Flop del “fenomeno” De Luca a Monza, il traino dei “terroni in Brianza” non funziona: “Ho scontato l’assenza, ma non mollo”. La caduta di Giovanardi Junior
di Matteo PucciarelliCateno De Luca
Cateno De Luca confidava in ben altro risultato, addirittura - se ne diceva convinto - una mirabolante doppia cifra. Invece per il vulcanico sindaco di Taormina i sogni di gloria sono perlomeno rimandati: la sfida-azzardo al collegio di Monza e Brianza finisce con un magro 1,76 per cento, 2.300 voti. Il fondatore di 'Sud con Nord' aveva puntato tutto sul voto meridionale, o perlomeno di origine, del territorio: aveva ricordato l'esperienza del papà emigrante per fare il muratore con la sua valigia di cartone, riempiendo anche un teatro cittadino. Tante pacche sulle spalle e diffusa simpatia, perlomeno per il coraggio, pochi voti. Né ha pagato in questo lembo di nord il suo collocamento fuori dagli schemi del centrodestra e del centrosinistra che nel 2022 aveva funzionato nella sua Sicilia, scippando ben due seggi alle Politiche alle coalizioni.
"Ovvio che mi aspettavo qualcosa in più, la campagna elettorale l'ho fatta con determinazione - spiega lui - Sicuramente abbiamo scontato l'as…
Cateno De Luca confidava in ben altro risultato, addirittura - se ne diceva convinto - una mirabolante doppia cifra. Invece per il vulcanico sindaco di Taormina i sogni di gloria sono perlomeno rimandati: la sfida-azzardo al collegio di Monza e Brianza finisce con un magro 1,76 per cento, 2.300 voti. Il fondatore di 'Sud con Nord' aveva puntato tutto sul voto meridionale, o perlomeno di origine, del territorio: aveva ricordato l'esperienza del papà emigrante per fare il muratore con la sua valigia di cartone, riempiendo anche un teatro cittadino. Tante pacche sulle spalle e diffusa simpatia, perlomeno per il coraggio, pochi voti. Né ha pagato in questo lembo di nord il suo collocamento fuori dagli schemi del centrodestra e del centrosinistra che nel 2022 aveva funzionato nella sua Sicilia, scippando ben due seggi alle Politiche alle coalizioni.
"Ovvio che mi aspettavo qualcosa in più, la campagna elettorale l'ho fatta con determinazione - spiega lui - Sicuramente abbiamo scontato l'assenza di una organizzazione territoriale, ma noi continueremo con la stessa perseveranza di sempre".
Il risultato di Monza a De Luca doveva servire da piccolo volano per le Europee: il suo movimento si muove in un'affollata area centrista, tra Carlo Calenda e Matteo Renzi, e la speranza era dimostrare che la sua figura fosse esportabile anche sul 'continente'. "Alle Europee ci si misura definitivamente, se io avessi il 2 per cento nel collegio nord-est e nord-ovest ci metterei la firma", dice sempre l'ex sindaco di Messina.
Anche per Daniele Giovanardi, fratello gemello del più noto Carlo, non è andata bene. L'ex direttore del pronto soccorso del Policlinico di Modena, oggi in pensione, due anni fa era stato sospeso dall'Ordine dei Medici perché non vaccinato. Correva per Democrazia sovrana popolare, una mini-coalizione a trazione rossobruna (ne fa parte anche il Partito comunista fondato da Marco Rizzo), risultato finale 1,43 per cento. La retorica contro banche, Europa, politicamente corretto e per la sovranità, che sui social ha un suo piccolo successo, non ha insomma funzionato nel mondo reale.
A sinistra, infine, da registrare nel collegio il 3,4 per cento di voto 'comunista', se si mettono insieme i risultati di Unione popolare (1,73) e Partito comunista italiano (1,65). Solo che, come da tradizione d'area, le due liste correvano in concorrenza.