Rama fuori dal Pse, l’iniziativa Pd agita l’ala riformista. E Provenzano frena
di Lorenzo De CiccoEdi Rama non sarà domani al congresso del Partito socialista europeo a Malaga. Motivi di agenda, viene spiegato da fonti del Pse all’Ansa: “È impegnato a Parigi per incontri ad alto livello”. In realtà le acque sono agitate, dentro la famiglia socialista. Soprattutto nel Pd, che ha messo nel mirino il controverso accordo sui migranti siglato dal premier albanese col governo Meloni. Un patto che “viola il diritto internazionale e l’articolo 10 della Costituzione”, secondo Elly Schlein. Tra i democratici però a far discutere è soprattutto la presa di posizione di Peppe Provenzano, ex ministro, oggi responsabile Esteri di Schlein. Parlando con Repubblica in Transatlantico ieri, Provenzano ha prospettato il ricorso alla procedura di espulsione, spiegando che il Pd si sarebbe mosso subito, ponendo già al congresso di Malaga “la questione di compatibilità” tra il Pssh, il partito socialista d’Albania, e il Pse. Perché oltre alla violazione del diritto internazionale, secondo Provenzano, Ram…
Edi Rama non sarà domani al congresso del Partito socialista europeo a Malaga. Motivi di agenda, viene spiegato da fonti del Pse all’Ansa: “È impegnato a Parigi per incontri ad alto livello”. In realtà le acque sono agitate, dentro la famiglia socialista. Soprattutto nel Pd, che ha messo nel mirino il controverso accordo sui migranti siglato dal premier albanese col governo Meloni. Un patto che “viola il diritto internazionale e l’articolo 10 della Costituzione”, secondo Elly Schlein. Tra i democratici però a far discutere è soprattutto la presa di posizione di Peppe Provenzano, ex ministro, oggi responsabile Esteri di Schlein. Parlando con Repubblica in Transatlantico ieri, Provenzano ha prospettato il ricorso alla procedura di espulsione, spiegando che il Pd si sarebbe mosso subito, ponendo già al congresso di Malaga “la questione di compatibilità” tra il Pssh, il partito socialista d’Albania, e il Pse. Perché oltre alla violazione del diritto internazionale, secondo Provenzano, Rama “ha tradito i valori della famiglia socialista, non da oggi, pensiamo al suo sostegno ad Erdogan”. Proprio discutendo della procedura di espulsione, Provenzano aggiungeva che rispetto a Robert Fico, il neo-premier slovacco silurato a metà ottobre dai socialisti europei, “per Rama l’iter dovrebbe essere ancora più spedito, considerato che a differenza di Fico è un semplice membro osservatore e l’Albania non fa parte dell’Ue”.
Dichiarazioni contro cui si è scagliata la destra, soprattutto FdI, dal ministro Francesco Lollobrigida, che parla di “mossa sconsiderata”, a Carlo Fidanza, capodelegazione dei meloniani all’Europarlamento, che ha lodato Rama “socialista pragmatico e amico dell’Italia”. Mentre un portavoce di Rama con l’Adnkronos ha commentato gelido: “La richiesta di espulsione? Al Pse sono seri”.
Fossero solo gli attacchi della destra, nel Pd non ne sarebbe nato un caso. Invece è soprattutto l’ala riformista a protestare. Le chat dem ribollono, anche perché, scrivono diversi parlamentari di peso, “questa posizione non era stata discussa al nostro interno”. Ecco perché, al termine di una mattinata complicata e dopo una telefonata con Schlein, Provenzano è dovuto intervenire di nuovo sulla questione, sostenendo che “il Pd non è il buttafuori del Pse” ma “riteniamo l’accordo dell’Albania con il governo gravemente sbagliato da tutti i punti di vista e potenzialmente lesivo dei diritti”. Dopo le reazioni, Provenzano non fa più paragoni tra la procedura di espulsione di Fico e quella di Rama, ma si limita a dire che “alla presidenza del Pse porremo la questione delle compatibilità tra questo genere di accordi e i valori del socialismo europeo. E soprattutto una discussione franca che definisca una linea comune”.
Diversi esponenti del Pd però si sono già espressi. “Serve prudenza – chiede Alessandro Alfieri, capogruppo agli Esteri in Senato e membro della segreteria Pd in quota Bonaccini – La condanna dell’accordo fra Rama e Meloni è sacrosanta, ma per l’espulsione o l’incompatibilità dal Pse va fatta una valutazione complessiva e bisogna tenere conto degli equilibri in politica estera”. Sui social, si è fatto vivo anche Pierluigi Castagnetti, presidente dei popolari: “Mi pare sbagliato chiedere l’espulsione di Rama dal Pse”, nutrendo dubbi sui motivi della richiesta: “Perché come capo del governo collabora quello italiano? E ora che facciamo con Sanchez (per le nuove regole Ue)? Per il merito di quell'intesa (che anch'io non condivido)? Ci sarà pur diritto a opinioni diverse!”. All’ex parlamentare, tra i fondatori del Pd, ha risposto l’ex ministro Andrea Orlando, sinistra dem, a difesa della tesi di Provenzano: “Pierluigi non mi pare che le nuove regole dell'Ue possono essere messe sullo stesso piano di un accordo che viola diritti fondamentali – la replica via Twitter - Peraltro vorrei ricordare che il compagno Rama alle ultime elezioni in Turchia ha endorsato Erdogan in competizione con partiti del Pse”. Anche Pierfrancesco Majorino, due giorni, intervistato dall’HuffPost aveva dichiarato che “l'accordo Rama-Meloni non ha nulla di socialista. E infatti lui non partecipa più alle riunioni del Pse”. Altri partiti socialisti poi in queste ore si sono fatti vivi con esponenti della delegazione Pd a Bruxelles, per chiedere conto di questa uscita. Ed è possibile che qualcuno lo farà anche domani a Malaga, direttamente con Schlein.