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Sgarbi e le consulenze d’oro incompatibili con il suo ruolo da sottosegretario, lui replica: “Non è vietato, mica vivo sulla luna”

(ansa)
Il critico d’arte finitoal centro di polemiche per cachet ricevuti in barba alla legge in contemporanea con il suo ruolo pubblico. “Chi mi proibisce di fare il giurato di Miss Italia? Le conferenze su Caravaggio le ho fatte per una vita...", risponde
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"Ma un sottosegretario deve vivere sulla luna?", replica Vittorio Sgarbi. Il sottosegretario alla Cultura si è svegliato con una paginata del Fatto Quotidiano dal titolo 'Sgarbi, cachet d'oro in barba alla legge: 300 mila euro in 9 mesi'. La vicenda, raccontata da Thomas Mackinson, riguarda le consulenze del critico d'arte fatte nel 2023, in contemporanea con il proprio ruolo pubblico.

L'incompatibilità è prevista dall'articolo 2 della legge 215 del 20 luglio 2004, dove si dice che coloro che rivestono cariche di governo non possono "esercitare attività professionali e di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo".

La risposta di Sgarbi sta in un pronunciamento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato del 16 maggio 2023 dove si diceva che l'ente "ha ritenuto che, allo stato, non sussistano i presupposti per l’avvio di un procedimento di accertamento di eventuali situazioni di incompatibilità rilevanti ai sensi dell’art. 2, comma 1 della medesima legge".…

"Ma un sottosegretario deve vivere sulla luna?", replica Vittorio Sgarbi. Il sottosegretario alla Cultura si è svegliato con una paginata del Fatto Quotidiano dal titolo 'Sgarbi, cachet d'oro in barba alla legge: 300 mila euro in 9 mesi'. La vicenda, raccontata da Thomas Mackinson, riguarda le consulenze del critico d'arte fatte nel 2023, in contemporanea con il proprio ruolo pubblico.

L'incompatibilità è prevista dall'articolo 2 della legge 215 del 20 luglio 2004, dove si dice che coloro che rivestono cariche di governo non possono "esercitare attività professionali e di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo".

La risposta di Sgarbi sta in un pronunciamento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato del 16 maggio 2023 dove si diceva che l'ente "ha ritenuto che, allo stato, non sussistano i presupposti per l’avvio di un procedimento di accertamento di eventuali situazioni di incompatibilità rilevanti ai sensi dell’art. 2, comma 1 della medesima legge". Il sottosegretario aveva posto come possibili incompatibilità i suoi ruoli in Anci, in Fondazione Cavallini Sgarbi, in Rinascimento associazione culturale, della propria attività di giornalisti. Risolti con un sostanziale via libera dell'Autorità, di cui è segretario generale Guido Stazi.
"Non posso fare una conferenza? Chi mi proibisce di fare il giurato di Miss Italia? Qualcuno vuole vendicarsi di qualcosa che non so, il Fatto scrive sulla base di una segnalazione anonima fatta da qualcuno che ha violato la mia casella di posta", dice Sgarbi. Il quale si dice sereno nel non intravedere neanche questioni di opportunità: "Sono Sgarbi e sono diventato sottosegretario per questo, non il contrario. Le conferenze su Caravaggio le ho fatte per una vita...".

Dopodiché il Fatto ipotizza che una società di Nino Ippolito, portavoce del sottosegretario, funga da collettore per i cachet più o meno occulti di Sgarbi. "Su di lui non pende alcuna incompatibilità ed è sicuramente libero di rispondere a chi chiede la mia presenza ad eventi", chiosa. Forse la storia si chiude qui ma più probabilmente no, perché il Fatto promette almeno una seconda puntata.

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