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La proposta della Lega contro i blocchi stradali degli ambientalisti: da 6 mesi a 3 anni di reclusione e arresto in flagranza

La proposta della Lega contro i blocchi stradali degli ambientalisti: da 6 mesi a 3 anni di reclusione e arresto in flagranza
(ansa)

A disposizione del prefetto il ricorso al Daspo urbano. Sul modello del decreto Sangiuliano contro l’imbrattamento dei monumenti, il Carroccio propone nuovi aumenti di pene

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Dalla rabbia degli automobilisti il governo è passato ai fatti. Da 6 mesi a 3 anni di reclusione per chi, dall’asfalto alle ferrovie, impedisce la circolazione ai mezzi. È questo l’aumento di pena che un progetto di legge a firma del leghista Gianangelo Bof chiede di introdurre e che, dopo i musei, sbarra la strada alle proteste degli ecologisti.

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“Abbiamo già assistito a tristi scene di sedicenti gruppi attivisti ambientalisti ed ecologisti che impediscono, spesso con il proprio corpo, la mobilità, soprattutto nelle ore di punta, provocando un grande disagio fra gli automobilisti”, dichiara Bof. Contro gli “eco-vandali” ci aveva già pensato Fratelli d’Italia attraverso una proposta poi confluita nel decreto avanzato dallo stesso ministro della Cultura Sangiuliano. Con una legge a firma del meloniano Marco Lisei, l’esecutivo ha indirizzato l’attenzione sull’imbrattamento di monumenti e opere d’arte, per cui viene chiesta una multa da 600 a 1000 euro e una reclusione da 6 mesi a 3 anni. Di fronte al maggiore rischio, gli ecologisti hanno così concentrato le attività lungo le strade cittadine. Un cambiamento di strategia che alla Lega non è sfuggito.

All’innalzamento delle pene, proprio come la proposta di Lisei, si accosta il ricorso al Daspo urbano. “Uno strumento aggiuntivo, per provare a essere più efficaci contro questo tipo di condotte che destano allarme sociale”, lo definiva un anno fa il meloniano. Parere unanime del leghista Bof che descrive l’attuale provvedimento come “Una soluzione di buon senso a tutela di chi la mattina si alza per andare al lavoro”.

Di fronte alla catena umana di attivisti, spesso legata da catene, corde o anche lucchetti per impedirne la rottura, la proposta del deputato leghista chiarisce alle forze dell’ordine cosa fare. Ai dubbi il testo sostituisce l’obbligo di arresto in flagranza.

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Dopo l’addio ai luoghi culturali, dagli Uffizi al Senato, le strade hanno accolto le proteste degli ambientalisti non senza polemiche. È qualche giorno fa che, lungo le vie veronesi, le lamentele si sono trasformate in aggressione. La fila di attivisti è stata trasportata con forza da automobilisti e passanti, molti dei quali giovani e adolescenti, fino al bordo della carreggiata. “Voi bloccate la strada”, urla uno di loro agli ecologisti. “E perché arriviamo a fare questo secondo te?”, replica una ragazza. Una domanda la cui risposta, dopo la nuova proposta di legge, ha un costo ancora più salato.

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