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Meloni: “Nessun problema con alleati e Mediaset”. Confusione sui tempi della manovra, la premier: “In arrivo”, Salvini: “Chiusa”

Mulè (FI): “Saranno presentati emendamenti, non è sabotaggio”. Tajani smentisce il leader leghista. Sgarbi? “Aspettiamo Antitrust”, precisa la presidente del Consiglio
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"Non ho problemi né con Salvini né con Tajani né con Mediaset. Con Mediaset il governo ha dei rapporti che si hanno con una grande azienda". La premier Giorgia Meloni nel punto stampa a Bruxelles prova a fare chiarezza dopo giorni intensi, iniziati con il caso Giambruno (il compagno giornalista di Rete4 lasciato via social dove essere finito in alcuni fuorionda imbarazzanti di Striscia la notizia), continuati con i sospetti sulla famiglia Berlusconi e Forza Italia e le tensioni con la Lega.

Meloni mette subito in chiaro quando precisato ieri in tarda serata: "Non è stata prevista alcuna norma per il prelievo dei conti correnti, non è prevista nella legge di bilancio". Il dietrofront dopo l’altolà della Lega portato avanti dal vice segretario Andrea Crippa (“Andare a fare i prelievi forzosi nei conti correnti non è nei nostri valori e nei nostri principi”). Ora sembra esserci confusione sui tempi. Sulla manovra "vi sconsiglio di rincorrere le bozze, perché di bozze ce ne sono tante. St…

"Non ho problemi né con Salvini né con Tajani né con Mediaset. Con Mediaset il governo ha dei rapporti che si hanno con una grande azienda". La premier Giorgia Meloni nel punto stampa a Bruxelles prova a fare chiarezza dopo giorni intensi, iniziati con il caso Giambruno (il compagno giornalista di Rete4 lasciato via social dove essere finito in alcuni fuorionda imbarazzanti di Striscia la notizia), continuati con i sospetti sulla famiglia Berlusconi e Forza Italia e le tensioni con la Lega.

Meloni mette subito in chiaro quando precisato ieri in tarda serata: "Non è stata prevista alcuna norma per il prelievo dei conti correnti, non è prevista nella legge di bilancio". Il dietrofront dopo l’altolà della Lega portato avanti dal vice segretario Andrea Crippa (“Andare a fare i prelievi forzosi nei conti correnti non è nei nostri valori e nei nostri principi”). Ora sembra esserci confusione sui tempi. Sulla manovra "vi sconsiglio di rincorrere le bozze, perché di bozze ce ne sono tante. Stiamo lavorando bene, in dirittura di arrivo", ha aggiunto. Quasi pronta, dunque. Ma per il vicepremier Matteo Salvini la legge di bilancio “è stata chiusa tra stanotte e stamattina, abbiamo dormito un pochino di meno perché il momento è complicato”. Una dichiarazione a cui, a poche ore di distanza, seguono le parole del leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Non abbiamo ancora chiuso la legge di bilancio. Spero lo si possa fare presto”, scrive sui social, per poi aggiungere: “È indispensabile che in Parlamento arrivi un buon testo. Tutto ciò è indispensabile per votare, senza emendamenti, in tempi rapidi”. Qualcosa non torna.

Chi la dice chiusa e chi in arrivo. E chi apre agli emendamenti nonostante la blindatura della premier. Il forzista Giorgio Mulè alla trasmissione "L'Attimo fuggente" su Radio Giornale Radio commenta: “Gli emendamenti saranno presentati: non c'è nulla di male, non si tratta di sabotare la manovra”, riferisce il deputato. Dal fronte berlusconiano, Mulè parla senza mezzi termini. “Meloni ha detto che non ci saranno emendamenti alla manovra? Alcuni saranno indifferibili, se non necessari, se alla lettura definitiva della manovra che è in arrivo ci dovessero essere dei punti da correggere”.

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Oltre alla manovra, la maggioranza è scossa anche dal caso delle deleghe al sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi. "So che il ministro Gennaro Sangiuliano ha inviato" la documentazione "all'antitrust, aspettiamo e valuteremo nel merito", commenta la premier sempre da Bruxelles.

L’opposizione intanto chiama in causa il capo dello Stato Sergio Mattarella. “Signor presidente della Repubblica, siamo costretti a rivolgerci a lei per evidenziarle la gravità di quanto sta accadendo in queste ore nel dibattito politico italiano – scrivono in una lettera Matteo Renzi e i membri di Italia Viva – Abbiamo il diritto di avere un testo che sia approvato dai ministri in sede formale e non modificato dalla presidente del Consiglio con un tweet. Ove non vi fosse un nuovo passaggio dal Consiglio dei Ministri a nostro avviso saremmo in presenza di una gravissima violazione costituzionale e parlamentare”.

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