Visita bipartisan ai Big Tech, da Google a Meta: "Sull'AI la politica non arrivi in ritardo"
di Massimo BasileNEW YORK – “Da questo viaggio abbiamo capito due cose: l’intelligenza artificiale può fare davvero tutto, però la buona notizia è che c’è consapevolezza sulle opportunità e i rischi della tecnologia. La politica non dovrà farsi trovare impreparata come è successo con i social”. Anna Ascani, vicepresidente della Camera, parla a Repubblica in attesa del volo di ritorno dagli Stati Uniti. Insieme, tra gli altri, con le deputate Ilaria Cavo (Noi moderati - Italia al centro) e Maria Rosaria Tassinari (Forza Italia), Ascani (Pd), ha guidato la delegazione del Comitato per la documentazione della Camera in visita a Seattle e San Francisco per incontrare i Big Tech e capire a che punto siamo con la sfida dell’intelligenza artificiale, algoritmi, ChatGpt.
Tra lunedì e giovedi quattro giorni di incontri ad alto livello, dal campus di Microsoft a Amazon, da Salesforce a OpenAI, all’Italian innovation and culture hub-Innovit di San Francisco, da Meta a Google ai ricercatori e professori di Stanfo…
NEW YORK – “Da questo viaggio abbiamo capito due cose: l’intelligenza artificiale può fare davvero tutto, però la buona notizia è che c’è consapevolezza sulle opportunità e i rischi della tecnologia. La politica non dovrà farsi trovare impreparata come è successo con i social”. Anna Ascani, vicepresidente della Camera, parla a Repubblica in attesa del volo di ritorno dagli Stati Uniti. Insieme, tra gli altri, con le deputate Ilaria Cavo (Noi moderati - Italia al centro) e Maria Rosaria Tassinari (Forza Italia), Ascani (Pd), ha guidato la delegazione del Comitato per la documentazione della Camera in visita a Seattle e San Francisco per incontrare i Big Tech e capire a che punto siamo con la sfida dell’intelligenza artificiale, algoritmi, ChatGpt.
Tra lunedì e giovedi quattro giorni di incontri ad alto livello, dal campus di Microsoft a Amazon, da Salesforce a OpenAI, all’Italian innovation and culture hub-Innovit di San Francisco, da Meta a Google ai ricercatori e professori di Stanford e della North America Foundation. Obiettivo: indicare al Parlamento il trend della tecnologia e le linee guida dei Big Tech, per costruire una rete legislativa che accompagni e non si faccia travolgere dalla tecnologia. “Il giudizio sulla missione - spiega Ascani - è estremamente positivo. E’ stato molto utile ascoltare la voce di chi si occupa di intelligenza artificiale in termini di opportunità e di rischio. Abbiamo visto che tutti sono consapevoli dei rischi, ascoltano le questioni che la politica pone”.
Tutela della privacy, copyright, dati personali, ma anche tecnologia applicata alla salute, al miglioramento delle condizioni di lavoro, della qualità delle cure mediche. “Nei nostri incontri a Seattle e San Francisco - continua - abbiamo avuto l’impressione che vadano velocissimi. L’ultima visita è stata fatta a Meta. Oltre alla questione etica, abbiamo parlato di applicativi legati alla democrazia deliberativa. Ci possono essere risvolti distopici, ma vanno affrontati e regolamentati”.
Il tema dell’etica è emerso in tutti gli incontri. “A Stanford - spiega la vicepresidente della Camera - abbiamo incontrato anche professori italiani. Si può fare praticamente tutto con l’intelligenza artificiale, tutto dipende dalla capacità computazionale ma si arriverà a scenari a portata di mano, a portata di calcolo”. Il punto è come regolamentare qualcosa che corre così velocemente. “Bisogna stare attenti - spiega - a stabilire regole per non fermare l’innovazione, nessuno vuole fermare il vento con le mani. Le regole sono sempre state viste come impiccio, ma c’è molta attenzione, vediamo un’uniformità almeno nell’area del G7. Non c’è rifiuto alle regole”.
La delegazione farà un report nel quale le parlamentari indicheranno come si sta affrontando la nuova sfida, quali sono le linee seguite dalle grandi compagnie americane. “Ma anche - aggiunge Ascani - capire cosa l’Italia possa fare. E’ importante stare sul pezzo. Il nostro compito è se e come sperimentare le applicazioni nell’ambito delle istituzioni”. Il Congresso americano lo sta facendo, forse il primo nel mondo, e le Big Tech stanno collaborando. Ma resta l’invasione di nuovi video e messaggi facilmente realizzabili dall’intelligenza artificiale. “Se non interveniamo su quei contenuti - spiega - con, per esempio, didascalie per spiegare che si tratta di elaborazioni artificiali, è un problema. Ma parlare con queste persone mi ha reso ottimista. Spero che nel prossimo G7 si parli di questo, anche al G7 dei parlamenti si parli di principi condivisi. La politica non può arrivare dopo come nei social, ma la buona notizia è che c’è una preoccupazione condivisa, qualcosa che va oltre i partiti”.
L’obiettivo è “rendere più efficienti le democrazie”, senza creare “isole” staccate dal progresso. Resta un problema di sicurezza. “Gran parte di queste compagnie - spiega Ascani - sono americane, cinesi e di altri Paesi, e questo comporta un aumento dei rischi, per esempio come le infrastrutture vengono davvero utilizzate. La cybersecurity è ormai ovunque, non c’è più separazione tra ciò che tocchiamo e ciò che non tocchiamo. Ma bisognerà farsi trovare pronti”. Uno degli incontri più intensi, spiega la vicepresidente, è stato all’università di Stanford. “A un professore abbiamo chiesto fin dove possa arrivare l’intelligenza artificiale e la sua risposta è stata: tutto quello che puoi immaginare è possibile”. Dipenderà da quanto diventeremo veloci nel calcolare. “Un bambino che è in grado di immaginare un universo - sottolinea Ascani - e una volta lo disegnava, ora quell’universo sarà il posto dove vivrà. E per questo servono regole”.