Camera, irregolarità nelle spese elettorali di Soumahoro: la giunta per le elezioni prende tempo. “La decadenza? Prima aspettiamo il giudizio definitivo”
di Antonio FraschillaAlla fine i deputati non se la sono sentita di far decadere un loro collega per irregolarità nelle spese elettorali. Almeno, non senza una “decisione” definitiva della magistratura: “Qui rischiamo un precedente gravissimo, se basta una segnalazione a far decadere un deputato allora siamo tutti in bilico”, dice un componente di peso della giunta per le elezioni della Camera.
La giunta per le elezioni si è riunita per decidere cosa fare dopo la segnalazione della Corte d’appello di Bologna sulle irregolarità nelle spese elettorali del deputato di Alleanza verdi e sinistra (ora al misto) Aboubakar Soumahoro: la Corte ha comminato all’onorevole una ammenda da 40 mila euro. L’esponente di Avs era già al centro delle polemiche per l’indagine che ha coinvolto la moglie e la suocera per l’utilizzo dei fondi destinati all’accoglienza dei migranti (la procura ha chiesto l’arresto di entrambe, adesso ai domiciliari). Secondo la Corte di Appello di Bologna Soumahoro non avrebbe rendicontato spese…
Alla fine i deputati non se la sono sentita di far decadere un loro collega per irregolarità nelle spese elettorali. Almeno, non senza una “decisione” definitiva della magistratura: “Qui rischiamo un precedente gravissimo, se basta una segnalazione a far decadere un deputato allora siamo tutti in bilico”, dice un componente di peso della giunta per le elezioni della Camera.
La giunta per le elezioni si è riunita per decidere cosa fare dopo la segnalazione della Corte d’appello di Bologna sulle irregolarità nelle spese elettorali del deputato di Alleanza verdi e sinistra (ora al misto) Aboubakar Soumahoro: la Corte ha comminato all’onorevole una ammenda da 40 mila euro. L’esponente di Avs era già al centro delle polemiche per l’indagine che ha coinvolto la moglie e la suocera per l’utilizzo dei fondi destinati all’accoglienza dei migranti (la procura ha chiesto l’arresto di entrambe, adesso ai domiciliari). Secondo la Corte di Appello di Bologna Soumahoro non avrebbe rendicontato spese elettorali per circa 20 mila euro fatte attraverso una Postapay, e non un conto corrente, dove si sono registrate movimentazioni per 50 mila euro. La norma prevede l’apertura di un conto corrente solo per la raccolta fondi elettorali. Inoltre, si legge nel provvedimento della Corte di appello, “dalla lista movimenti risultano operazioni estranee al finanziamento della campagna elettorali con accrediti effettuati dalla società con sede in California Stripe Tecnology per 6.981 euro”. Soumahoro attraverso i suoi legali ha inviato, anche se in ritardo rispetto alle scadenze di legge, una memoria difensiva alla Corte nella quale, in sintesi, sostiene la buona fede della scelta di utilizzare solo una
Postapay e sull’accredito dalla California precisa che si tratta di una piattaforma online per la raccolta fondi avvenuta in Italia ma che ha sede all’estero.
I magistrati non hanno confermato le irregolarità inviando per conoscenza al presidente della Camera il provvedimento per le decisioni del caso. Il presidente Lorenzo Fontana ha quindi investito del caso la giunta per le elezioni di Palazzo Montecitorio. Che ha deciso di prendere tempo, chiedendo allo stesso Fontana di rispondere alla Corte di appello chiedendo la fine dell’iter giudiziario per la conferma delle eventuali irregolarità: il deputato può proporre opposizione anche rispetto all’ammenda comminata dalla Corte. Insomma, ha preso tempo e Soumahoro al momento resta al suo posto.