Consulenze vietate, ora Sgarbi è in bilico. Decide Palazzo Chigi
di Antonio FraschillaVittorio Sgarbi e Gennaro Sangiuliano
(ansa)ROMA - Il dossier Vittorio Sgarbi finisce sul tavolo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’unica che potrebbe revocarlo da sottosegretario. Eventualità per nulla esclusa, sussurrano da Palazzo Chigi. La vicenda dei compensi “esterni” ricevuti dal critico d’arte durante il mandato istituzionale, circa 300 mila euro in parte fatturati attraverso la società del capo della sua segreteria, Nino Ippolito, non viene più derubricata a un ennesimo filone della “sgarbeide” tra provocazioni e polemiche. Sfiduciato via Fatto Quotidiano dal ministro Gennaro Sangiuliano, che ha presentato un esposto-segnalazione all’Autorità per la concorrenza che si occupa anche dei “conflitti di interesse” nel governo, Sgarbi con una Forza Italia debolissima rischia di diventare anche un ennesimo elemento dello scontro tra Meloni e la famiglia Berlusconi dopo il caso “Striscia la notizia contro Andrea Giambruno”, l’ormai ex compagno della premier.
Ma andiamo per ordine. Sgarbi nel 2023, secondo un doss…
ROMA - Il dossier Vittorio Sgarbi finisce sul tavolo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’unica che potrebbe revocarlo da sottosegretario. Eventualità per nulla esclusa, sussurrano da Palazzo Chigi. La vicenda dei compensi “esterni” ricevuti dal critico d’arte durante il mandato istituzionale, circa 300 mila euro in parte fatturati attraverso la società del capo della sua segreteria, Nino Ippolito, non viene più derubricata a un ennesimo filone della “sgarbeide” tra provocazioni e polemiche. Sfiduciato via Fatto Quotidiano dal ministro Gennaro Sangiuliano, che ha presentato un esposto-segnalazione all’Autorità per la concorrenza che si occupa anche dei “conflitti di interesse” nel governo, Sgarbi con una Forza Italia debolissima rischia di diventare anche un ennesimo elemento dello scontro tra Meloni e la famiglia Berlusconi dopo il caso “Striscia la notizia contro Andrea Giambruno”, l’ormai ex compagno della premier.
Ma andiamo per ordine. Sgarbi nel 2023, secondo un dossier che circola da giorni al ministero dei Beni culturali e pubblicato dal Fatto, ha ricevuto un compenso da 54 mila euro dal principe Domenico Antonio Pallavicino dopo un video del sottosegretario che chiede le dimissioni del sovrintendente di Genova reo di aver autorizzato un parcheggio davanti la dimora del nobile. E poi altri 257 mila euro per prestazioni varie: come giurato di Miss Italia, per conferenze di storia dell’arte e per altri interventi. In alcuni casi le prestazioni sono state fatturare dall’Ars srls, società del capo della sua segreteria. Dopo la segnalazione del ministro Sangiuliano, l’Agcm conferma: “Abbiamo avviato una nuova verifica, dopo quella già conclusa al momento della nomina del sottosegretario a Palazzo Chigi”.
L’Autorità ha pubblicato a giugno una relazione su tutti i componenti del governo e nel caso di Sgarbi non era stato rilevato alcun caso di “conflitto di interesse”. Ma la segnalazione dei nuovi compensi è recente: “Sono indignato, per me quel che fa è illegale”, ha detto il ministro Sangiuliano. Il ministero ha contestato anche alcune richieste di rimborso di Sgarbi.
Il sottosegretario ieri ha mandato al ministro un messaggio sul suo cellulare dove lo accusa, velatamente, di essere lui (Sangiuliano) ad aver chiesto rimborsi al ministero: “Che tu mi tenga a distanza è contraddetto dai tuoi abbracci — scrive — una conferenza, uno spettacolo o Miss Italia non hanno niente a che fare con l’attività del ministero. Io i pranzi li ho sempre pagati e non ho mai chiesto rimborsi. Pagandomi io la benzina con la mia automobile, come non credo neanche tu faccia”.
Ma su Sgarbi arriva anche un’altra grana: l’avviso di chiusura indagini della procura di Roma per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte per 715mila euro. I magistrati contestano a Sgarbi di aver acquisito un dipinto all’asta di Vittorio Zecchin facendo figurare la fidanzata Sabrina Colle come acquirente e con denaro di una terza persona (Corrado Sforza Fogliani, avvocato cassazionista e banchiere): con l’intento, appunto, di mettere l’opera al riparo dal Fisco. Sgarbi a Repubblica risponde: “Sangiuliano ha detto alla mia compagna Colle di non aver mai rilasciato alcuna intervista al Fatto. Riguardo all’indagine della procura, io non ho partecipato all’asta. Una cosa deve essere chiara: io non mi dimetto”. Sangiuliano però ribadisce la linea: “Da tre giorni non lo sento e non gli mando messaggi”.
Da Palazzo Chigi fanno sapere che “non appena Meloni potrà, si occuperà della vicenda Sgarb”. E i bene informati dicono che se ne occuperà a breve e potrebbe revocare l’incarico in attesa di sviluppi sia sui compensi sia sull’indagine della procura di Roma.