Rai, scatta l’emergenza per il crollo di ascolti. De Girolamo a rischio
di Giovanna VitaleNunzia De Girolamo
ROMA – Nervi a fior di pelle, volti scuri, tensione alle stelle. Dopo l’inchiesta di Repubblica sul crollo degli ascolti e il sorpasso di Mediaset, nel quartier generale Rai si è scatenato l’inferno. Di buon mattino i vertici nominati dal governo Meloni hanno prima incontrato la neo-direttrice del marketing, Roberta Lucca, per fare il punto sul palinsesto autunnale che sembra far acqua da ogni parte. Quindi, è partita una girandola di riunioni con i vari responsabili dei Generi — da Paolo Corsini (Approfondimenti) ad Angelo Mellone (Day time) fino al capo dell’Intrattenimento Marcello Ciannamea — per analizzare le trasmissioni più problematiche e studiare le contromisure.
Il confronto si è concentrato, in particolare, sul pessimo andamento di Avanti Popolo, il talk di Nunzia De Girolamo su Rai3, che forse mangerà il panettone ma difficilmente supererà Capodanno; sulle deludenti performance di Mara Venier a Domenica In e di Caterina Balivo su Rai1; sui flop collezionati da Rai2 — Pino …
ROMA – Nervi a fior di pelle, volti scuri, tensione alle stelle. Dopo l’inchiesta di Repubblica sul crollo degli ascolti e il sorpasso di Mediaset, nel quartier generale Rai si è scatenato l’inferno. Di buon mattino i vertici nominati dal governo Meloni hanno prima incontrato la neo-direttrice del marketing, Roberta Lucca, per fare il punto sul palinsesto autunnale che sembra far acqua da ogni parte. Quindi, è partita una girandola di riunioni con i vari responsabili dei Generi — da Paolo Corsini (Approfondimenti) ad Angelo Mellone (Day time) fino al capo dell’Intrattenimento Marcello Ciannamea — per analizzare le trasmissioni più problematiche e studiare le contromisure.
Il confronto si è concentrato, in particolare, sul pessimo andamento di Avanti Popolo, il talk di Nunzia De Girolamo su Rai3, che forse mangerà il panettone ma difficilmente supererà Capodanno; sulle deludenti performance di Mara Venier a Domenica In e di Caterina Balivo su Rai1; sui flop collezionati da Rai2 — Pino Insegno, Max Giusti e Bianca Guaccero — che neppure i risultati di Francesca Fagnani e Alessia Marcuzzi sono riusciti a compensare. E dire che, nei piani dell’ad Roberto Sergio e del dg Rossi, proprio la rete cadetta infarcita di nuovi format e volti sovranisti avrebbe dovuto bilanciare il preventivato calo della terza rete, orfana di big come Fazio, Annunziata, Gramellini e Berlinguer.
Segno che — nonostante la lunga nota con cui l’ufficio stampa Rai tenta un’impresa impossibile: smentire l’Auditel — anche a Viale Mazzini è scattato l’allarme rosso. Con il solito gioco delle tre carte, ossia proponendo un paragone non fra i gruppi editoriali nel loro complesso, bensì soltanto fra alcuni canali, i comunicatori del servizio pubblico sostengono che “rispetto a quanto riportato da alcuni organi di stampa in maniera distorta, le tre reti generaliste Rai — dal primo al 28 ottobre — hanno fatto registrare il 31,2 di share in prima serata e il 29,6 nell’intera giornata, rispettivamente con un +5,5 e un +3,1% rispetto alle tre generaliste Mediaset”.
Peccato che la Rai di canali ne abbia 13 e che il quadro disegnato dallo Studio Frasi, riportato da Repubblica, proponeva un confronto sull’intero perimetro delle due media company e per un tempo più lungo, durante il quale si è registrato il sorpasso della principale emittente privata sulla Tv di Stato. Dati ribaditi dalla medesima società indipendente di analisi dei media: “Lo Studio Frasi conferma che in queste prime sette settimane della stagione televisiva la Rai ha prodotto meno ascolti di Mediaset sia nel giorno medio che in prima serata, mentre così non è stato negli stessi giorni della scorsa stagione. La Rai inoltre registra meno ascolti di Mediaset in sette delle otto fasce orarie in cui è suddivisa la giornata Auditel”.
Ancora: “Lo Studio Frasi conferma che, a parità di fascia oraria, tutti i programmi citati da Repubblica producono ascolti inferiori a quelli realizzati lo stesso periodo dello scorso anno. Conferma che in questi primi 52 giorni della stagione televisiva, il Tg1 della sera perde più spettatori dei contemporanei Tg5 (-415.299 vs -232.762) e TgLa7, unico a guadagnare ascolti (+93.332). Conferma che il Tg2 della sera registra il -17,4% (pari a - 224.670 spettatori) sullo stesso periodo dell’anno scorso. In percentuale si tratta della peggiore performance di tutti i telegiornali della sera”.
Una debacle che infiamma la politica e agita il Cda. Nella prossima riunione, la consigliera in quota Pd Francesca Bria chiederà una verifica sul crollo dell’audience. Mentre dem e Avs pretendono l’immediata convocazione in Vigilanza dei vertici Rai che “sembrano voler mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi”. Nel frattempo, il Tg1 delle 20 ieri ha dedicato un ampio servizio all’intervista al Papa trasmessa in edizione speciale la sera precedente: 21,7 lo share totalizzato, pari a 5,3 milioni di spettatori. Peccato che Fabio Fazio, quando nel 2022 ospitò per primo Francesco su Rai3, fece molto di più: 6,7 milioni di spettatori e il 25,4 di share, con picchi del 32,3. Allora però nessuno lo glorificò, come invece fa TeleMeloni oggi, per coprire la Caporetto degli ascolti.