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L’espulsione di Rama dal Pse agita il Pd: arriva la frenata. E lui: “Aiutare l’Italia non è di sinistra? Pazienza”

Fermenti nell’ala riformista dopo la proposta di Provenzano. Che alla fine annuncia il dietro-front: “Nessuna richiesta formale”
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L’espulsione di Edi Rama dal Pse agita il Partito democratico. La proposta avanzata dopo il patto tra Giorgia Meloni e il premier albanese sui migranti divide i dem. Il polverone si leva ancor prima che la segreteria faccia a tempo a correggere il tiro e sfumare i termini della richiesta agli alleati europei.

Non se lo aspettava, Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, quando l’altro ieri in Transatlantico prospettava la richiesta di espulsione dal Pse per il primo ministro albanese Edi Rama e il suo Pssh, il partito socialista di Tirana, dopo il controverso patto sui migranti stretto con la premier di destra. Convinto di avere alle spalle un partito unito sul punto, parlando con Repubblica Provenzano raccontava che il Pd si sarebbe mosso subito, “ponendo la questione di compatibilità” col Pse già al congresso di Malaga che si apre stamattina, dato che “Rama tradisce i valori socialisti e non da oggi, è stato anche un sostenitore di Erdogan”. E proprio perché di procedura di esp…

L’espulsione di Edi Rama dal Pse agita il Partito democratico. La proposta avanzata dopo il patto tra Giorgia Meloni e il premier albanese sui migranti divide i dem. Il polverone si leva ancor prima che la segreteria faccia a tempo a correggere il tiro e sfumare i termini della richiesta agli alleati europei.

Non se lo aspettava, Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, quando l’altro ieri in Transatlantico prospettava la richiesta di espulsione dal Pse per il primo ministro albanese Edi Rama e il suo Pssh, il partito socialista di Tirana, dopo il controverso patto sui migranti stretto con la premier di destra. Convinto di avere alle spalle un partito unito sul punto, parlando con Repubblica Provenzano raccontava che il Pd si sarebbe mosso subito, “ponendo la questione di compatibilità” col Pse già al congresso di Malaga che si apre stamattina, dato che “Rama tradisce i valori socialisti e non da oggi, è stato anche un sostenitore di Erdogan”. E proprio perché di procedura di espulsione si trattava, l’ex ministro faceva un paragone con il premier slovacco (filorusso) Robert Fico, espulso a metà ottobre: “Rispetto a Fico per Rama l’iter sarebbe ancora più veloce, dato che è un semplice membro osservatore del Pse e l’Albania non fa parte dell’Ue”. Ma da ieri mattina il Pd, per queste dichiarazioni, è tornato in modalità pentola a pressione. E così il deputato siciliano ha spiegato che no, il Pd “non presenterà una richiesta formale di espulsione”, ma che si limiterà a “porre un tema politico” sulla “compatibilità tra questi accordi e il socialismo europeo”.

Nel Pd gli animi si erano già surriscaldati. “Sacrosanto condannare l’accordo Roma-Tirana, ma sull’espulsione serve prudenza”, metteva a verbale un big bonacciniano, Alessandro Alfieri, capogruppo in Commissione Esteri al Senato e membro della segreteria di Schlein. Mentre Pierluigi Castagnetti, capofila dei popolari, addirittura sui social definiva la richiesta di espulsione “sbagliata”, spingendo Andrea Orlando, fino a poco fa capocorrente di Provenzano, a difenderla (prima che Provenzano la smentisse): “Peraltro il compagno Rama - ricordava Orlando via tweet - alle ultime elezioni in Turchia ha endorsato Erdogan in competizione con i partiti del Pse”.

Francesco Lollobrigida, intanto, dal governo definiva la richiesta di espulsione “sconsiderata”, mentre sul caso intervenivano altri big meloniani, da Giovanbattista Fazzolari (“sull’accordo con l’Albania c’è un fuoco di sbarramento solo della sinistra”) al capogruppo di FdI all’Europarlamento, Carlo Fidanza: tutti a lodare il “socialista pragmatico” Rama.

Il premier albanese è intervenuto a sera su “X”, dopo avere fatto trapelare all’agenzia Adnkronos, da un suo consigliere, di non essere troppo crucciato per le mosse dem: “Al Pse ci sono persone serie”. Nel tweet serale Rama maramaldeggia sugli “amici del Pd”, che hanno smentito “con un certo ritardo” la richiesta di espulsione. Per Rama, “cercare di aiutare l’Italia in questa situazione è il minimo che l’Albania deve e può fare! Se poi questo non è di sinistra in Italia, pazienza”.

Al congresso del Pse di oggi, comunque, Rama non si farà vedere. Motivi di agenda, sostiene: “Sono al Forum della Pace a Parigi, ma auguro che dalla discussione sul sempre più spinoso tema del immigrazione ne esca fuori la risposta che l’Europa attende da oramai tanti anni”.

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