Prescrizione, scontro su violenza sessuale e revenge porn. Avs: “Bocciato nostro emendamento per allungare scadenza”
di Liana MilellaIl ministro della Giustizia, Carlo Nordio
(ansa)ROMA - La nuova prescrizione Costa-Nordio taglia il traguardo della commissione Giustizia della Camera. Ma le polemiche sono come sempre durissime tra maggioranza e opposizione. Quelle di M5S che, con Valentina D’Orso, già denuncia come “il governo sta mettendo a rischio i fondi del Pnrr per il nostro Paese", come ha scritto Repubblica, e quelle inaspettate di Alleanza Verdi e Sinistra che, con Devis Dori, lancia l’allarme sui reati di genere. “Con un emendamento avevamo proposto di raddoppiare i tempi per la violenza sessuale singola e di gruppo e il revenge porn, ma incredibilmente la maggioranza ce li ha bocciati”. Ma dal Senato la presidente della commissione Giustizia, nonché la responsabile per questo settore della Lega Giulia Bongiorno ribatte che proprio per la violenza sessuale è già previsto un termine di prescrizione raddoppiato nell’articolo 157 del codice penale. Replica Dori che però il testo della prescrizione riguarda un altro articolo, il 161, e quei reati lì non ci s…
ROMA - La nuova prescrizione Costa-Nordio taglia il traguardo della commissione Giustizia della Camera. Ma le polemiche sono come sempre durissime tra maggioranza e opposizione. Quelle di M5S che, con Valentina D’Orso, già denuncia come “il governo sta mettendo a rischio i fondi del Pnrr per il nostro Paese", come ha scritto Repubblica, e quelle inaspettate di Alleanza Verdi e Sinistra che, con Devis Dori, lancia l’allarme sui reati di genere. “Con un emendamento avevamo proposto di raddoppiare i tempi per la violenza sessuale singola e di gruppo e il revenge porn, ma incredibilmente la maggioranza ce li ha bocciati”. Ma dal Senato la presidente della commissione Giustizia, nonché la responsabile per questo settore della Lega Giulia Bongiorno ribatte che proprio per la violenza sessuale è già previsto un termine di prescrizione raddoppiato nell’articolo 157 del codice penale. Replica Dori che però il testo della prescrizione riguarda un altro articolo, il 161, e quei reati lì non ci sono. Il che potrebbe anche far sorgere una futura contestazione.
Tant’è. Questa non è che l’ultima polemica sulla nuova prescrizione licenziata dal Guardasigilli Carlo Nordio che in corner è intervenuto su una proposta tutta parlamentare - quattro disegni di legge iniziali (Azione per prima, seguita da Forza Italia, Lega e FdI) - e che proprio nella commissione Giustizia della Camera aveva visto le trattative e gli accordi nella maggioranza. Le prime indiscrezioni sembravano far prevalere la proposta del vice presidente berlusconiano della commissione Giustizia Pietro Pittalis con un ritorno secco alla prescrizione reato per reato, disciplinata dalla legge ex Cirielli del 2005. Poi ecco emergere un’altra soluzione, quella del vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto con una prescrizione che doveva “correre” fino al termine del processo d’Appello per fermarsi solo in Cassazione, dove però si prescrive ormai solo l’1% dei processi perché vige la regola della corsia preferenziale proprio per quelli che possono andare in fumo.
E siamo all’ultima soluzione, un ritorno alla legge dell’ex Guardasigilli Andrea Orlando, ma con i rintocchi previsti dall’ex presidente della Consulta Giorgio Lattanzi, una prescrizione che per i soli condannati - quindi una doppia corsia - si ferma per 24 mesi in Appello e per 12 in Cassazione, ma riparte e recupera il tempo sospeso se dalla condanna si passa all’assoluzione. Proposta pienamente accolta dal relatore Enrico Costa che l’aveva già prevista anche se con il ritocco secco alla sola Orlando. Ma avversata dal Pd convinto che sia un errore - come ha detto la responsabile Giustizia Debora Serracchiani - cambiare la prescrizione quattro volte in cinque anni, con un passo indietro rispetto alla soluzione della improcedibilità della ex ministra Marta Cartabia che, secondo il suo ex consigliere giuridico Gian Luigi Gatta, “sta già dando i suoi frutti”. Al punto che la Commissione europea dovrebbe intervenire per contestare la soluzione italiana che mette a rischio i 2,3 miliardi per la giustizia.
E proprio qui è durissima la polemica di M5S. Valentina D’Orso manda un “avviso ai naviganti” perché “grazie al governo Meloni, nei processi penali torneranno in pompa magna tutte le tecniche dilatorie per allungare i tempi. Altro che giustizia più veloce”. E ancora sulle conseguenze sul Pnrr: “Negli anni in cui dobbiamo conquistare i fondi già assegnati è una follia mettere mano alla prescrizione, gli uffici giudiziari saranno costretti a riconteggiare i termini per migliaia di fascicoli e a riorganizzare il lavoro”.
Critiche del tutto disattese, perché la maggioranza, forte anche del pieno sostegno di Azione, è andata avanti e lunedì prossimo il testo sarà in aula alla Camera per la discussione generale. Questa sarebbe la prima legge sulla giustizia del nuovo governo che avrà un impatto generale. Criticata decisamente da tutti i magistrati, avversata dall’opposizione. Una legge che il Guardasigilli Nordio ha di fatto lasciato all’iniziativa parlamentare, con un intervento finale durato poche ore. Ma che Costa di Azione vanta: “Votata nella notte la nuova legge sulla prescrizione. Respinti gli emendamenti M5s per quintuplicare i termini di alcuni reati o per rendere imprescrittibile l'abuso d'ufficio”.
Un testo smilzo che adesso vede anche lo scontro sui reati di genere. Spiega Devis Dori, capogruppo di Avs in commissione Giustizia: “Nel testo della maggioranza sono stati aggiunti alcuni reati connessi alla violenza sulle donne, tra cui lesioni personali e stalking, prolungando di fatto per questi reati i termini per la prescrizione. Se questa previsione non è solo una bandierina politica, allora sarebbe stato coerente inserire anche altri reati come la violenza sessuale singola e di gruppo e il revenge porn. Ma, incredibilmente, la maggioranza ha bocciato stanotte il nostro emendamento”. Ma dal Senato Giulia Bongiorno non vede il problema perché spiega che “l’articolo 157 del codice penale sulla prescrizione già raddoppia il termine per quei reati, quindi non era necessario alcun nuovo intervento anche in questo testo”. Ma Dori insiste e ripresenterà lo stesso emendamento in aula. Perché sostiene che, nel nuovo testo dove si cita invece l’articolo 161 sugli “effetti della prescrizione e della interruzione”, proprio quei tre reati dovevano essere previsti ed inseriti.