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Manovra, bloccati quasi 3 miliardi di euro per i decreti attuativi “fantasma”: 42 in attesa di approvazione dalla scorsa legge di bilancio

Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti

 
Sono 164 i provvedimenti in sospeso, 65 solo al ministero dell’Ambiente. Per ritardi, vincono i ministeri dei leghisti Giorgetti e Salvini. Il caso del ‘bonus psicologo’
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Pronta la legge di bilancio, ora, a impegnare governo e ministeri saranno i decreti attuativi, le norme che stanziano definitivamente i finanziamenti. Al governo Meloni però l’anno è trascorso più veloce del previsto e, manovra alla mano, a mancare della scorsa legge di bilancio sono ancora 42 decreti. Per un totale di poco meno di 3 miliardi in stand by.

Secondo uno studio di Openpolis, sarebbero 164 i decreti non ancora pubblicati. Di questi, sui 115 totali della misura, 42 i quesiti relativi alla sola legge di bilancio dell’anno scorso. Al primo posto della classifica dell’inefficienza il ministero dell’Ambiente, con 65 decreti mancanti su 138. A seguire il ministero dell’Economia e quello dell’Infrastrutture, entrambi tra Giorgetti e Salvini a trazione leghista.

A pochi passi di distanza dalle risorse scarse dell’attuale manovra, la precedente attende ancora il suo turno. Più di 2 miliardi contenuti nella legge risultano al momento bloccati nei dicasteri, in attesa dei passag…

Pronta la legge di bilancio, ora, a impegnare governo e ministeri saranno i decreti attuativi, le norme che stanziano definitivamente i finanziamenti. Al governo Meloni però l’anno è trascorso più veloce del previsto e, manovra alla mano, a mancare della scorsa legge di bilancio sono ancora 42 decreti. Per un totale di poco meno di 3 miliardi in stand by.

Secondo uno studio di Openpolis, sarebbero 164 i decreti non ancora pubblicati. Di questi, sui 115 totali della misura, 42 i quesiti relativi alla sola legge di bilancio dell’anno scorso. Al primo posto della classifica dell’inefficienza il ministero dell’Ambiente, con 65 decreti mancanti su 138. A seguire il ministero dell’Economia e quello dell’Infrastrutture, entrambi tra Giorgetti e Salvini a trazione leghista.

A pochi passi di distanza dalle risorse scarse dell’attuale manovra, la precedente attende ancora il suo turno. Più di 2 miliardi contenuti nella legge risultano al momento bloccati nei dicasteri, in attesa dei passaggi canonici tra regioni e conferenze. Sulla tabella di marcia i ritardi però si accumulano. Atteso per il 3 febbraio, 219 milioni del ministero dell’Economia aspettano il decreto per la copertura dell’esenzione del pagamento dell'Imu sull'immobile occupato. Previsto per la stessa data anche lo sblocco di 65 milioni per “la cessione gratuita di materiale informatico nell’ambito di manifestazioni a premi, per le esigenze di istituzioni scolastiche e di asili nido”.

Dal ministero delle Infrastrutture ancora nessuna “Indicazione delle tratte da finanziare per il potenziamento, riqualificazione e adeguamento della SS 4 Salaria” e 380 milioni riposano nelle casse dello stato. Incassati più di sei mesi di ritardo rispetto alle scadenze, anche i 200 milioni per le indicazioni “delle tratte relative alla realizzazione del nuovo asse viario Sibari Catanzaro della SS 106 Jonica da finanziare” devono attendere.

Con l’addio alla 18app, la scorsa legge di bilancio ne introduce la versione presentata dal governo, la Carta della cultura e la Carta del merito. Delle sovvenzioni, previste l’una secondo l’Isee e l’altra i voti dello studente, dei soldi necessari non c’è ancora traccia. Sette mesi oltre il limite di legge, i portagli dei giovani dovranno attendere per il 380 milioni promessi dal ministro Sangiuliano. A sommarsi alle richieste delle nuove generazioni, seppur reso strutturale, ai 5 milioni per il bonus psicologo il ministro della Salute Orazio Schillaci non ha ancora messo mano.

“Sono passati 10 mesi, ancora niente. Eppure la salute mentale dovrebbe essere una priorità per tutti, a prescindere dalle bandiere e dalle tribù. Non pare così per il governo”, commenta Filippo Sensi, senatore del Partito Democratico e firmatario di un’interrogazione sul tema. “E i decreti attuativi della riforma sulla disabilità? e sulla non autosufficienza? e i soldi chiesti dalle regioni e dal ministro sulla sanità?”, si chiede anche la deputata di Azione Elena Bonetti. Un dubbio che, con l’arrivo della nuova legge di bilancio, rischia di aspettare ancora a lungo una risposta.

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