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Mattarella dopo il flop dell’affluenza: “Preoccupante disimpegno elettorale”

Sergio Mattarella all'assemblea Anci a Genova

 (ansa)
Davanti ai sindaci riuniti a Genova per il convegno Anci, il capo dello Stato chiede di evitare “scorciatoie” che mettano in crisi la fiducia nelle istituzioni
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All’indomani dell’elezione di Adriano Galliani al Senato con uno sconfortante 19 per cento di votanti Sergio Mattarella lancia l’allarme “sulla preoccupante tendenza al disimpegno elettorale”.

Una disaffezione che si registra da un bel po’, ma che sta raggiungendo picchi preoccupanti. Il capo dello Stato ha parlato stasera a Genova, davanti ai tremila sindaci giunti da tutta Italia per l’annuale convegno dell’Anci. “I Comuni sono il primo banco di prova della vitalità di una democrazia e sarebbe un errore privilegiare scorciatoie su questo terreno”, ha ammonito. “Va perseguita con ostinazione la strada del sempre maggiore coinvolgimento dei cittadini, elemento certamente non secondario di legittimazione”. A cosa si riferisce precisamente? Il rimando è al dibattito parlamentare in corso per consentire ai sindaci di fare il terzo mandato (dodici anni invece che gli attuali otto), eliminare i ballottaggi nelle grandi città, abbassando al quaranta per cento la soglia per farsi eleggere. N…

All’indomani dell’elezione di Adriano Galliani al Senato con uno sconfortante 19 per cento di votanti Sergio Mattarella lancia l’allarme “sulla preoccupante tendenza al disimpegno elettorale”.

Una disaffezione che si registra da un bel po’, ma che sta raggiungendo picchi preoccupanti. Il capo dello Stato ha parlato stasera a Genova, davanti ai tremila sindaci giunti da tutta Italia per l’annuale convegno dell’Anci. “I Comuni sono il primo banco di prova della vitalità di una democrazia e sarebbe un errore privilegiare scorciatoie su questo terreno”, ha ammonito. “Va perseguita con ostinazione la strada del sempre maggiore coinvolgimento dei cittadini, elemento certamente non secondario di legittimazione”. A cosa si riferisce precisamente? Il rimando è al dibattito parlamentare in corso per consentire ai sindaci di fare il terzo mandato (dodici anni invece che gli attuali otto), eliminare i ballottaggi nelle grandi città, abbassando al quaranta per cento la soglia per farsi eleggere. Nella Regione Sicilia è già così.

A marzo la destra ci aveva provato, con un blitz, a cambiare le regole, affossando il doppio turno. La proposta poi è rientrata, ma non la tentazione, che rimane intatta. Ora il Capo dello Stato fa un discorso generale, come sempre, che esula dallo specifico parlamentare, ma il cui senso comunque è inequivoco: bisogna fare in modo che la gente avverta la fiducia nelle istituzioni, non abbassando la partecipazione e quindi qualità della democrazia. È di ieri l’iniziativa di Riccardo Magi, segretario di +Europa, di scrivere insieme alle opposizioni una lettera appello al capo dello Stato per denunciare “la degenerazione della decretazione d’urgenza”. Un andazzo che sta rendendo il Parlamento un passacarte delle decisioni assunte a palazzo Chigi. E il Pd ha preso un’analoga iniziativa, appellandosi ai presidenti delle Camere. Anche i decreti legge sono una scorciatoia.

L’intero discorso è un elogio dei sindaci, del loro stare sul territorio nell’azione concreta di ogni giorno. Sentinelle dei bisogni e delle fatiche di una comunità, perché “passa da qui la tenuta della coesione sociale e lo sviluppo dell’Italia”. I Comuni, con le loro esperienze, “sono la prefigurazione di ciò che, sovente, viene poi raccolto nella legislazione e in atti di governo” E perciò vanno ascoltati sul Pnrr. Mattarella lo ha definito “un’occasione storica per il Paese, con la mobilitazione di importi ingenti, addirittura superiori a quelli del provvidenziale e mitico Piano Marshall”, l’aiuto degli Usa che permise all’Italia di risollevarsi dopo una guerra rovinosa.

È poi tornato su tema che gli sta molto a cuore: quello del Paese-comunità. Anche i Comuni lo sono naturalmente. E non devono pensare di rinserrarsi nella chiusura delle “piccole patrie”, ma “fare rete”. È attraverso l’apertura che si vivifica la democrazia. “Le diversità sono un valore, ma “la pluralità richiede sempre collaborazione”, ha ricordato a chi pensa di imboccare le scorciatoie.

È stato l’ultimo discorso del mandato del presidente Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari. Che ha lasciato il palco commosso, citando Luigi Tenco. «Ciao amore, ciao».

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