Rama : “Nessuna contropartita per l’accordo sui migranti. È un atto di riconoscenza. Meloni? Dice quel che pensa”
di Davide CarlucciEdi Rama e Giorgia Meloni
Edi e Giorgia, la strana coppia. Lui istrionico e innovatore premier socialista, politico quanto artista, lei donna di destra, quella destra che in Italia un tempo gli albanesi li riteneva un pericolo. Lei un concentrato minuto di determinazione, lui, ex cestista, un gigante. La differenza di altezza spicca anche nelle foto ufficiali. La prima a dicembre 2022, quando i due si conoscono a Tirana al vertice internazionale tra Ue e i Paesi dei Balcani. “Io sono alto 198 centimetri ma quando parla lei mi supera”, dirà il 2 giugno il presidente, dopo un caloroso abbraccio ai funerali di Silvio Berlusconi. E il 17 agosto, al termine del viaggio lampo ferragostano dalla Puglia, la chiama “sorella di Albania”, riservandosi il titolo di “fratello d’Italia”. Per Rama la premier italiana è la più generosa e convinta sponsor dell’ingresso nell’Ue.
Presidente, questo spiega la vostra amicizia?
“Ho sempre avuto rapporti molti buoni con tutti i premier italiani. In 32 anni di Albania libera e democr…
Edi e Giorgia, la strana coppia. Lui istrionico e innovatore premier socialista, politico quanto artista, lei donna di destra, quella destra che in Italia un tempo gli albanesi li riteneva un pericolo. Lei un concentrato minuto di determinazione, lui, ex cestista, un gigante. La differenza di altezza spicca anche nelle foto ufficiali. La prima a dicembre 2022, quando i due si conoscono a Tirana al vertice internazionale tra Ue e i Paesi dei Balcani. “Io sono alto 198 centimetri ma quando parla lei mi supera”, dirà il 2 giugno il presidente, dopo un caloroso abbraccio ai funerali di Silvio Berlusconi. E il 17 agosto, al termine del viaggio lampo ferragostano dalla Puglia, la chiama “sorella di Albania”, riservandosi il titolo di “fratello d’Italia”. Per Rama la premier italiana è la più generosa e convinta sponsor dell’ingresso nell’Ue.
Presidente, questo spiega la vostra amicizia?
“Ho sempre avuto rapporti molti buoni con tutti i premier italiani. In 32 anni di Albania libera e democratica tutti, di destra e di sinistra, si sono mostrati pronti ad aiutarci. Tutti. L’Italia è stata il più grande avvocato del nostro Paese in sede europea. Per me è un onore aver intessuto questa amicizia profonda con tutti i capi di governo italiani”.
Con Giorgia Meloni, però, il feeling politico è particolarmente evidente.
“Con lei mi trovo bene perché è una persona vera e una che è veramente la stessa in televisione e quando parla a quattr’occhi. Lei dice quello che pensa e pensa quello che dice. È un politico speciale”.
Com’è nato il patto sui migranti?
“Giorgia me ne aveva parlato prima dell’estate, poi abbiamo avuto una conversazione a Ferragosto, quando è venuta in Albania. Avevamo altre richieste, da Paesi diversi, ma non potevamo dire no all’Italia”.
Chi sosterrà le spese?
“L’Italia si occuperà della realizzazione e della gestione dei centri: le strutture devono ancora essere costruite”.
Ma con l’accordo di ieri vi prendete una bella rogna. Qual è la contropartita?
“Incredibile, tutti mi chiedono questo. Ma invece io penso che questa cosa vada vista in modo molto più semplice. Noi non facciamo business. E abbiamo già un’esperienza di accoglienza con i profughi afghani”.
E allora perché?
“Perché quando l’Italia ha bisogno, noi diamo una mano e siamo onorati di farlo. Perché l’Italia ci ha mostrato così tanto rispetto, ci ha dato una grande mano non una volta ma tante volte, ci ha accolti a braccia aperte quando sfuggivamo dall’inferno”.
In questa fase all’Albania servono molto gli investimenti italiani.
“L’Italia investe già parecchio in Albania ma potrebbe farlo molto di più. Tuttavia, non è per questo motivo che adesso abbiamo deciso di aiutare il vostro Paese ma per puro e semplice spirito di amicizia. È così che le amicizie si nutrono e si affermano”.