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Premierato, Balboni (FdI): “Giusto sia il Senato a esaminare prima il testo. Sono uno stakanovista, posso lavorare anche 15 ore al giorno”

Alberto Balboni, presidente della Affari costituzionali del Senato

 (ansa)
Il presidente della Affari costituzionali di Palazzo Madama: “Onorato di presiedere la commissione che l’avrà subito in esame. Ci pensiamo noi, non perché siamo meloniani, ma perché più avanti con la manovra”
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“Io sono uno stakanovista… non mi spaventa lavorare tanto e sono onorato che il premierato cominci l’esame parlamentare dalla commissione che presiedo”. Alberto Balboni, meloniano di ferro, è il presidente della Affari costituzionali del Senato.

Presidente Balboni, le opposizioni protestano perché l’esame parlamentare della riforma costituzionale sull’elezione diretta del premier partirà dal Senato, dalla commissione che lei presiede, e non dalla Camera.
“Mah, gli starò antipatico. Cosa cambia? Al Senato o alla Camera c’è la stessa maggioranza, non vedo le ragioni della polemica”.

Sarà faticoso, dal momento che nella commissione Affari costituzionali c’è un pienone di provvedimenti?
“Siamo abituati a lavorare a tempo pieno. Io sono uno stakanovista. Con il disegno di legge Caivano, che abbiamo licenziato in due giorni e mezzo, facendo centinaia di votazioni, abbiamo lavorato anche 15 ore al giorno”.
E ora, oltre all’autonomia differenziata che sta a cuore alle Lega, avrete da esaminare a…

“Io sono uno stakanovista… non mi spaventa lavorare tanto e sono onorato che il premierato cominci l’esame parlamentare dalla commissione che presiedo”. Alberto Balboni, meloniano di ferro, è il presidente della Affari costituzionali del Senato.

Presidente Balboni, le opposizioni protestano perché l’esame parlamentare della riforma costituzionale sull’elezione diretta del premier partirà dal Senato, dalla commissione che lei presiede, e non dalla Camera.
“Mah, gli starò antipatico. Cosa cambia? Al Senato o alla Camera c’è la stessa maggioranza, non vedo le ragioni della polemica”.

Sarà faticoso, dal momento che nella commissione Affari costituzionali c’è un pienone di provvedimenti?
“Siamo abituati a lavorare a tempo pieno. Io sono uno stakanovista. Con il disegno di legge Caivano, che abbiamo licenziato in due giorni e mezzo, facendo centinaia di votazioni, abbiamo lavorato anche 15 ore al giorno”.
E ora, oltre all’autonomia differenziata che sta a cuore alle Lega, avrete da esaminare anche il premierato, più il provvedimento sulle Province…
“È un onore che il premierato parta dal Senato, visto che Giorgia Meloni lo ha definito la madre di tutte le riforme. E io mi sento onorato di presiedere la commissione che l’avrà subito in esame”.

Ma è perché lei è un meloniano, come anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, e quindi il testo viene così blindato, che si parte da Palazzo Madama?
“Non credo proprio. Il testo è del governo. Che io sia del partito di Giorgia Meloni non vedo cosa cambi. Se fosse il disegno di legge Meloni – e allora probabilmente sarebbe formulato diversamente – lo capirei, ma trattandosi della riforma di tutto il governo, tutti i partiti della coalizione lo sostengono. È una riforma che ha tutta la maggioranza dalla sua. Per cui non vale essere di questo o quel partito. Alla Camera il presidente della Affari costituzionali è Nazario Pagano, di Forza Italia, il partito del vice premier”.

Perché il premierato parte dal Senato?
“Bisogna chiedere al ministro per i Rapporti con il Parlamento, a Luca Ciriani. Ma credo sia perché noi siamo più avanti con la legge di Bilancio. Se fosse andato ora alla Camera si sarebbe trovato durante o subito prima il dibattito sulla legge di Bilancio e allora sarebbe passato in secondo piano, perché la manovra è prioritaria avendo la scadenza obbligata della fine dell’anno”.

Però nella sua commissione state esaminando l’autonomia differenziata. Viene prima?
“Non c’è alcun accavallamento. Mancano 23 emendamenti da votare sull’autonomia. La completeremo entro fine mese. C’è da dare il mandato ai relatori che sono Costanzo Della Porta di Fratelli d’Italia e Paolo Tosato della Lega”.

E quando va in aula?
“Lo decide la conferenza dei capigruppo”

A seguire esaminerete il premierato? C’è anche il provvedimento sulle Province però è in stallo.
“Sì, a seguire il premierato. Le Province si sono fermate perché la sottosegretaria titolare del provvedimento, Wanda Ferro ha avuto un infortunio”.

C’è uno scambio tra autonomia differenziata, riforma-bandiera della Lega, e elezione diretta del premier, riforma-bandiera di Fratelli d’Italia?
“Questa affermazione è offensiva della dignità del Parlamento: le due riforme stanno entrambe nel programma di governo e sono state apprezzate dalla maggioranza degli elettori, cioè da quelli che hanno votato il centrodestra”.

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