Un anno di governo Meloni: 46 decreti legge, quasi 4 al mese. Ecco perché il Pd lancia l’allarme
di Stefano BaldoliniI numeri dopo un anno parlano chiaro. L’abuso della decretazione d’urgenza da parte del governo Meloni è un fatto e preoccupa le opposizioni che chiedono un intervento delle istituzioni. La capogruppo del Pd Chiara Braga parla di ”emergenza democrazia”. Insieme a Francesco Boccia, Braga ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Mentre il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, si è appellata alle altre opposizioni chiedendo di sottoscrivere la lettera mandata al presidente Sergio Mattarella.
Il problema è certificato dai numeri, forniti da Openpolis. In un anno di legislatura il governo in carica ha già varato 46 decreti legge. Una media monstre di 3,83 decreti al mese, lontana dai 3,2 decreti al mese del governo Draghi, dai 3,18 al mese del Conte II – il più contestato da Giorgia Meloni allora all’opposizione –, dai 2,8 del governo Letta e dai 2,4 di quello Monti. Mentre sotto la media dei due decreti ogni trenta giorni, si sono att…
I numeri dopo un anno parlano chiaro. L’abuso della decretazione d’urgenza da parte del governo Meloni è un fatto e preoccupa le opposizioni che chiedono un intervento delle istituzioni. La capogruppo del Pd Chiara Braga parla di ”emergenza democrazia”. Insieme a Francesco Boccia, Braga ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Mentre il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, si è appellata alle altre opposizioni chiedendo di sottoscrivere la lettera mandata al presidente Sergio Mattarella.
Il problema è certificato dai numeri, forniti da Openpolis. In un anno di legislatura il governo in carica ha già varato 46 decreti legge. Una media monstre di 3,83 decreti al mese, lontana dai 3,2 decreti al mese del governo Draghi, dai 3,18 al mese del Conte II – il più contestato da Giorgia Meloni allora all’opposizione –, dai 2,8 del governo Letta e dai 2,4 di quello Monti. Mentre sotto la media dei due decreti ogni trenta giorni, si sono attestati gli esecutivi guidati da Gentiloni, Renzi e Berlusconi.
Insomma, la produzione di decreti sfornata dai governi che si sono avvicendati negli ultimi 15 anni è decisamente più bassa rispetto a quella dell’attuale esecutivo. Una tendenza in costante aumento, mese dopo mese, e che ha visto come esordio proprio un decreto ‘bandiera’, come quello molto contestato sui rave party.
Il record negativo del governo Meloni restituisce la fotografia di un Parlamento che finisce per svolgere un ruolo subalterno all’esecutivo, ormai vero protagonista dell’azione legislativa. Basti pensare che (dati Openpolis) il 56 per cento dei provvedimenti divenuti legge nell’ultimo anno sono conversioni di decreti legge.
Con la spiacevole circostanza di un Parlamento svuotato e ingolfato di testi che poi dovranno essere convertiti in fretta e furia entro 60 giorni, pena la loro decadenza.
L’altro aspetto preoccupante è nella natura dei decreti stessi, che affrontano congiuntamente temi anche molto diversi tra loro. Si tratta dei cosiddetti “atti omnibus”. Questa pratica, molto comune anche prima dell’avvento del governo Meloni, è impropria quando parliamo dei decreti legge, così come ribadito da sentenze della Corte Costituzionale.