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Premierato, la bozza domani in Cdm: confermata norma anti-ribaltone. Meloni: “La riforma va di pari passo con l'autonomia”

Premierato, la bozza domani in Cdm: confermata norma anti-ribaltone. Meloni: “La riforma va di pari passo con l'autonomia”

Se il premier cade, c’è la possibilità di riprovare a ricostruire la maggioranza o con lo stesso premier o con un altro esponente della stessa maggioranza

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Il premierato con la norma anti ribaltone è confermato nella bozza del Disegno di legge costituzionale per l''Introduzione dell'elezione popolare diretta del presidente del Consiglio dei Ministri e razionalizzazione del rapporto di fiducia' – visionata dall'Adnkronos - presentata lunedì in riunione di maggioranza, domani attesa in Consiglio dei ministri. La riforma prevede in caso di 'caduta' del premier eletto dal popolo la possibilità di riprovare a ricostruire la maggioranza o con lo stesso premier o comunque con un altro esponente della stessa maggioranza scelta dai cittadini con il voto. E solo in caso di tentativi falliti, dunque, il ritorno alle urne.

La bozza sul premierato

La bozza del disegno di legge costituzionale sul premierato caro al centrodestra è domani attesa in Consiglio dei ministri, insieme a un decreto per il 'piano Mattei'. “Il presidente del Consiglio è eletto a suffragio universale e diretto, in unico turno, per la durata di cinque anni. Le votazioni per l'elezione del presidente del Consiglio e delle Camere avvengono tramite un'unica scheda elettorale", riporta ancora la bozza visionata dall'Adnkronos. Viene esclusa poi la possibilità per il presidente della Repubblica di sciogliere una sola delle due Camere. E ci sarebbe anche lo stop alla nomina di nuovi senatori a vita, fatta eccezione per i presidenti della Repubblica che terminano l'incarico.

Premierato e autonomia

“L'autonomia differenziata cammina di pari passo con il premierato, le due cose si tengono insieme”. A sancire il legame tra le due riforme è la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel libro di Bruno Vespa 'Il rancore e la speranza’, in uscita mercoledì prossimo, l’8 novembre.

Dialogando con il giornalista della Rai, la leader di Fratelli d’Italia sostiene che la riforma dell’autonomia è soprattutto una questione di poteri ed equilibri. “Oggi il grande vulnus è dato dal fatto che le regioni hanno un'autorevolezza e una stabilità che mancano al governo centrale, perché il presidente del Consiglio non è eletto direttamente. Se vuoi dare ulteriori poteri alle regioni virtuose – continua la premier - devi avere i giusti contrappesi. Noi potremo trasferire altre risorse e competenze nel rapporto bilaterale con le regioni che lo meritano, a patto di non togliere nulla alle altre. Perciò è indispensabile stabilire la soglia dei servizi essenziali sotto la quale nessuna regione può andare”.

A battersi contro la riforma in prima fila si piazzano le regioni del Sud. Un dettaglio prevedibile secondo Giorgia Meloni. “Non mi stupisce - risponde la presidente del Consiglio - che le prime a scagliarsi (contro l’autonomia, ndr) siano quelle in fondo alla classifica della capacità di spendere i fondi europei di coesione”.

Tajani: “Premierato non toccherà il ruolo del capo dello Stato”

A preoccupare è soprattutto il futuro ruolo riservato al presidente della Repubblica, che da arbitro assume così il semplice ruolo di notaio. Uno stravolgimento su cui, in collegamento alla trasmissione di Rai Radio1 ’Ping Pong’, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto fare chiarezza. “Sono convinto che la riforma andrà a segno, è un grande sogno di Berlusconi dal '95. Non verrà toccata dalla proposta elaborata dal ministro Casellati assolutamente qualsiasi prerogativa del presidente della Repubblica, avremo soltanto governi più stabili, con un presidente del Consiglio scelto dai cittadini”.

Decreto per Piano Mattei

Costruire "un nuovo partenariato tra Italia e Stati del Continente africano”. È questo l'obiettivo messo nero su bianco nell’altra bozza che sta circolando in queste ore che riguarda il piano Mattei, un decreto legge in sette articoli che istituisce tra le altre cose un'apposita cabina di regia, presieduta dal presidente del Consiglio e composta dal ministro degli Esteri (vicepresidente), dagli altri ministri, dal presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, da Cassa depositi e prestiti e Sace. Il piano - come si legge - ha durata quadriennale e può essere aggiornato anche prima della scadenza.

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