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Piano Mattei per l’Africa, sulla cabina di regia la spunta la Farnesina

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Il Cdm istituisce la governance per coordinare aiuti e rapporti. Per il coordinamento della struttura il nome del diplomatico Alfredo Conte
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ROMA – Dopo la pessima figura a Palazzo Chigi sulla vicenda dei comici russi che hanno beffato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni fingendosi rappresentanti dell’Unione Africana, sul Piano Mattei la Farnesina, attraverso l’ala delle Feluche, ha messo le cose in chiaro: “A guidare la struttura di missione, sebbene incardinata a Palazzo Chigi, devono essere diplomatici esperti e in chiaro raccordo con il ministero degli Esteri”. Messaggio ribadito anche dal ministro Antonio Tajani, che dovrà guidare la Cabina di regia che sovrintende la struttura di missione burocratica: ha ingoiato il passaggio del decreto approvato in Consiglio dei ministri che prevede che la guidi su “delega della presidente del Consiglio”, ma ha voluto margini per nominare la struttura di supporto.

Alla Farnesina circolano già i primi nomi di chi potrebbe essere mandato a Chigi per guidare il Piano Mattei: in pole Alfredo Conte, già coordinatore al ministero di Tajani degli studi sul piano Mattei “in coordina…

ROMA – Dopo la pessima figura a Palazzo Chigi sulla vicenda dei comici russi che hanno beffato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni fingendosi rappresentanti dell’Unione Africana, sul Piano Mattei la Farnesina, attraverso l’ala delle Feluche, ha messo le cose in chiaro: “A guidare la struttura di missione, sebbene incardinata a Palazzo Chigi, devono essere diplomatici esperti e in chiaro raccordo con il ministero degli Esteri”. Messaggio ribadito anche dal ministro Antonio Tajani, che dovrà guidare la Cabina di regia che sovrintende la struttura di missione burocratica: ha ingoiato il passaggio del decreto approvato in Consiglio dei ministri che prevede che la guidi su “delega della presidente del Consiglio”, ma ha voluto margini per nominare la struttura di supporto.

Alla Farnesina circolano già i primi nomi di chi potrebbe essere mandato a Chigi per guidare il Piano Mattei: in pole Alfredo Conte, già coordinatore al ministero di Tajani degli studi sul piano Mattei “in coordinamento con Palazzo Chigi”. Sulla carta una figura ideale. Ma nel palazzo circola anche il nome di Giuseppe Mistretta, alla direzione generale Mondializzazione e questioni globali con delega a diversi paesi africani.

Di certo la struttura di missione, che avrà anche due dirigenti in comando da Palazzo Chigi e dal ministero degli Esteri, sarà guidata da un volto di stretta osservanza della Farnesina. “Tajani comunque avrà la responsabilità della Cabina di regia da un punto di vista tecnico, e quindi vuole garanzie”, dicono dal ministero, aggiungendo che anche tra gli esperti oltre Meloni anche Tajani avrà spazio di scelta: per gli esterni il budget annuale sarà di 500 mila euro di spesa.

Entro sessanta giorni con decreto della presidente del Consiglio saranno stabiliti i componenti della governance politica del Piano Mattei, cioè i componenti della Cabina di regia: anche se nei corridoi delle aziende di Stato c’è molto scetticismo su questo Piano e si vorrebbero delegare tecnici e non i vertici delle aziende. Ma Meloni su questo è stata chiara e vuole i presidenti, come scritto nel decreto approvato in Cdm.

Un nome ci sarà senza dubbio, ed è quello del presidente dell’Eni Giuseppe Zafarana, ex comandante generale della Guardia di finanza. Probabile anche la presenza di Paolo Scaroni, presidente di Enel. Nel decreto approvato in Cdm non citano Eni ed Enel al momento: si fa riferimento solo ai presidenti di Cassa depositi e prestiti, Dario Scannapieco, e di Sace, Filippo Giansante. Ma tra i temi fondamentali dei quali si occuperà il Piano Mattei, al di là del parternariato e di ridurre l’immigrazione aiutand gli africani “a restare a casa loro”, come dicono a Palazzo Chigi, ci sarà tutto il fronte energetico: petrolifero e del gas. Non è un mistero.

Non a caso, l’opposizione punta il dito proprio sul tema energia: “Il Piano Mattei approvato dal Cdm non prevede risorse ma appalta a Eni la gestione della politica estera in Africa”, dice Angelo Bonelli, deputato di Alleanza verdi e sinistra.

Per il responsabile esteri della segreteria del Partito democratico, Giuseppe Provenzano, si tratta di un bluff: “Non c’è alcun Piano, non ci sono i progetti né le risorse con cui realizzarli. C’è solo la governance, l’ennesima Cabina di regia, nuove strutture e nomine, un altro accentramento di potere, l’unica cosa che davvero conta per Giorgia Meloni”.

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