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Consulta, Mattarella nomina due giudici: sono Antonella Sciarrone Alibrandi e Giovanni Pitruzzella

Antonella Sciarrone Alibrandi

 
Nel pieno rispetto dei tempi il Qurinale sceglie le due figure che sostituiranno gli attuali vice presidenti Daria de Pretis e Nicolò Zanon. La Corte però dovrà aspettare un mese prima di eleggere il nuovo presidente in attesa del Parlamento. Riflettori puntati sul costituzionalista Augusto Barbera
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ROMA - Nel pieno rispetto dei tempi il presidente Sergio Mattarella sceglie i due nuovi giudici della Consulta, una professoressa e un professore, come c’era da spettarsi nel rispetto della parità di genere. Entrambi vengono dall’esperienza alla Corte di giustizia del Lussemburgo dove hanno ricoperto il ruolo di avvocati generali. Esperta di diritto dell’economia è Antonella Sciarrone Alibrandi che papa Francesco un anno fa aveva scelto e nominato sottosegretario per la cultura e l’educazione in Vaticano. La prof è stata prorettrice vicaria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove insegna diritto dell’economia. Assai noto il giudice al maschile scelto da Mattarella perché si tratta di Giovanni Pitruzzella, ex presidente dell’Antitrust dal 2011 al 2018, ma anche consulente giuridico alla presidenza del Consiglio nei governi Ciampi e Dini. Nonché presso la Regione siciliana durante le presidenze Capodicasa, Cuffaro e Lombardo.

La Consulta ricostruisce il suo plenum, anch…

ROMA - Nel pieno rispetto dei tempi il presidente Sergio Mattarella sceglie i due nuovi giudici della Consulta, una professoressa e un professore, come c’era da spettarsi nel rispetto della parità di genere. Entrambi vengono dall’esperienza alla Corte di giustizia del Lussemburgo dove hanno ricoperto il ruolo di avvocati generali. Esperta di diritto dell’economia è Antonella Sciarrone Alibrandi che papa Francesco un anno fa aveva scelto e nominato sottosegretario per la cultura e l’educazione in Vaticano. La prof è stata prorettrice vicaria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove insegna diritto dell’economia. Assai noto il giudice al maschile scelto da Mattarella perché si tratta di Giovanni Pitruzzella, ex presidente dell’Antitrust dal 2011 al 2018, ma anche consulente giuridico alla presidenza del Consiglio nei governi Ciampi e Dini. Nonché presso la Regione siciliana durante le presidenze Capodicasa, Cuffaro e Lombardo.

La Consulta ricostruisce il suo plenum, anche se manca il quindicesimo giudice che dovrà essere scelto dal Parlamento. Dopo la prima votazione andata a vuoto, ce ne dovranno essere altre due con il quorum dei due terzi che, dalla quarta in poi, scenderà a tre quindi. Poiché il partito di Meloni, FdI, non ha mai indicato un giudice per la Corte, stavolta è scontato che sarà suo. Il nome che corre con insistenza è quello di Francesco Saverio Marini, il costituzionalista consulente della premier per la riforma del premierato, che ha difeso in numerose interviste dopo il via libera del Consiglio dei ministri. Figlio d’arte perché suo padre era Annibale Marini, di fede aennina, ex presidente della stessa Consulta nonché componente laico del Csm. Oggi insegna istituzioni di diritto pubblico all’Università romana di Tor Vergata, dove il fratello Renato ha la cattedra di istituzioni diritto privato. Ovviamente è anche avvocato. Voci nella maggioranza danno per scontato che il prossimo giudice sarà proprio lui.

La settimana che si apre alla Consulta vedrà la fine della presidenza di Silvana Sciarra, che attende di essere scelta dal Csm come componente del direttivo della Scuola superiore della magistratura di Scandicci, dove finora i presidenti sono sempre stati ex presidenti della stessa Consulta, nell’ordine Gaetano Silvestri, Valerio Onida e Giorgio Lattanzi. La mancata audizione di tutti i candidati nella sesta commissione - 85 magistrati e 62 professori per 6 posti che spettano al Csm, mentre il Guardasigilli Carlo Nordio ne deve scegliere 5 - ha provocato fastidio al Quirinale dove è stato chiamato per chiarimenti il vice presidente Fabio Pinelli. Alla Consulta invece dovranno comunque aspettare un mese - non per obbligo ma per savour faire istituzionale - prima di eleggere il nuovo presidente, perché le regole consigliano di attendere l’eventuale nomina parlamentare. Superati i 30 giorni, quindi dal 12 dicembre in poi, anche con 14 giudici la Corte potrà procedere al voto. Il favorito è il costituzionalista bolognese Augusto Barbera.

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