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Assolto dopo due anni di processo, il sindaco di Reggio Calabria Falcomatà: “Che la mia storia sia riflessione sulla legge Severino”

(ansa)
Sentenza ribaltata in Cassazione, il primo cittadino torna alla guida della città calabrese. “Sempre stato convinto delle nostre ragioni. La legge in vigore crea un limbo e priva la città del rappresentante eletto”
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“Ho sempre pensato di dovermi difendere nel processo e non dal processo, sono contento che sia stata riconosciuta la correttezza del nostro operato, ma continuare a pensare a quanto successo significherebbe rimanere nel passato e Reggio Calabria ha bisogno di andare avanti”. All’indomani della sentenza che lo riporta alla guida della città calabrese dello Stretto Giuseppe Falcomatà non sembra aver voglia di recriminazioni. Nella tarda serata di ieri, la Cassazione ha assolto lui e tutta la sua prima Giunta dalla condanna per abuso d’ufficio, dovuta a una pasticciata e rapidamente annullata delibera di assegnazione del Miramare, gioiellino liberty di proprietà del Comune, affidato in comodato d’uso a un’associazione cittadina.

Per l’accusa, altro non era che una contropartita per l’immobile che Falcomatà aveva potuto utilizzare a titolo gratuito come segreteria elettorale durante la campagna per le amministrative del 2014 e medesima lettura hanno dato i giudici di primo e secondo grado…

“Ho sempre pensato di dovermi difendere nel processo e non dal processo, sono contento che sia stata riconosciuta la correttezza del nostro operato, ma continuare a pensare a quanto successo significherebbe rimanere nel passato e Reggio Calabria ha bisogno di andare avanti”. All’indomani della sentenza che lo riporta alla guida della città calabrese dello Stretto Giuseppe Falcomatà non sembra aver voglia di recriminazioni. Nella tarda serata di ieri, la Cassazione ha assolto lui e tutta la sua prima Giunta dalla condanna per abuso d’ufficio, dovuta a una pasticciata e rapidamente annullata delibera di assegnazione del Miramare, gioiellino liberty di proprietà del Comune, affidato in comodato d’uso a un’associazione cittadina.

Per l’accusa, altro non era che una contropartita per l’immobile che Falcomatà aveva potuto utilizzare a titolo gratuito come segreteria elettorale durante la campagna per le amministrative del 2014 e medesima lettura hanno dato i giudici di primo e secondo grado. Al Palazzaccio il giudizio è stato ribaltato. Per gli ermellini quel reato non c’era, per questo hanno assolto il sindaco e tutti gli altri imputati, andando oltre la richiesta del procuratore generale che aveva chiesto di riconoscere la prescrizione della condanna. “Questa notte non ho dormito molto, facevo fatico a realizzare”.

Si aspettava un esito del genere?

“Chiaramente ero convinto delle nostre ragioni, ma ho sempre preferito non fare previsioni. Sono ovviamente contento perché l’assoluzione non lascia margine a dubbi”.

Da tempo i sindaci premono per una cancellazione per il reato di abuso d’ufficio, soprattutto in relazione alla Legge Severino.

“Spero che la mia vicenda porti degli spunti di riflessione. La legge Severino (che prevede l’immediata sospensione dei sindaci dopo condanne per reati legati alla pubblica amministrazione) di fatto crea un limbo, priva la città del suo rappresentante democraticamente eletto e la affida a facente funzioni, che per quanto espressione della medesima maggioranza, non sono la persona che i cittadini hanno scelto”.

All’atto pratico, questo che significa?

“La macchina amministrativa va avanti. Ma anche nell’interlocuzione con il governo o altre istituzioni, un sindaco espressione della volontà popolare ha un peso diverso. Mi ha fatto piacere ricevere oggi la solidarietà del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Credo che la collaborazione ai vari livelli di governo sia fondamentale a prescindere dal colore politico”.

C’è chi va oltre e chiede anche la cancellazione della legge che prevede lo scioglimento dei Comuni per mafia.

“Non vedo quali sarebbero le cose da cambiare o da migliorare. In ogni caso, le specifiche esperienze delle amministrazioni coinvolte possono contribuire al dibattito".

Torna sindaco dopo due anni di assenza. Da dove si riparte?

“Questa mattina sono stato all’assemblea dell’Anci, è stato bello sentire l’abbraccio dei colleghi. Rientrerò in città stasera e spero che per tutti questa sentenza sia un nuovo inizio. Ringrazio i facente funzioni che hanno portato avanti il lavoro in Comune e alla Città metropolitana, adesso bisognerà riprendere in mano tutti i dossier”.

Da quale si parte?

“Dovremo analizzarli, capire come sono le cose e procedere in fretta”.

Due anni di vita da semplice cittadino le hanno permesso di rendersi conto di qualcosa che da sindaco non vedeva?

“Certamente a ristabilire la lista di priorità. Si perde tanto tempo in riunioni neanche troppo produttive e la città non percepisce cosa si stia facendo. È importante mantenere la connessione sentimentale con il luogo che si amministra”.

Ha già idea di come fare per ricostruirla?

“Sinceramente non credo di averla mai persa e non solo perché in tanti non mi hanno mai fatto mancare supporto. Pur avendo smesso di esercitare le funzioni di sindaco, non ho mai smesso di sentirmi tale, cioè di preoccuparmi dei sogni, delle speranze e delle istanze che mi hanno affidato i cittadini che mi hanno eletto”.

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