Scherzo telefonico a Meloni, Iv: “Dilettantismo imbarazzante”. Pd: “Come in Totòtruffa”. Conte: “Emersi fatti gravi”
di Stefano BaldoliniRimbalza in Italia e diventa un caso politico lo scherzo telefonico perpetrato da due comici russi ai danni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha parlato con un fantomatico presidente della Commissione dell'Unione Africana rivelatosi poi un fake. Anche perché la premier parla esplicitamente di “stanchezza” rispetto al conflitto russo ucraino nel colloquio postato su una piattaforma online canadese e ripreso dall'agenzia russa Ria Novosti. Il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, ha riferito di aver parlato al telefono col sottosegretario Alfredo Mantovano: “È prioritario agire affinché simili circostanze non si ripetano in futuro”, ha affermato.
Il governo prova a raccontare la sua versione. Per il sottosegretario di FdI all'Attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari, dietro la 'trappola' ci sarebbe il nervosismo e la “disperazione” di Mosca per l'andamento della guerra in Ucraina. “Giorgia Meloni non cade nella trappola dei propagandisti russi e conferma la linea italiana di sostegno all’Ucraina e di rispetto del diritto internazionale", aggiunge Fazzolari. Mentre per il capogruppo FdI alla Camera Tommaso Foti, la premier “non è caduta nella trappola dell’impostore”. Infatti, “pur tratta in inganno, ha ribadito la linea dell’esecutivo”. “Chi voleva creare un caso diplomatico ha sbagliato bersaglio”, conclude.
Anche Palazzo Chigi evidenzia come "nonostante le provocazioni" la premier abbia confermato nella telefonata "il pieno sostegno all'Ucraina" e le politiche italiane di contrasto all'immigrazione illegale. "L'ufficio del consigliere diplomatico del presidente del Consiglio dei ministri si rammarica per essere stato tratto in inganno da un impostore che si è spacciato per il presidente della commissione dell'Unione africana”, continua la nota.
Scherzo telefonico a Meloni sull'Ucraina dice: "Ho alcune idee, sto aspettando il momento"
Non la pensano così dalle opposizioni. Il capogruppo al Senato di Iv Enrico Borghi chiede le dimissioni dei responsabili e parla di “dilettantismo” e “superficialità” in quel di palazzo Chigi. “Che vergogna!”, tuona il verde Angelo Bonelli, che aggiunge: “Sembra l’inizio di una barzelletta...”.
Sarcastico anche il deputato dem Enzo Amendola: “Mi sembrava di averla già sentita questa storia", posta sui social, linkando una clip di 'Totòtruffa62', in cui Totò si finge ‘ambasciatore del Catonga’. Per il senatore Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri, "in una fase delicata come questa, di instabilità nel quadro internazionale, serve la massima cautela nel verificare gli interlocutori con cui parla la presidente del Consiglio”.
“Non c’è troppo da scherzare”, dichiara Riccardo Magi (+Eu), “chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza delle comunicazioni del nostro presidente del Consiglio ha esposto il Paese a un grave pericolo oltre che al ridicolo”. Anche per il leader M5S Giuseppe Conte, Meloni “ha parlato della nostra politica estera e di altri dossier delicati con due comici russi. Sono emersi fatti molto gravi". E il Movimento annuncia un’interrogazione parlamentare.
Scherzo telefonico a Meloni, Conte: "Parla dell'Ucraina dicendo il contrario di quanto ha riferito in Aula"
Il deputato Pd ed ex Ministro del Lavoro Andrea Orlando commenta invece le dichiarazioni di Fazzolari: “La pezza è peggio del buco – dice –. Ci si aspetterebbero provvedimenti conseguenti. No, arriva una nota del sottosegretario Fazzolari nella quale si spiega che siccome Putin è in difficoltà nella guerra con l’Ucraina ricorre a questi mezzi. Sciocchi noi che pensavamo che le difficoltà di Putin potessero tradursi in una ulteriore escalation militare”. Parla di “figuraccia” l’ex premier Matteo Renzi (“Meloni deve farsi aiutare. Se questo è il livello della sua squadra, proprio non ci siamo”) e sottolinea: “Meloni dice che nessuno ascolta le sue proposte e che altri leader neanche le rispondono. Se è vero, è segno di debolezza. Se non è vero, peggio mi sento”.