Codice della strada, le opposizioni chiedono il limite di velocità a 30km/h in città. La replica di Salvini: “Autovelox e zone 30 ovunque non sono la soluzione”
di Giovanna VitaleLimite di velocità a 30 chilometri orari nei centri urbani per fermare la strage quotidiana di pedoni, ciclisti e centauri, soprattutto giovani, che funesta le nostre città. E introduzione di una gerarchia di responsabilità, come accade nella legislazione inglese: per i conducenti dei veicoli che per massa e potenza possono causare danni maggiori in caso di collisione le pene saranno più aspre. È quanto prevede la proposta di legge presentata dai partiti di opposizione, anche stavolta uniti, per modificare il Codice della Strada appena ridisegnato dal governo e ora all’esame della commissione Trasporti della Camera.
Il testo, primo firmatario il dem Roberto Morassut, parte dalla “urgenza” di stoppare quella che secondo l’Istat “è la prima causa di morte nei giovani tra 15 e 29 anni”. In media, ogni giorno sulle strade italiane perdono la vita quasi 9 persone e più di 500 restano gravemente ferite. Solo nel 2021, sono stati 566 i ragazzi coinvolti in incidenti con esito fatale, a cui s…
Limite di velocità a 30 chilometri orari nei centri urbani per fermare la strage quotidiana di pedoni, ciclisti e centauri, soprattutto giovani, che funesta le nostre città. E introduzione di una gerarchia di responsabilità, come accade nella legislazione inglese: per i conducenti dei veicoli che per massa e potenza possono causare danni maggiori in caso di collisione le pene saranno più aspre. È quanto prevede la proposta di legge presentata dai partiti di opposizione, anche stavolta uniti, per modificare il Codice della Strada appena ridisegnato dal governo e ora all’esame della commissione Trasporti della Camera.
Il testo, primo firmatario il dem Roberto Morassut, parte dalla “urgenza” di stoppare quella che secondo l’Istat “è la prima causa di morte nei giovani tra 15 e 29 anni”. In media, ogni giorno sulle strade italiane perdono la vita quasi 9 persone e più di 500 restano gravemente ferite. Solo nel 2021, sono stati 566 i ragazzi coinvolti in incidenti con esito fatale, a cui si sono aggiunti oltre 60mila giovani feriti. Settantatré volte su 100 si verificano nei centri urbani, dove si verifica il 55% dei casi mortali, dovuti - “è statisticamente accettato” - a eccesso di velocità, mancata precedenza ai pedoni sugli attraversamenti e guida distratta.
È il motivo per cui si rende “necessario un provvedimento generale” in grado di ridurre i pericoli, abbassando il limite di velocità. “A livello scientifico - si legge infatti nella proposta presentata da Pd, M5S, Azione, Iv, +Europa e Avs - è stata stabilita come regola quella dei 30 chilometri orari perché questo è un limite che, senza rallentare la circolazione, diminuisce drasticamente le percentuali di rischio di mortalità”, che così diventa “praticamente residuale: avviene soltanto in meno del 10% dei casi” poiché “l’impatto equivale a una caduta dal primo piano, mentre già a 50 chilometri orari la collisione coincide con una caduta dal terzo piano e la probabilità di incidente mortale cresce oltre il 50%”.
Ma non c’è solo la statistica da considerare. Bisogna guardare anche alle buone pratiche adottate oltreconfine, dove la riduzione diffusa della velocità in ambito urbano, ha dimezzato le morti per incidenti gravi. La conferma arriverebbe da “alcune esperienze già attuate e collaudate in Europa, dove sono state introdotte le “città 30”, da Grenoble in Francia a Graz in Austria, alla città metropolitana di Bruxelles in Belgio, o in Scozia” si legge ancora nel testo della minoranza.
A Edimburgo, ad esempio, il limite di velocità di 30 chilometri orari ha ridotto del 40% il numero degli incidenti e del 33% quello dei feriti. A Bruxelles dopo un anno dall’entrata in vigore del provvedimento, nel gennaio 2021, gli incidenti sono calati del 28% e il numero di morti e dei feriti gravi si è dimezzato. Mentre “sulle strade italiane si registrano un morto ogni tre ore e un ferito ogni 2,5 minuti e il 50% delle vittime sono pedoni e ciclisti”.
Da qui la necessità di intervenire con una legge che imponga il limite dei 30 km orari nei centri abitati, salvo che sulle strade classificate ad alto scorrimento dove il limite può restare a 50; rafforzi i controlli e l’uso delle tecnologie per vigilare sul rispetto delle regole di comportamento in strada; istituisca massicce campagne di educazione, informazione e comunicazione rivolte alla popolazione e a tutti gli utenti della strada.
La replica di Salvini
"Salvare vite è il mio obiettivo, e aggiornare un Codice della Strada che risale agli anni Novanta ne è la prova. Non penso sia una soluzione obbligare tutti ad andare a 30 all'ora in tutta la città, tassare i lavoratori che circolano in auto o in furgone, o riempire le strade di autovelox indiscriminati per fare cassa". Lo afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.