✕

La Russa: “Si torni a votare se il premier eletto cade. Il Colle avrà ancora poteri”

(ansa)
Colloquio con il presidente del Senato: “Nella riforma il meccanismo anti-ribaltone non mi convince. Non ho parlato con Meloni ma so che concorda”
3 minuti di lettura

ROMA — Il pranzo, frugale, prevede yogurt magro e mezzo bicchiere d’acqua. Il contesto, informale, è il bancone della buvette del Senato. Con Ignazio La Russa ragioniamo però di riforme costituzionali, anche se con una premessa: “Parlo a titolo personale, non ho ovviamente partecipato alla stesura del testo”. Ma quello che dice è destinato a influenzare il dibattito.

Fosse per lui, la legge costituzionale andrebbe scritta con una correzione determinante: “Voglio essere sincero, io toglierei quel meccanismo che prevede che, una volta caduto un premier, possa nascere un altro governo con un altro presidente del Consiglio, a patto di essere sostenuto da chi ha votato almeno una volta la fiducia al precedente esecutivo”.

È un sistema che non lo convince: “Mi sembra arzigogolato. Se devi fare l’elezione diretta del premier, allora meglio farla fino in fondo. La mia opinione è che sarebbe meglio - oltre che più chiaro, più comprensibile anche di fronte ai cittadini - dire: se il premie…

ROMA — Il pranzo, frugale, prevede yogurt magro e mezzo bicchiere d’acqua. Il contesto, informale, è il bancone della buvette del Senato. Con Ignazio La Russa ragioniamo però di riforme costituzionali, anche se con una premessa: “Parlo a titolo personale, non ho ovviamente partecipato alla stesura del testo”. Ma quello che dice è destinato a influenzare il dibattito.

Fosse per lui, la legge costituzionale andrebbe scritta con una correzione determinante: “Voglio essere sincero, io toglierei quel meccanismo che prevede che, una volta caduto un premier, possa nascere un altro governo con un altro presidente del Consiglio, a patto di essere sostenuto da chi ha votato almeno una volta la fiducia al precedente esecutivo”.

È un sistema che non lo convince: “Mi sembra arzigogolato. Se devi fare l’elezione diretta del premier, allora meglio farla fino in fondo. La mia opinione è che sarebbe meglio - oltre che più chiaro, più comprensibile anche di fronte ai cittadini - dire: se il premier si dimette o viene sfiduciato, si torna al voto”. E dunque: premierato durissimo e nessuna sfiducia costruttiva, ma un meccanismo che per certi versi ricorda il sindaco d’Italia. “Sì, ci assomiglia”.

A Palazzo Madama circolano pochi senatori. È l’ora del caffè. La Russa ripulisce per bene il barattolino col cucchiaino. Passa Francesco Boccia, i due si salutano calorosamente. Poi il presidente del Senato riprende i suoi ragionamenti sul dossier più caldo di politica interna. Non teme di parlarne: “Dico solo quello che penso”. Premette: “La riforma mi piace”. Ribadisce, una volta di più: “È solo la mia opinione”. Certo, aggiunge, “sono sempre stato l’esperto di riforme costituzionali nei partiti in cui ho militato, ma stavolta per il ruolo che ricopro non me ne sono occupato. Ho però sentito Casellati per farmi spiegare la riforma”.

Il suo parere comunque conta, soprattutto per Giorgia Meloni. E dunque, il presidente del Senato non è convinto della discussa norma anti-ribaltone: “Non mi piace, la cambierei, la renderei più comprensibile”. Gli chiediamo allora: la premier condivide questa linea? “Non ne ho parlato con lei. So però che la pensa così in generale, diciamo storicamente, perché di queste cose dibattiamo da molti anni”.

C’è però un gigantesco nodo politico, che si incrocia con la presidenza della Repubblica. Il ruolo del Capo dello Stato, secondo molti, esce pesantemente ridimensionato dalla riforma. Basti pensare che diversi tra gli ultimi presidenti del Consiglio non avrebbero avuto i titoli per essere scelti dal Colle: non Matteo Renzi, che era sindaco, non Mario Monti e neanche Mario Draghi. “Magari però, sapendolo, si sarebbero potuti candidare”. E comunque, compito della politica è guardare oltre, avanti: “Per questo da ragazzo leggevo libri di fantascienza, ad esempio Asimov. Serviva a immaginare cosa viene dopo, il mondo che verrà”. In ogni caso, aggiunge, chi ricopre il ruolo di presidente della Repubblica mantiene prerogative che La Russa giudica importanti: “Non è vero che c’è una grave compressione, anzi: dovete ricordare che mantiene il potere più importante, quello di controfirmare le leggi. È il primo parere costituzionale sulle leggi”.

E poi c’è la politica. Secondo il presidente del Senato, la proposta del centrodestra rappresenta già un compromesso: “È la cosa meno invasiva possibile. Bisogna ricordare che le alternative sono quelle che abbiamo sempre sostenuto, e cioè: semipresidenzialismo alla francese o presidenzialismo americano. Altrimenti meno di questo sapete cosa c’è? C’è che non facciamo niente”.

Non per questo, La Russa ritiene chiusa la partita parlamentare. Né impossibile il dialogo tra maggioranza e opposizioni. Anche perché senza il sostegno dei due terzi, la destra di governo dovrà affrontare il referendum. Un passaggio sempre rischioso: “Penso che si dovrà lavorare per fare qualche concessione alle Camere. Certo, senza stravolgere il testo, ma per coinvolgere le opposizioni, condividere il più possibile, allargare il perimetro del consenso. Per mia parte, farò di tutto per favorire questo processo. Se poi non sarà possibile, si andrà avanti. Ma io lavorerò affinché accada”.

Gli ultimi minuti sono per un aneddoto. Ci sono sempre di mezzo le riforme. Gli viene in mente quando qualcuno ironizza su chi, nella maggioranza, abbia realmente visionato un testo costituzionale che non è ancora chiuso. “Trent’anni fa io e Gasparri eravamo le sentinelle di Pinuccio Tatarella. Lavoravamo al Mattarellum. Facevamo spesso notte in commissione. Trattative serrate, in particolare con Sergio Mattarella, padre di quella legge elettorale. Lui e Tatarella si stimavano, anni dopo l’attuale Capo dello Stato venne anche a un ricordo di Pinuccio. Quando finalmente riuscimmo a chiudere un’intesa su quel testo, Pinuccio venne da me e Maurizio, ci prese sottobraccio e disse: ‘È fatta, c’è l’accordo! Adesso, finalmente, posso leggermi questa legge!’”.

Leggi i commenti