Luigi Nave (M5S): “Io vittima di un doppio tentativo di rapina in pochi minuti, salvato dal tesserino rosso del Senato. Meloni, la sicurezza a Napoli dov’è?”
di Antonio FraschillaLuigi Nave,senatore 5Stelle e componente della commissione parlamentare Antimafia
Il senatore salvato dal tesserino di Palazzo Madama due volte in pochi minuti: “Mi hanno puntato la pistola, a quel punto ho urlato “sono un parlamentare”, gli ho fatto vedere il tesserino rosso del Senato e sono scappati. Ho fatto altre due chilometri e di nuovo, un’altra tentata rapina e mi ha salvato ancora una volta il tesserino rosso da senatore. Ma a Napoli che sta succedendo?”. Luigi Nave, componente per i 5 stelle della commissione parlamentare Antimafia, è passato dalla teoria alla pratica in pochi minuti. Utilizzando il tesserino come uno scudo dai superpoteri contro la manovalanza delle mafie.
Senatore, il Senato in fondo l’ha salvata anche a distanza diciamo.
“Guardi, io sono di Villaricca (paese della cintura di Napoli, ndr) e stavo tornando a casa dopo aver fatto una visita istituzionale con la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo prima a Caivano e poi al carcere minorile di Nisida. Ho 52 anni, vivo da queste parti da sempre, e mai mi era capitata una r…
Il senatore salvato dal tesserino di Palazzo Madama due volte in pochi minuti: “Mi hanno puntato la pistola, a quel punto ho urlato “sono un parlamentare”, gli ho fatto vedere il tesserino rosso del Senato e sono scappati. Ho fatto altre due chilometri e di nuovo, un’altra tentata rapina e mi ha salvato ancora una volta il tesserino rosso da senatore. Ma a Napoli che sta succedendo?”. Luigi Nave, componente per i 5 stelle della commissione parlamentare Antimafia, è passato dalla teoria alla pratica in pochi minuti. Utilizzando il tesserino come uno scudo dai superpoteri contro la manovalanza delle mafie.
Senatore, il Senato in fondo l’ha salvata anche a distanza diciamo.
“Guardi, io sono di Villaricca (paese della cintura di Napoli, ndr) e stavo tornando a casa dopo aver fatto una visita istituzionale con la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo prima a Caivano e poi al carcere minorile di Nisida. Ho 52 anni, vivo da queste parti da sempre, e mai mi era capitata una rapina a mano armata. Invece è accaduto l’altro giorno per ben due volte consecutive e con soggetti diversi”.
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Ma era con un’auto di servizio del Senato in dotazione all’Antimafia?
“No, no, ero con la mia auto, una Mercedes: ma ci tengo a precisare vecchia di sette anni eh. Forse hanno visto l’auto ed essendo io in giacca e cravatta hanno pensato di puntarmi. Tornando dal carcere di Nisida verso Villaricca dove abito mi sono trovato imbottigliato due volte nel traffico e ho capito che in quei tratti stradali accade spesso di essere rapinati”.
Un senatore dell’Antimafia rapinato sarebbe stata una notizia.
“Quando hanno battuto sul finestrino con la pistola chiedendomi soldi gli ho detto che non avevo il portafoglio. Ma solo il portadocumenti del Senato con all’interno la tessera rossa. Appena l’hanno vista sono scappati, forse pensavano fossi anche un componente delle forze dell’ordine. Ho chiamato il 112 segnalando l’accaduto. Poi li ho richiamati, al 112, segnalando un nuovo tentativo di rapina. Pensavano dal centralino a uno scherzo, invece era tutto vero: sono senatore e mi hanno rapinato, o quasi, due volte”.
Ma cosa sta accadendo a Napoli e dintorni?
“Non lo so, so solo che se a distanza di pochi minuti accadono queste cose vuol dire che il fenomeno è ancora più ampio delle statistiche”.
Cosa pensa di fare?
“Sono un componente dell’Antimafia ed è un dovere mio porre delle domande e avere delle risposte: chiederò al prefetto un incontro. Se il governo Meloni si riempie la bocca di ‘maggiore sicurezza’ mi chiedo dove e come questa sicurezza venga garantita. Qui sembra un far west”.