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“No al logo di Israele”. Il forfait di Zerocalcare divide il Lucca Comics

Michele Rech, alias Zerocalcare

 (ansa)
Il popolare disegnatore diserta l’evento: “Quel simbolo ora è un problema”. Gli organizzatori: “Non ci danneggia. Qui si sta insieme nelle differenze”
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LUCCA - Pertini, Israele e adesso Zerocalcare. Risultato: post, comunicati, diplomazie editoriali, uffici stampa in fibrillazione. Da quando è nato nel 1966 il Lucca Comics and Games mai aveva vissuto una vigilia così agitata. Ma tant’è, sulla storica fiera internazionale del fumetto sembra essersi abbattuta la tempesta perfetta. Tempesta “politica”. Che forse avrà pure l’effetto di moltiplicarne il già numeroso pubblico (più di 260mila i biglietti venduti finora), o chissà. A far deflagrare il tutto, dopo giorni di polemiche per il no dell’amministrazione comunale di destra-centro all’intitolazione di una strada o una piazza all’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini, è arrivato ieri il caso Zerocalcare.

Il fumettista romano a Lucca non ci sarà. Ha dato forfait spiegando con un post che “il patrocinio dell’ambasciata israeliana al Comics per me rappresenta un problema”. Scrive l’artista: “In questo momento in cui a Gaza sono incastrate due milioni di persone che non sanno nemm…

LUCCA - Pertini, Israele e adesso Zerocalcare. Risultato: post, comunicati, diplomazie editoriali, uffici stampa in fibrillazione. Da quando è nato nel 1966 il Lucca Comics and Games mai aveva vissuto una vigilia così agitata. Ma tant’è, sulla storica fiera internazionale del fumetto sembra essersi abbattuta la tempesta perfetta. Tempesta “politica”. Che forse avrà pure l’effetto di moltiplicarne il già numeroso pubblico (più di 260mila i biglietti venduti finora), o chissà. A far deflagrare il tutto, dopo giorni di polemiche per il no dell’amministrazione comunale di destra-centro all’intitolazione di una strada o una piazza all’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini, è arrivato ieri il caso Zerocalcare.

Il fumettista romano a Lucca non ci sarà. Ha dato forfait spiegando con un post che “il patrocinio dell’ambasciata israeliana al Comics per me rappresenta un problema”. Scrive l’artista: “In questo momento in cui a Gaza sono incastrate due milioni di persone che non sanno nemmeno se saranno vive il giorno dopo (…) venire a festeggiare lì dentro rappresenta un corto circuito che non riesco a gestire”. “Lì dentro” significa una manifestazione che ha ricevuto il patrocinio, appunto, dell’Ambasciata d’Israele in Italia. Un patrocinio concesso a primavera — spiega Emanuele Vietina, direttore di Lucca Comics & Game — “come riconoscimento culturale per il nostro progetto che ha coinvolto due artisti noti e apprezzati nel mondo, i gemelli israeliani Asaf e Tomer Hanuka, ai quali abbiamo affidato l’immagine della 57ma edizione del festival; un’edizione imperniata sul Together, all’insegna di quei valori che da sempre ci guidano: rispetto, comunità, inclusione e partecipazione”.

Ricostruiamo. Tra la concessione del patrocinio (non oneroso) e la rinuncia di Zerocalcare il mondo ha assistito a due eventi drammatici: prima l’atroce blitz dei terroristi di Hamas; poi la risposta devastante dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza in corso in queste ore. È proprio la controffensiva decisa da Netanyahu ad aver spinto Zerocalcare a tirarsi fuori dal LC&G. “Lo so che quello sul manifesto è solo un simbolo, ma quel simbolo per molte persone a me care rappresenta in questo momento la paura di non vedere il sole sorgere domattina e le macerie sotto cui sono sepolti i propri cari», ha scritto, precisando: «Da parte mia non c’è nessuna lezione o giudizio morale verso chi andrà a Lucca (…); soprattutto non è una contestazione alla presenza dei due autori del poster Asaf e Tomer Hanuka”.

Quali effetti avrà, se ne avrà, il rifiuto di Zerocalcare, fumettista da 1,5 milioni di follower? “Al momento non c’è nessun’altra defezione”, spiega ancora Vietina. E sul no-grazie di Zerocalcare aggiunge: “Rispettiamo le scelte personali e le opinioni di tutti, siamo da sempre un luogo dove è possibile stare insieme nelle differenze». Il direttore di LC&G non ritiene inoltre che “il gesto di un autore possa danneggiare una manifestazione”. Chi invece critica apertamente il fumettista romano è il collega Igort (direttore di Linus e della casa editrice Oblomov). “Così è semplificare, è tagliare con l’accetta. Io sono per portare il dibattito e per contrapporre un’analisi profonda a un pensiero semplificato. Così come la Palestina non è Hamas, così Israele non è Netanyahu. Anzi: il miglior alleato di Hamas è proprio Netanyahu con la sua politica estremista e aggressiva”.

Che Comics sarà? “I nostri autori — una decina — ci saranno tutti — dice ancora Igort — Il pianeta del fumetto è un mondo strano: pensi che al pubblico di Linus le copertine che piacciono meno sono quelle politiche. Il punto è che siamo in una stagione di dibattiti da stadio, di polarizzazione. Non vorrei che adesso qualcuno pensasse che un autore che va al Comics stia dalla parte di Netanyahu. Sarebbe folle”.

A quattro giorni dall’apertura il direttore Vietina dice che “fare cultura è sempre un atto politico”. Già. Dopodiché nel festival la politica non era mai “entrata”. Il caso Israele-Zerocalcare, certo. E gli sviluppi del caso Pertini. A tagliare il nastro di LC&G 2023 ci saranno il sindaco Mario Pardini e l’assessora alla cultura Mia Pisano, ex CasaPound, autrice di post nostalgici (“dux mea lux”, “onore ai camerati caduti”, “viale Benito Mussolini”). Il veto su Pertini è arrivato anche da lei. Su questo una risposta all’amministrazione parte dal Comics. Il 4 novembre ci sarà un incontro (programmato da tempo) dedicato al volume “Pertini” disegnato dal grande Andrea “Paz” Pazienza.

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