Blitz del governo sul premierato, riforma scippata alla Camera, partirà dal Senato per frenare le opposizioni che protestano: “Conferma dello scambio con l’Autonomia”
di Tommaso CiriacoBlitz di Palazzo Chigi sulle riforme. Su indicazione della presidenza del Consiglio, il governo ha deciso di far partire l’iter della riforme costituzionali dal Senato e non, come sembrava fino a oggi, dalla Camera. È un scelta, a quanto si apprende, che mira a stringere e accelerare ulteriormente il percorso del premierato, per almeno due ragioni.
La prima: il regolamento di Palazzo Madama è assai più stringente rispetto alla possibilità delle opposizioni di rallentare un disegno di legge e di strutturare una "resistenza” al testo dell’esecutivo. La seconda: Montecitorio è guidata da un presidente leghista, Lorenzo Fontana, e ha una commissione Affari costituzionali a presidenza berlusconiana, con Nazario Pagano.
Il Senato invece è guidato da Ignazio La Russa, legatissimo a Giorgia Meloni, mentre la commissione Affari Costituzionali è affidata al meloniano Italo Balboni. “Eravamo pronti a esaminare la riforma costituzionale alla Camera, ma non c’è problema: lo faremo dopo il Senato. …
Blitz di Palazzo Chigi sulle riforme. Su indicazione della presidenza del Consiglio, il governo ha deciso di far partire l’iter della riforme costituzionali dal Senato e non, come sembrava fino a oggi, dalla Camera. È un scelta, a quanto si apprende, che mira a stringere e accelerare ulteriormente il percorso del premierato, per almeno due ragioni.
La prima: il regolamento di Palazzo Madama è assai più stringente rispetto alla possibilità delle opposizioni di rallentare un disegno di legge e di strutturare una "resistenza” al testo dell’esecutivo. La seconda: Montecitorio è guidata da un presidente leghista, Lorenzo Fontana, e ha una commissione Affari costituzionali a presidenza berlusconiana, con Nazario Pagano.
Il Senato invece è guidato da Ignazio La Russa, legatissimo a Giorgia Meloni, mentre la commissione Affari Costituzionali è affidata al meloniano Italo Balboni. “Eravamo pronti a esaminare la riforma costituzionale alla Camera, ma non c’è problema: lo faremo dopo il Senato. Non è importante chi arriva prima, ma che si faccia un buon lavoro quando sarà il momento”, così Paolo Emilio Russo, capogruppo di Forza Italia in Affari costituzionali alla Camera.
Opposizioni in rivolta
Opposizioni in rivolta alla Camera per la scelta del governo, che garantisce regole più rigide e rende più complicata l’opposizione del centrosinistra. E che, nel contempo, assicurano a Fratelli d’Italia di gestire la partita avendo dalla propria la guida della commissione Affari costituzionali, affidata al meloniano Italo Balboni, e la presidenza dell’assemblea con Ignazio La Russa.
La prima a intervenire, chiedendo una capogruppo urgente, è la dem Simona Bonafé: ‘’Se fosse così, se le notizie sono confermate, sarebbe gravissimo. Al Senato c’è già la riforma autonomia, la riforma delle province. Era normale che da qui a Montecitorio partisse l’iter. Il dubbio è che la Camera venga considerata una succursale’’. Sulla stessa linea Marco Grimaldi, dell’Alleanza sinistra e Verdi: ‘’Siamo a un monocameralismo di fatto. La gran parte dei provvedimenti passa da lì’. Chiediamo una capigruppo urgente, inizia a esserci qualcosa di sospetto nel rapporto con la Camera’’. E anche il Movimento sollecita in Aula una rettifica della decisione.
"La giornata di oggi conferma quello che denunciamo da tempo: al Senato si svolgerà il baratto, nella maggioranza, tra Premierato e Autonomia". Commenta così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, che prosegue: “Come opposizioni non abbiamo partecipato al voto perché è evidente che si sta umiliando il Parlamento costringendolo a tappe forzate ad arrivare al voto del provvedimento presto. A questo scambio ci opporremo con tutte le nostre forze”.