di evidenziarne gli esempi, rappresentati in questo caso dai calciatori che hanno sostenuto la causa palestinese, “anche con forme di fanatismo religioso”. Si parte così dal giocatore dell’Arsenal Mohamed Elnedy fino ad arrivare a Riyad Mahrez, Nabil Fekir, Noussair Mazraoui, colpevoli di un post social di solidarietà al popolo di Gaza. Non mancano anche i casi più famosi di Mohamed Salah e Karim Benzema.

Nell’aula del Senato, il coro delle voci non è però unanime. Presente tra gli speaker, l’ex allenatore di Udinese e Inter Andrea Stramaccioni mette in guardia da conclusioni affrettate e avverte che “il tema è delicato e bisogna stare attenti”. “Io in Iran ho lavorato e ho visto tante cose che non sono come vengono raccontate. Il Medio Oriente ha fame di calcio, è un dato di fatto. In Iran lo sport è aggregazione”, prosegue Stramaccioni. “In Medio Oriente stanno investendo tanto e stanno portando via le eccellenze. Dico una cosa: io e mia moglie abbiamo quattro figli. L’unico posto in cui ha voluto partorire è Doha in Qatar, perché hanno le migliori ginecologhe”.

Per Procaccini i dubbi scompaiono alla vista degli ultimi anni. È nel 2021 infatti che ha origine la Carta degli Atleti Musulmani, testo ideato per evitare discriminazioni a danno dei calciatori. Un segnale che, secondo l'eurodeputato, deve in realtà far preoccupare. “Ricordo che mentre a Cristiano Ronaldo è stato vietato di farsi il segno della croce, Benzema può tranquillamente pregare Allah prima di entrare in campo. Una serie di calciatori svolge la funzione di influencer del mondo islamico e lo fanno talvolta in favore di Hamas, soffiando sul fuoco. Nulla è casuale. Si tratta di una strategia geopolitica che risponde a una logica, a un disegno egemonico. Questo va detto”.

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